Nell'attuale scenario della moda, la crescente attenzione verso la sostenibilità e la riduzione degli sprechi ha stimolato molte catene di abbigliamento a incentivare il giro degli indumenti restituiti direttamente nei loro punti vendita per guadagnare. E non è il solo modo, come dimostrato dai Comuni e supermercati che pagano per le bottiglie di plastica restituite. Questa iniziativa, che si è affermata soprattutto negli ultimi anni, non solo mira a ridurre l'impatto ambientale dell'industria tessile, ma offre anche ai consumatori la possibilità di accedere a sconti o voucher per l'acquisto di nuovi capi, dando una seconda vita ai vestiti anziché destinarli alla discarica.
L'incentivo economico e la possibilità di fare acquisti vantaggiosi hanno reso questi programmi particolarmente apprezzati da chi desidera alleggerire il proprio guardaroba senza ricorrere alla vendita su piattaforme digitali. I principali marchi della fast fashion e alcune realtà emergenti optano così per una soluzione che ricompensa i clienti, stimolando al contempo un modello di consumo più responsabile e circolare.
Come funziona la raccolta di abiti usati: modalità e regole
Le iniziative di raccolta abiti adottate dalle grandi catene presentano alcune caratteristiche comuni ma anche regole differenti a seconda del marchio. In linea generale, il processo prevede che il consumatore raccolga i capi non più indossati e li consegni presso i punti vendita aderenti, spesso all'interno di buste chiuse o sacchetti dedicati. Tra i punti condivisi:
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Abiti accettati: solitamente tutti i capi tessili, senza limiti di marca o di tipologia (salvo eccezioni su capi intimi o usurati);
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Modalità di consegna: i capi vengono portati in negozio, spesso inseriti in una busta sigillata e, in alcuni casi, si richiede un numero minimo di articoli per ogni spedizione;
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Regolamento voucher: il rilascio del buono è legato alla consegna della busta e prevede l'utilizzo con acquisti a partire da una cifra minima, generalmente compresa tra 30 e 50 euro;
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Validità e utilizzo dello sconto: per la maggior parte dei marchi, il voucher può essere utilizzato sia subito che entro un periodo definito, variabile fra alcune settimane e tre mesi.
Oltre al regolamento generale, ogni azienda si distingue per specificità che riguardano la durata delle campagne, la destinazione degli abiti, la trasparenza sulle future lavorazioni dei capi raccolti e la possibilità di devolvere ad associazioni benefiche.
I negozi che ti premiano per i tuoi vecchi vestiti: H&M, Zara, OVS, Calzedonia e altri
Vari marchi si sono distinti negli ultimi anni per programmi di incentivo alla consegna di indumenti usati. Ecco una panoramica delle iniziative:
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H&M, Il noto brand ha sviluppato Garment Collecting, attraverso il quale, consegnando un sacchetto di abiti e tessili, si ottiene un voucher di 5 euro per acquisti con importo minimo di 40 euro. Tutti i capi raccolti vengono avviati, salvo usura irreversibile, a filiere di riciclo e riuso.
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Zara, Il colosso spagnolo partecipa a iniziative simili in selezionate sedi, anche se la trasparenza sul destino finale dei vestiti resta un punto controverso, come riconosciuto da varie inchieste ambientali.
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OVS, Dal 2022 al 2025, aderendo alla raccolta con Humana People, è possibile consegnare in busta chiusa almeno due o tre capi in buono stato, ricevendo in cambio un buono sconto di 5 euro per acquisti superiori ai 40 euro sulle nuove collezioni. Gli abiti destinati a Humana vengono in parte redistribuiti a famiglie in situazione di fragilità.
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Calzedonia, Nei punti vendita si può partecipare al programma Take Back con la consegna di indumenti usati, a fronte della quale viene rilasciato un voucher intestato. Analoghi programmi hanno coinvolto anche Intimissimi, che ha proposto campagne stagionali in collaborazione con Humana.
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& Other Stories, La modalità qui è semplice: capi usati di qualsiasi marca consegnati in negozio danno diritto a un voucher del 10% valido tre mesi su un acquisto.
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Rifò, La realtà toscana, specificamente impegnata nell'economia circolare, premia la consegna di maglioni in lana/cashmere o di jeans destinandoli a riciclo per la creazione di nuovi capi, e rilascia buoni spendibili nei suoi punti vendita.
