Accertamenti fiscali 2020, proroga di due anni ai controlli dal 2015 per coronavirus

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Accertamenti fiscali 2020, proroga di du

Coronavirus, proroga di due anni accertamenti fiscali

Il decreto Cura Italia che assegna 2 anni in più all'Agenzia delle entrate per la lotta all'evasione. Ecco cosa cambia e quali categorie sono interessate.

Lo sconvolgimento provocato dal coronavirus è totale e travolge le attività consolidate. Perfino quelle dell'agenzia delle entrate, chiamata a riorganizzare la propria attività. La prima importante novità da segnalare è la proroga di due anni dei tempi di accertamento.

In buona sostanza, la decadenza degli atti prevista per il 2020 è rinviata di due anni. Tradotto in termini pratici, gli accertamenti fiscali relativi al 2015 decadranno ma alla fine de 2022 e non il 31 dicembre di quest'anno.

A essere interessata da questa misura è una vasta platea di interessati tra contribuenti, imprese e professionisti. Oggetto di interesse soo anche le omesse dichiarazioni, le cartelle conseguenti a controlli formali sulle dichiarazioni, i ritardati versamenti derivanti dalle stesse dichiarazioni. Approfondiamo in questo articolo

  • Coronavirus, proroga di due anni accertamenti fiscali
  • Accertamenti fiscali 2020, le altre nuove norme

Coronavirus, proroga di due anni accertamenti fiscali

Il decreto Cura Italia che assegna 2 anni in più all'Agenzia delle entrate per la lotta all'evasione fa riferimento al decreto legislativo 159 del 2015 che contiene le misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione.

Una precisa disposizione prevede infatti la sospensione dei termini per eventi eccezionali.

Qui si legge che le norme in materia di sospensione dei termini di versamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, a favore dei soggetti interessati da eventi eccezionali, comportano la contestuale sospensione dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, oltre che dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori, degli enti previdenziali e assistenziali e degli agenti della riscossione.

Accertamenti fiscali 2020, le altre nuove norme

L'esecutivo ha previsto la sospensione fino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori.

Come precisato nel decreto Cura Italia, sono congelati anche i termini per fornire risposta alle istanze di interpello, comprese quelle da rendere a seguito della presentazione della documentazione integrativa.

Nello stesso periodo è sospeso il termine per la regolarizzazione delle istanze di interpello. I termini per la risposta e per regolarizzazione iniziano a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla fine del periodo di sospensione.

Durante la sospensione, la presentazione delle istanze di interpello e di consulenza giuridica è consentita solo per via telematica attraverso la posta elettronica certificata. Temporaneo semaforo rosso anche per le attività, non indifferibili e non urgenti, come le risposte alle istanze.

L'esecutivo ha quindi sospeso fino al 31 maggio i termini dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione. Il decreto stabilisce che i versamenti congelati devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione e che non si procede al rimborso di quanto già versato.

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