Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Amazon nuove indagini per evasione fiscale realizzata grazie una struttura occulta. (e il rischio di ricadute su investimenti)

WhatsApp X Telegram
di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Amazon si trova al centro di nuove indagini fiscali in Italia, focalizzate su una presunta struttura occulta per l’evasione. Da considerare che ci potrebbero essere anche ricadute sugli investimenti e quali sono le risposte ufficiali del colosso.

Nell ultime settimane l’attenzione delle autorità italiane si è concentrata sulle filiali locali di uno dei principali gruppi internazionali dell’e-commerce, a seguito di nuove indagini per presunte pratiche di elusione fiscale. Perquisizioni e raccolta di documentazione sono state effettuate presso la sede italiana, nelle abitazioni di manager e presso una nota società di consulenza, allo scopo di ricostruire l’effettiva presenza e le modalità operative del colosso digitale nel Paese. Gli inquirenti si interrogano sull’eventuale esistenza di una "stabile organizzazione occulta", ossia una presenza sostanziale non dichiarata che avrebbe permesso la produzione di ricavi rilevanti sul territorio nazionale senza un correlato versamento delle imposte dovute.

Secondo il mandato della Procura di Milano, si tratta di verificare retrospettivamente il periodo precedente al 2024, anno in cui il gruppo ha ufficialmente iniziato a pagare le tasse in Italia dopo aver raggiunto un accordo di conformità con l’Agenzia delle Entrate. Il filone investigativo si inserisce in una cornice normativa italiana e comunitaria, sulla base delle disposizioni che regolano la tassazione delle multinazionali che realizzano ricavi nel nostro Paese senza disporre formalmente di una sede legale. L’inquadramento legale richiama, fra gli altri, l’art. 162 TUIR e la Convenzione OCSE per evitare le doppie imposizioni. 

La presunta stabile organizzazione occulta e le strategie fiscali di Amazon

Il nodo centrale dell’inchiesta ruota attorno alla contestazione sollevata nei confronti della multinazionale: l’esistenza in Italia di una struttura operativa non ufficialmente riconosciuta come sede permanente, che avrebbe consentito al gruppo di operare e generare redditi tassabili nel territorio, omettendo di dichiararli e, quindi, di pagare le relative imposte. Le attività investigative hanno messo in luce alcune operazioni societarie sospette. Nel 2024, ad esempio, 159 dipendenti di una società del gruppo sono stati licenziati e immediatamente riassunti da un’altra entità collegata, una dinamica che – secondo la Procura – suggerirebbe la continuità di una presenza stabile sul suolo nazionale. Questo tipo di ristrutturazione interna costituisce, per gli inquirenti, uno degli elementi indiziari più rilevanti per accertare una "stabile organizzazione occulta" prima dell’inizio degli accordi con il Fisco.

La presunta evasione fiscale contestata ammonterebbe a centinaia di milioni di euro, su utili generati tra il 2019 e il 2023. La struttura sospettata consisterebbe nell’impiego di filiali e sussidiarie con sede in paesi a fiscalità agevolata, come Lussemburgo, attraverso un sistema di arbitraggio dei crediti d’imposta e di fatturazione incrociata. Questo schema, tuttavia, non rappresenta un’eccezione a livello globale, come segnalato da diversi studi internazionali sulle pratiche fiscali delle multinazionali del settore tecnologico. Una delle criticità risiede proprio nel coordinamento delle attività commerciali e logistiche per il mercato italiano da parte di entità giuridiche registrate all’estero, in particolare Amazon Eu Sarl e Amazon Services Europe Sarl, con conseguente ridotta trasparenza nella determinazione della base imponibile nazionale. Nell’ambito delle indagini, sono stati coinvolti anche consulenti esterni. KPMG, ad esempio, pur non risultando indagata, ha fornito pareri e documentazione sulle operazioni oggetto di attenzione da parte degli inquirenti. Fra i punti chiave analizzati vi sono:

