Auto, incentivi in diverse regioni e Milano. E trasformare auto diesel in nuove. Sistema

Coinvolte micro, piccole e medie imprese e dalle imprese artigiane con sede legale o unità locale a Milano o con licenza per l'esercizio dell'attività di vendita su aree pubbliche.

Auto, incentivi in diverse regioni e Mil

Incentivi: attese decisioni anche dal governo


Incentivi, o meglio eco-incentivi, per sostituire diverse tipologie di veicoli. Hanno già iniziato Milano e diverse altre regioni italiane e presto dovrebbe aggiungersene altre. Oltre un ampliamento geografico ci dovrebbe essere come a Milano, anche un ampliamento delle tipologie dei veicoli che riceveranno questi bonus.
 

Idee chiare per il Comune di Milano che lancia gli eco-incentivi per la sostituzione di vecchi diesel. A essere coinvolti sono solo le imprese per cui sono sul piatto oltre 5 milioni di euro. Si tratta del primo passo per rinnovare il parco auto che, in attesa di conferme, potrebbe presto includere anche i privati. Almeno per ora possono allora chiedere un contributo per l'acquisto di un veicolo nuovo ad alimentazione elettrica, ibrida, metano, benzina e metano, gpl, benzina gpl, benzina euro 6 solo le aziende. Lo potranno fare solo le micro, piccole e medie imprese e dalle imprese artigiane con sede legale o unità locale a Milano o con licenza per l'esercizio dell'attività di vendita su aree pubbliche rilasciata dal Comune di Milano. Il perimetro è dunque ben preciso così come il divieto a cumulare lo stesso investimento con altri contributi pubblici.

Incentivi: attese decisioni anche dal governo

Resta da capire se e cosa farà il governo centrale, considerando che sia nella fase di ricerca del voto e sia nello stesso programma stilato dopo l'insediamento ha dedicato ampio spazio alla mobilità sostenibile. Sul tavolo delle possibilità c'è ad esempio la revisione dell'imposta sul possesso del bollo auto ovvero di segno ridotto per i mezzi meno inquinanti e ritoccato all'insù per i diesel. Ma almeno fino a questo momento, non è saltata fuori alcuna indiscrezione su un possibile intervento. Di fatto il maggior attivismo continua a essere registrato solo a livello regionale, anche se le agevolazioni e gli aggravamenti avvengono a macchia di leopardo.

Significa che ci sono alcune regioni decisamente più convinte a percorrere la strada degli incentivi mentre altre sembrano poco sensibili se non totalmente assenti. A incidere sono anche le diverse situazioni ambientali poiché il problema smog e inquinamento è avvertito maggiormente nelle grandi città o comunque nelle aree ad alta densità automobilistica.

I progetti dell'amministrazione comunale di Milano

L'amministrazione comunale di Milano si sta muovendo in tre direzioni ben precise per cercare una via d'uscita a un problema avvertito da anni e anni. Innanzitutto il divieto di accesso nell'Area B alle diesel Euro 6 A, B e C già dal primo ottobre 2025. In seconda battuta la concessione di una deroga fino al primo ottobre 2028 per questi stessi diesel, se acquistati prima del 31 dicembre 2018. In questo caso l'obiettivo chiaro è di andare incontro agli automobilisti inconsapevoli delle differenze tra le varie fasi dell'Euro 6. Infine, sempre con un'ottica di medio periodo, l'introduzione di ulteriori divieti anche per le Euro 6D-Temp e D pieno dal primo ottobre 2030.

Questo perché tra le auto diesel Euro 6 occorre fare una differenza ulteriore tra le sottoclassi A, B e C ovvero quelle ante-dieselgate, D-Temp con test su strada e tolleranza 110%, D piena con test su strada e tolleranza 50%. I primi cittadini sanno bene come non sia corretto fare di tutta l'erba un fascio e da qui la definizione di misure precise.

Al via anche in Friuli

Non è la prima volta che una regione propone contributi per l'acquisto di auto elettriche. E, anzi, sembra che non solo le iniziative siano destinate a moltiplicarsi, ma che anche a livello nazionale dovrebbe arrivare la scossa con un piano complessivo sulla mobilità per favorire la circolazione di mezzi elettrici. L'idea rimane valida, anche se i tempi sono indefiniti. A oggi appare difficile che un progetto ambizioso possa trovare spazio nella prossima legge di Bilancio perché occorre prevedere un orizzonte temporale più ampio. Tuttavia la rotta è stata tracciata e senza dubbio il futuro della mobilità sarà elettrico con le case automobilistiche che si stanno già attrezzando.

Scattano allora in Friuli Venezia Giulia incentivo per l'acquisto di auto elettriche ed ecologiche ovvero la concessione di contributi fino a 5.000 euro. Più precisamente il massimo della somma spetta per l'acquisto di veicoli elettrici perché poi è previsto un secondo contributo economico di 4.000 euro per l'acquisto di veicoli ibridi ovvero con alimentazione a benzina ed energia elettrica e un terzo di 3.000 euro per l'acquisto di veicoli alimentati a benzina o metano. In tutti i casi il veicolo deve essere di prima immatricolazione (non usato), appartenere alla categoria M1 ed essere un veicolo elettrico o un veicolo con alimentazione a benzina o metano o un veicolo ibrido con alimentazione a benzina ed energia elettrica con cilindrata non superiore a 2.000 cc.

