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Amazon vuole portare l'internet satellitare ovunque (anche in Italia) per sfidare Globalstar

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di Marcello Tansini pubblicato il
Amazon sfida Globalstar

Con Amazon pronta a sfidare Globalstar nel settore dell'internet satellitare, si apre una nuova fase per la connettività globale. Strategie, tecnologie e alleanze nella corsa verso un accesso internet.

L'accesso a una connessione internet veloce e affidabile rappresenta oggi un'esigenza cruciale non solo per l'economia, ma anche per l'inclusione sociale e il progresso tecnologico globale. Negli ultimi anni, l'emergere di reti satellitari di nuova generazione ha dato risposta alle crescenti domande di digitalizzazione in aree remote, rurali e poco servite dalle infrastrutture terrestri. Aziende come Amazon hanno individuato opportunità strategiche in questo scenario, lanciando iniziative innovative che mirano a portare la connettività ovunque.

L'ascesa dell'internet satellitare si inserisce infatti dentro una sfida più ampia tra colossi dell'hi-tech e dell'aerospazio, finalizzata al controllo delle infrastrutture digitali del futuro. In questo contesto, la compagnia guidata da Jeff Bezos ha inaugurato Kuiper, un imponente progetto di rete satellitare e ora guarda all'acquisizione di Globalstar per consolidare la propria presenza sul mercato. Questa mossa punta a colmare rapidamente il divario competitivo con rivali come Starlink e ad affermarsi come partner di riferimento anche per le esigenze di connettività avanzata in Italia e in Europa.

Amazon punta su Globalstar: trattative e motivazioni

Negli ultimi mesi, Amazon ha avviato una fitta trattativa per l'acquisizione di Globalstar, società americana nota per le sue competenze nei servizi satellitari in orbita bassa (LEO). Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, l'operazione, dal valore stimato di 9 miliardi di dollari, sarebbe ancora in fase di definizione a causa di alcuni aspetti finanziari e societari complessi. Il coinvolgimento di Apple, possessore del 20% di Globalstar, ha aggiunto ulteriori livelli di negoziazione; la presenza di tale partecipazione ha richiesto un confronto diretto fra la società di Cupertino e il gruppo fondato da Bezos, già protagonista nel settore spaziale con Blue Origin.

L'attrattiva per Globalstar deriva principalmente dalla sua esperienza consolidata nella realizzazione e gestione di costellazioni satellitari, oltre che dalla sua clientela variegata, che comprende mercati aziendali, governativi e consumer. L'acquisizione consentirebbe ad Amazon di acquisire risorse tecnologiche, frequenze radio e competenze operative, accelerando il deployment della rete Kuiper e potenziando la competitività negli scenari globali.

Il gruppo Louisiana ha visto la propria capitalizzazione schizzare negli ultimi dodici mesi, con le azioni cresciute del 24% in afterhour e la valutazione stimata intorno a 8,81 miliardi di dollari. Questo risultato sottolinea la fiducia dei mercati nel potenziale del settore satellitare e accentua il peso strategico di una fusione fra i due operatori:

L'operazione, tuttavia, presenta alcune criticità:

  • la necessità di integrare team ingegneristici e infrastrutture diverse;
  • la complessità nella gestione delle licenze e degli obblighi normativi internazionali;
  • il contesto di forte concorrenza, con precedenti trattative fra Globalstar e altri soggetti, inclusa SpaceX, già segnalate da fonti Bloomberg.
Nessuno dei diretti interessati ha confermato ufficialmente l'accordo, ma l'attenzione rimane elevata sia per l'impatto tecnologico che per gli equilibri del settore.

Competizione tra Kuiper, Starlink e i grandi rivali

La domanda di connettività globale ha dato origine a una competizione intensa tra leader tecnologici. SpaceX, attraverso Starlink, ha attualmente una posizione dominante, con oltre 8.000 satelliti operativi nella bassa orbita terrestre e più di 5 milioni di clienti distribuiti a livello mondiale. Lanci iniziati nel 2019 hanno reso Starlink il riferimento per la connessione ad alta velocità in aree dove le reti tradizionali risultano inefficienti o inesistenti.