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Adidas, Tramite Choose to Give Back si può spedire indumenti usati, anche di altre marche, ed ottenere un credito da utilizzare nell'universo brandizzato ThredUp.
Si aggiungono ai grandi nomi anche numerose boutique locali e realtà indipendenti, spesso in collaborazione con associazioni che curano il riuso solidale degli indumenti.
Voucher, buoni e credito: come e quanto si risparmia
La consegna di capi usati in negozio si traduce in un risparmio concreto quantificabile nel valore dei voucher, che varia da 5 a 10 euro a seconda del brand. Tuttavia, questi premi sono spesso soggetti a soglie minime di spesa e limiti di utilizzo temporali o promozionali:
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Brand
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Valore voucher
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Soglia minima acquisto
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H&M
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5 euro
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40 euro
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OVS
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5 euro
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40 euro
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& Other Stories
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10% sconto
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nessuna
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Calzedonia
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5 euro
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varia
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Intimissimi
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5 euro
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50 euro
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Rifò
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variabile
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nessuna
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Il vantaggio per il cliente è evidente, ma occorre considerare che i buoni non sono cumulabili per più conferimenti nello stesso giorno, né generalmente combinabili con altre promozioni in corso.
Oltre al valore immediato, il meccanismo migliora la fidelizzazione dei clienti e incentiva un acquisto più consapevole. Per quanto riguarda le condizioni, spesso il voucher è spendibile solo su nuove collezioni e non può essere frazionato, vincolando così a importi di spesa prestabiliti.
Sostenibilità e greenwashing: il destino dei capi consegnati
L'aspetto ambientale rappresenta uno degli elementi più delicati di questi programmi. In teoria, la raccolta di abiti allunga la vita utile dei prodotti tessili e riduce la frazione di rifiuti conferiti in discarica. Tuttavia, la poca trasparenza sulla reale destinazione degli indumenti da parte di alcuni marchi suscita critiche da parte delle associazioni ecologiste. Le modalità di recupero possibili sono:
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Riciclo e riuso: trasformazione in nuovi capi, pannelli tecnici, isolanti oppure destinazione in circuiti second hand;
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Donazione: collaborazione con enti benefici (es. Humana) per redistribuire abiti a persone svantaggiate;
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Distruzione e smaltimento all'estero: secondo alcune inchieste, non tutti i capi trovano nuova vita, ma una parte viene inviata in Asia o Africa in siti di smaltimento o discariche, pratica oggetto di critiche e accusa di greenwashing.
Perché il sistema risulti virtuoso è
indispensabile promuovere una filiera trasparente, con tracciabilità dalla raccolta allo smistamento. Alcune aziende rendicontano annualmente i risultati, altre restano sul vago; la normativa europea in materia di rifiuti tessili sta puntando a rafforzare i criteri di responsabilità estesa del produttore (EPR), aprendo prospettive importanti sulla regolamentazione futura.
Differenze tra consegna in negozio e vendita su Vinted
Per chi desidera alleggerire il guardaroba, si pongono due strade principali: consegna dei capi nei negozi aderenti ai programmi di raccolta, oppure vendita tramite piattaforme di second hand come Vinted:
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Rapidità e immediatezza: in negozio si ricevono subito buoni sconto, con pochi vincoli e senza necessità di gestire annunci, spedizioni o trattative.
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Valorizzazione economica: sulle piattaforme di reselling il guadagno dipende dal valore percepito del capo, ma implica tempi più lunghi, cura nella descrizione e nella consegna del prodotto, con l'aggiunta delle spese di spedizione e gestione delle commissioni.
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Garanzia di riciclo: la consegna in negozio riduce lo sforzo del singolo e, almeno nei casi più trasparenti, consente il riciclo immediato. Tuttavia, la vendita peer-to-peer permette una reale seconda vita al capo, direttamente verso un altro utilizzatore.
I programmi promossi dalla grande distribuzione si rivolgono soprattutto a chi cerca la praticità e il risparmio garantito, rispetto agli utenti che preferiscono il guadagno monetario diretto e un modello circolare gestito da persona a persona offerto dalle piattaforme digitali.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...