  • La gestione del personale: con l’organizzazione e la supervisione svolte da manager residenti in Italia;
  • La catena logistica: gestita attraverso centri distribuiti su tutto il territorio, possibili indicatori di una presenza materiale;
  • Le decisioni operative: prese localmente, sebbene formalmente attribuite a entità estere.
Le autorità hanno altresì richiamato precedenti analoghi: nel 2017 il gruppo aveva già versato una somma rilevante a seguito di contestazioni simili, mentre nel dicembre scorso è stato raggiunto un accordo con il Fisco per una vertenza riguardante l’IVA, chiusa con un pagamento di oltre 500 milioni di euro. La normativa italiana prevede che una società estera sia soggetta a tassazione in Italia se dimostra di avere una sede fissa d’affari nel paese, fattore che le autorità intendono ora accertare per il periodo oggetto d’indagine. Sono coinvolte anche altre società del gruppo, come Amazon Italia Transport, già attenzionata per problematiche connesse all’utilizzo di "serbatoi di manodopera" e alle relative conseguenze fiscali.

Implicazioni delle indagini: effetti sugli investimenti e risposte di Amazon

Le conseguenze delle attività investigative vengono valutate con estrema attenzione non solo da parte delle autorità ma anche dalle realtà economiche nazionali e internazionali. L’azienda coinvolta ha dichiarato, tramite una nota, che le azioni messe in atto dagli organi inquirenti sono da considerarsi "aggressive e sproporzionate" e rischiano di incidere negativamente sulla continuità e sulla qualità degli investimenti futuri nel paese. Secondo quanto comunicato, la società vanta investimenti per oltre 25 miliardi di euro negli ultimi 15 anni e impiega stabilmente più di 19.000 dipendenti a tempo indeterminato in Italia, ponendosi fra i maggiori contribuenti e investitori diretti esteri. Tuttavia, la pressione legata alla compliance e il clima di incertezza creato da continui accertamenti fiscali potrebbero frenare nuove opportunità di crescita e sviluppo per l’intero ecosistema industriale nazionale.

Gli analisti mettono in luce il rischio che altri operatori globali valutino con maggiore prudenza la destinazione di capitali nel mercato italiano, optando invece per paesi dalle normative percepite come più chiare o dalle prassi più prevedibili in materia di fiscalità internazionale. È importante sottolineare che l’azienda afferma di aver sempre agito in totale trasparenza e in aderenza alle normative, ribadendo l’esistenza di un "dialogo costruttivo" con l’Agenzia delle Entrate per chiarire le tematiche fiscali oggetto d’indagine. Nella nota ufficiale si rivendica la recente istanza di collaborazione rafforzata, presentata alle autorità fiscali per ottenere una conferma sull’inquadramento delle attività svolte in Italia. Questo percorso, tuttavia, risulta ancora in fase istruttoria, mantenendo aperta l’incertezza sul futuro della presenza internazionale del gruppo. Riassumendo le possibili implicazioni per il contesto economico nazionale, si possono individuare alcune principali aree di impatto:

  • Possibile rallentamento di progetti d’investimento sia nel settore logistico sia in quello tecnologico;
  • Effetto deterrente nei confronti di altri operatori stranieri intenzionati a espandersi in Italia;
  • Influenza sulla reputazione del sistema fiscale nazionale e sulla competitività complessiva del mercato;
  • Stimolo all’aggiornamento delle normative e all’introduzione di strumenti giuridici di coordinamento internazionale.
Sul piano della compliance, va ricordato che l’Italia si è già dotata di strumenti di collaborazione e dialogo anticipato con le multinazionali, nel tentativo di ridurre la contenziosità attraverso il cosiddetto "adempimento collaborativo". Questo modello, previsto dall’art. 7 del D.Lgs. 128/2015, mira a una maggiore certezza giuridica e a limitare i rischi di errata qualificazione fiscale delle attività transfrontaliere. Resta comunque elevato l’interesse sia mediatico sia istituzionale, con il necessario equilibrio tra l’esigenza di tutelare le entrate pubbliche e quella di garantire attrattività agli investimenti internazionali, in un quadro di legalità e correttezza fiscale condiviso a livello europeo.




Leggi anche

Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...