Chi non paga subito una tassa è sempre soggetto ad un pagamento maggiore dovuto a sanzioni e interessi, che cambiano a seconda dell’importo e della tipologia di tributo non pagato e se si paga quando arriva l’avviso bonario o ancor dopo una cartella esattoriale.
Quanto costa pagare mediamente di più una tassa non pagata subito? Sono tanti gli italiani che saltano i dovuti pagamenti: c’è chi non paga le multe stradali, chi non paga l’Imu, chi non paga la Tari sui rifiuti, chi rimanda anche il pagamento dell’Irpef.
Tali mancati pagamenti derivano, nella maggior parte dei casi, da difficoltà economiche dei contribuenti che preferiscono ‘risparmiare’ i soldi di tasse per usarli per le spese di tutti i giorni.
E in moltissimi si chiedono cosa succede quando non si paga una tassa, se e quando arriva la cartella esattoriale, quanto di dovrà pagare di sanzioni e se si può diventare a rischio pignoramento. Cerchiamo di seguito di fare chiarezza.
Chi non paga subito una tassa rischia sempre un pagamento maggiore dovuto a sanzioni e interessi, che cambiano a seconda dell’importo e della tipologia di tributo non pagato.
L’Agenzia delle Entrate informa i contribuenti del mancato pagamento di alcune imposte tramite un avviso bonario e concede un periodo di tempo entro il quale mettersi in regola con il Fisco.
L’avviso bonario implica, oltre dall’importo della tassa non versata, il pagamento anche di una multa del 10% e una percentuale di interessi che va dal 1,25% all’1,5%.
Trascorsi anche tali termini, se il contribuente non ha ancora pagato le tasse dovute, riceve una cartella esattoriale, che aumenta ancora l’importo da pagare aggiuntivo a quello iniziale.
In questo caso, infatti, l’importo viene maggiorato con una multa pari al 30% per interessi e oneri della riscossione.
Se si continua a non pagare, si rischia di incorrere in ulteriori sanzioni più gravi, come il pignoramento dei beni, o il fermo amministrativo dell’auto, o l’ipoteca.
Se si decide di pagare in ritardo una tassa non versata entro i termini stabiliti e non si vuole incorrere in sanzioni gravi, è possibile effettuare il dovuto pagamento ancor prima di ricevere l’avviso bonario o la cartella esattoriale, tramite il cosiddetto ravvedimento operoso.
Esistono diverse tipologie di ravvedimento che implicano diverse sanzioni a seconda del ritardo con cui viene effettuato il pagamento.
Ci sono, infatti:
Trascorso un anno dal termine della scadenza del dovuto pagamento, scatta il cosiddetto ravvedimento lunghissimo.
In questo caso, se si paga quanto dovuto dopo l’anno ma entro 2 anni dal termine previsto, la sanzione ordinaria del 30% si riduce ad 1/7, risultando quindi pari al 4,29%.
Se il pagamento si effettua, invece, dopo i due anni, la sanzione sale al 5% e arriva fino al 6% se avviene dopo aver ricevuto il verbale di constatazione ma prima di ricevere la cartella esattoriale.