Ci sono poi alcuni paletti da rispettare perché non tutti possono inoltrare domanda per l'accesso ai contributi. Sono infatti coinvolte le sole persone fisiche residenti nella Regione Friuli Venezia Giulia e il cui nucleo familiare abbia un reddito complessivo inferiore o pari a 85.000 euro all'anno. Solo chi è in grado di rispettare e dimostrare il possesso di questi due requisiti può inoltrare la domanda ai fini della concessione del contributo per l'acquisto di auto elettriche o ecologiche. L'istanza va presentata alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura del Comune nel quale risiede, pena l'annullamento della documentazione.

Capitolo scadenze, c'è tempo fino al 30 aprile 2019 p gli incentivi che la Regione Friuli Venezia Giulia mette a disposizione come contributo per la rottamazione di veicoli a benzina Euro 0 o Euro 1 o di veicoli a gasolio Euro 0, Euro 1, Euro 2 o Euro 3 e per il conseguente acquisto di veicoli nuovi di categoria M1, bifuel (a benzina e metano), ibridi (benzina/ ed elettrici) o elettrici.

Trentino Alto Adige

il Piano Provinciale per la Mobilità Elettrica approvato dalla Provincia di Trento. Due gli scopi dichiarati: promuovere la pianificazione della mobilità innovativa e sostenibile che metta al centro le persone e non più il traffico; spingere la provincia nella direzione dell'azzeramento delle emissioni, migliorando la qualità tecnologica ed energetica, ma anche quella turistico-ambientale del proprio territorio. Perché le conseguenze si riverserebbero a catena anche in altri comparti.

Alla base della strategia del Piano è il cambiamento delle modalità abituali di spostamento dei cittadini, soprattutto nei centri urbani, attraverso l'applicazione di soluzioni sostenibili, nel rispetto dell'ambiente, della salute, del clima e della sicurezza, così da migliorare la qualità di vita. Per dare attuazione sono promosse più azioni, a partire dagli incentivi e contributi da destinare ai cittadini, così da permettere di mettere in luce i vantaggi dell'utilizzo di una mobilità elettrica negli spostamenti quotidiani di tutti noi. Gli incentivi economici riguardano allora quattro aspetti:

  1. Acquisto di veicoli elettrici
  2. Installazione di colonnine pubbliche e private
  3. Esenzione della tassa di proprietà dei veicolo
  4. Acquisto energia elettrica

Mai vecchi diesel si possono convertire e risparmiare alcune volte

Sono le nuove norme antinquinamento entrate in vigore nell'area della Pianura Padana a spingere ad alcuni interrogativo. Conviene o è diventato obbligatorio cambiare l'auto? Quali veicoli sono coinvolti dalle nuove norme? Ma più ragionevolmente, si può convertire un diesel Euro 3 in Euro 5? Perché è proprio su questo fronte che si concentrano le maggiori attenzioni delle regole entrate in vigore il primo giorno di questo mese di ottobre e che coinvolge Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. E che la situazione sia critica emerge con chiarezza dalla nettezza delle regole che prevedono il blocco totale della circolazione delle auto diesel Euro 3. Da qui l'esigenza di capire se e come convertire un diesel Euro 3 in Euro 5.

Non si tratta di una crociata indirizzata agli inquinatori di turno perché sono circa 3 milioni le auto diesel Euro 3 che circolano con emissioni oltre quanto accettato. Per tutti loro si pone allora la fatidica domanda su cosa farhttps://motorlifeit.files.wordpress.com/2018/10/converti-euro-3-in-euro-5.jpge. Di fatto si trovano davanti a un bivio con due alternative molte chiare: comprare un'auto nuova che rispetti i requisiti antismog ovvero sia coerente con le nuove regole pensate per ridurre le emissioni e il inquinamento, e in contemporanea rottamare il precedente veicolo, oppure trasformare l'auto diesel Euro 3 in Euro 5? La scelta è naturalmente personale e tiene conto di una serie di parametri, tra cui quelli economici e di poco o molta propensione a separarsi dal veicolo in proprio possesso.

Ma naturalmente ci sono anche ragioni tecniche di cui tenere conto perché la conversione di un diesel Euro 3 in Euro 5 non è un'operazione che si consuma nell'arco di poche ore o di qualche giorno. Detto in altri tempi, non è possibile recarsi nell'officina più vicina e chiedere questa trasformazione. Non solo perché si tratta di una procedura complessa in quanto l'intervento è sul cuore della vettura, ma anche perché i costi economici sono alquanto elevati. Occorre dunque fare un ragionamento sulla convenienza di questa scelta. Non a caso questa trasformazione è più comune su veicoli industriali piuttosto costosi per cui la conversione ha un senso dal punto di vista economico.

E occorre poi ricordare l'opportunità della conversione ecologica di una Euro 5 in Euro 6 per allungare ancora di più la vita di queste auto. Tanto per scoprire cosa succede oltre confine, in Germania sono molte le aziende che installano kit per il trattamento dei gas di scarico che utilizzano l'ammoniaca per eliminare le polveri sottili.