Liberi Professionisti e partite iva quanto guadagnano in media da dati appena usciti 2019-2020

di Luigi Mannini pubblicato il
Liberi Professionisti e partite iva quan

Quanto guadagnano veramente le partite Iva

Questa è una macrocategoria in cui sono incluse molte professioni. Pensiamo ad esempio alle differenze esistenti tra notai e artigiani, commercianti e dentisti.

C'è poi un dato che non va perso di vista quando si parla di partite Iva e delle maggiori possibilità di guadagno rispetto ai lavoratori dipendenti ed è il reddito effettivo che dichiarano alla fine dell'anno.

Se il monte guadagni è molto più elevato, al netto del pagamento delle tasse e del versamento dei contributi, ecco allora che il pensiero unico trova conferma su un base solida e incontestabile. In caso contrario subisce una secca smentita.

Prima di andare a scoprire quanto guadagnano in media liberi professionisti e partite Iva sulla base dei dai dati 2019-2020 appena usciti occorre fare una importante precisazione.

Questa è una macrocategoria in cui sono incluse molte professioni e anche molto diverse tra di loro. Pensiamo ad esempio alle differenze esistenti tra chi esercita la professione di notaio e un artigiano, tra un avvocato con partita Iva e uno psicologo, il cui giro d'affari è presumibilmente inferiore, almeno nella media.

E poi ci sono architetti, commercianti, ingegneri, giornalisti. Insomma, occorre sempre procedere con tutte le distinzioni del caso. Vediamo allora in questo articolo

  • Quanto guadagnano veramente le partite Iva
  • Liberi professionisti e guadagni: i dati appena usciti

Quanto guadagnano veramente le partite Iva

La lista dei lavoratori autonomi con partite Iva è dunque sterminato, ed è quindi indispensabile riuscire a fare le necessarie separazioni. 

E allo stesso tempo, anche all'interno delle singole regioni, le distanze possono essere notevoli. Ci sono infatti alcuni professionisti che, dichiarazione dei redditi alla mano, guadagnano decisamente di più.

Pensiamo in particolare ai notai (597.900 euro), ai farmacisti (121.300 euro) e ai medici (83.900 euro). Ed evidentemente se la passano altrettanto bene commercialisti e consulenti del lavoro (116.800 euro). Ecco quindi gli avvocati (53.600 euro) e gli odontoiatri (52.500 euro). I dati dell'Agenzia delle entrate rivelano anche che il reddito medio dei periti industriali è di 38.600 euro, maggiore di quello degli ingegneri pari a 37.100 euro.

A seguire ci sono tributaristi e periti commerciali con redditi medi di 33.300 euro e quindi i geologi con 26.300 euro. Il livello di redditi si abbassa progressivamente con gli architetti (25.300 euro), i geometri (25.100 euro) e gli psicologi (22.200 euro).

Cifre più basse per tutte le altre categorie di professionisti. Ma ci sono altri dati appena usciti che invitano alla riflessione perché lo scenario è pressoché disastroso.

Liberi professionisti e guadagni: i dati appena usciti

Ma se questi sono i dati più incoraggianti (almeno per la categorie che guadagnano di più), dall'altra bisogna fare i conti con una fotografia piuttosto allarmante delle partite Iva in Italia, siano esse con regime forfettario o ordinario.

Ad averla scattata è stata Federcontribuenti: uno dopo l'altro, il reddito medio è calato di 7.000 euro in 10 anni con il 25% di professionisti e artigiani scivolato al di sotto della soglia di povertà fissata dall'Istat, con un fatturato di 45.000 euro, il reddito netto ammonta a 17.000 euro e solo il 25% riesce a mantenere la partita Iva aperta fino all'età della pensione.

Federcontribuenti non si limita all'analisi impietosa della situazione perché avanza anche tre proposte concrete: tagliare del 60% tutti gli adempimenti fiscali e burocratici, snellire le procedure e prevedere una maggiore elasticità nelle scadenze per evitare continui ricalcoli e cartelle esattoriali che mettono a rischio attività lavorative sane.

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