Bitcoin e i nuovi ricchi, nasce la prima città degli investitori in criptovalute

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Bitcoin e i nuovi ricchi, nasce la prima

Bitcoin, nasce la prima città

I re dei Bitcoin sbarcano a Portorico e fondano la prima criptocittà, anche per non pagare le tasse. Il nome che dovrebbe avere Bitcoin city è Puertopia.

Tutto è nato da due originari dell'isola, Guillermo Ailes e Fabian Velez, e da Paul McNeal della Virginia: dopo l'uragano Maria hanno pensato di soccorrere Portorico con i droni, ma poi hanno fondato TokenCoin, una non profit per aiutare la gente con le criptovalute. Una parte dei portoricani si aspetta che arrivino soldi e lavoro, altri sono scettici nei confronti dei criptocolonizzatori.

Bitcoin, i nuovi ricchi con le criptovalute e la loro prima città

Ma i fatti sono chiari: i re dei Bitcoin sbarcano a Portorico e fondano la prima criptocittà, anche per non pagare le tasse. Ecco allora che a dicembre un gruppo di ricchi californiani che hanno guadagnato una fortuna con i Bitcoin ha cominciato ad arrivare a ondate a Portorico.

Uno di questi milionari statunitensi arricchitisi con i Bitcoin e altre criptovalute che si è trasferito a Porto Rico ha spiegato al New York Times le ragioni di questa decisione. A suo dire non si tratta solo di pagare le tasse. Portorico consente soprattutto di costruire qualcosa di totalmente nuovo. Ed è possibile farlo solo dove si ricomincia da zero. Come qui: l'uragano ha spazzato via tutto.

Sono 112 i morti causati dall'uragano Maria, 64 dei quali a Portorico. Ma un'inchiesta del New York Times ne ha ipotizzati oltre mille. E spesso ricominciare da zero è la soluzione più facile per costuire. A proposito, il nome che dovrebbe avere Bitcoin city è Puertopia.

Ma il Bitcoin è soggetto a troppa volatilità

E il tutto avviene in un periodo critico perché il Bitcoin è in caduta libera. La criptovaluta crolla sotto i 6.000 dollari sui timori di regole più stringenti, bruciando 500.000 miliardi di dollari di capitalizzazione dagli inizi di gennaio, con un calo del 65% del suo valore in poche settimane.

Preoccupa che sia usato come un investimento, afferma il segretario al Tesoro americano, aprendo la strada a nuove norme sulle valute digitali per mettere al riparo i risparmiatori da possibili truffe. Il tonfo rischia di mettere in pericolo la sopravvivenza dei miner, coloro che creano i Bitcoin risolvendo complicati calcoli necessari per validare le transazioni tramite super computer che richiedono un enorme ammontare di corrente elettrica.

E nonostante la vicende di Portorico che abbiamo appena visto. Con il Bitcoin a 6.000 dollari per più di due settimane, solo i miner che hanno accesso a elettricità a basso prezzo, sui 6 centesimi a kilowatt per ora, potranno sopravvivere. Il Bitcoin è l'insieme di una bolla, "di una truffa stile schema Ponzi", condanna Agustin Carstens, il direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali. Kodak ha messo in guardia su truffatori che stanno vendendo Kodak Coine ha posticipato l'initial coin offering attesa la scorsa settimana.

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