L’importa sui rifiuti quest’anno è aumentata per due motivi in particolare, l’aumento delle percentuali di pagamento per le utenze domestiche in quasi tutti i Comuni italiani e l’introduzione da parte dell’Arera di due nuove voci di pagamento relative alla gestione dei costi legati al recupero di rifiuti dispersi nelle acque, quindi in mare, nei laghi e nei fiumi, e degli gli eventi eccezionali e calamitosi.
Come mai pago una Tari con una tariffa più alta? Una delle domande più frequenti degli ultimi 10 giorni che è stata posta dai nostri è il perché quest’anno si paga una Tari più alta. Cerchiamo di seguito di chiarire la situazione e spiegare i motivi degli aumenti.
La tassa sui rifiuti è aumentata in tutta Italia. La scadenza di pagamento dell’imposta varia da Comune a Comune, ma in generale si paga in tre tranche, con il primo acconto entro la fine di aprile, il secondo a luglio e l’ultima entro fine 2024.
Il problema è che quest’anno tutti i cittadini si lamentano del fatto che stanno pagando di più. Si sono, infatti, registrati aumenti medi della tassa fino al 24% in più rispetto allo scorso anno. E i motivi sono presto spiegati.
Il primo dipende dalla delibera dell’Arera n. 41/2024 pubblicata lo scorso 6 febbraio che ha chiarito i corrispettivi applicati nel servizio di gestione dei rifiuti urbani, spiegando che alle utenze domestiche veniva applicata una quota mediamente superiore rispetto alle utenze non domestiche.
In particolare, alle utenze domestiche veniva attribuita la quota del 54% mentre alle utenze non domestiche un 46%, tutto calcolato rispetto al totale delle entrate ipotizzate per lo svolgimento del servizio.
Fino allo scorso anno, molti Comuni hanno invece applicato la stessa percentuale per la Tari (il 50%) alle due utenze e ora con apposite delibere, diverse da città a città, per risolvere la situazione, sono state aumentate le percentuali a carico delle utenze domestiche al 60% abbassate contestualmente quelle delle utenze non domestiche, fino al 40%.
Ciò significa che in molti Comuni il carico fiscale dell’imposta è stato spostato dai commercianti e dagli artigiani ai cittadini privati e questo ha chiaramente previsto aumenti della tariffa.
Inoltre, nelle bollette relative al pagamento della Tari sono state introdotte due nuove voci. Si tratta delle UR1 e UR2. Anche queste due nuove voci sono state introdotte da una delibera di Arera, la 386 del 2023.
La componente UR1 è stata introdotta per gestire i costi legati al recupero di rifiuti dispersi nelle acque, quindi nel mare, ma anche nei laghi e nei fiumi. L’importo annuo per il 2024 è di 10 centesimi per utenza.
La voce UR2 riguarda, invece, gli eventi eccezionali e calamitosi, come le alluvioni.
In questo caso, il contributo è pari a 1,50 euro annui per utenza e serve a garantire la continuità del servizio di raccolta rifiuti nei territori colpiti.
Il costo complessivo delle nuove voci è, dunque, irrisorio, pari a 1,60 euro ma comunque rappresenta un aumento.