La strategia adottata da Amazon con il progetto Kuiper mira a offrire un'alternativa solida grazie a un investimento di 10 miliardi di dollari per la realizzazione di una costellazione di 3.236 satelliti, di cui già decine sono operativi dal 2025. Le differenze con la concorrenza non si esauriscono nel numero di dispositivi lanciati, ma riguardano anche l'approccio commerciale. Mentre Starlink si è inizialmente rivolta al mercato consumer, la divisione satellitare di Bezos sta promuovendo soluzioni dedicate alle aziende tramite dispositivi come Leo Ultra, l'antenna a scansione elettronica, sempre più adottata in ambito enterprise, industriale e governativo. Oltre ai due giganti statunitensi, altri attori hanno iniziato a posizionarsi:

  • OneWeb, oggi controllata da un consorzio guidato dal governo britannico e Bharti Global, gestisce circa 600 satelliti;
  • Telesat è attivo con il progetto Lightspeed, specializzato nei servizi per imprese e governo;
  • SES offre soluzioni tramite la costellazione O3b mPower;
  • La Cina sta sviluppando la rete GuoWang, focalizzata sul mercato interno e asiatico.
Questo panorama estremamente frammentato comporta una costante ricerca di nuove tecnologie e sinergie, comprese partnership strategiche e collaborazioni anche tra concorrenti. L'esempio più eclatante riguarda proprio la collaborazione forzata fra Amazon e SpaceX, con quest'ultima impegnata anche come fornitore di lanci per i satelliti Kuiper, a fronte di una domanda in costante espansione e di una capacità manifatturiera/sperimentale difficilmente eguagliabile nel breve periodo.

L'evoluzione della rete Kuiper: sviluppi tecnologici e alleanze

Kuiper rappresenta l'ambiziosa risposta di Amazon alla crescente domanda di connettività via satellite. Dal 2019, questa divisione si è distinta per una serie di avanzamenti tecnologici e industriali:

  • Assunzione di personale altamente specializzato, tra cui ex dirigenti chiave di Starlink, che hanno trasferito know-how prezioso per l'ingegnerizzazione delle infrastrutture Kuiper;
  • Lancio dei primi due prototipi, KuiperSat-1 e KuiperSat-2 nell'ottobre 2023, seguiti da una serie di lanci commerciali con partnership multiple (United Launch Alliance, Arianespace, Blue Origin e SpaceX);
  • Accordo di collaborazione con DirectTV Latin America, segno delle ambizioni di espansione in America Latina e di posizionamento come provider di servizi sia per operatori di telecomunicazioni che per enti militari e governativi;
  • Investimenti nella produzione industriale, con l'apertura di stabilimenti per la realizzazione di fino a cinque satelliti al giorno, integrando attività di assemblaggio e preparazione alle missioni presso centri in Florida e nello stato di Washington.
Uno snodo tecnologico rilevante è rappresentato dall'introduzione dell'antenna Ultra, che promette velocità gigabit in download (fino a 1 Gbps) e upload (fino a 400 Mbps), con particolare robustezza anche in contesti climatici avversi. Questa nuova generazione di terminali, già in fase di test con grandi aziende come JetBlue, si distingue per funzionalità di rete privata avanzate e l'integrazione con i servizi cloud AWS (Direct to AWS), garantendo maggior sicurezza e prestazioni ottimizzate per i dati sensibili delle imprese.

Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli. Amazon deve rispettare le condizioni imposte dalla Federal Communications Commission americana, che richiede almeno 1.600 satelliti operativi entro la fine di luglio 2026, pena la revoca dell'assegnazione di frequenze. La competizione sulle antenne per utenti finali, settore in cui SpaceX ha già prodotto più versioni progressive con costi ridotti, rappresenta un'ulteriore sfida da superare per imporsi come fornitore di servizi affidabili e accessibili.

L'impatto del possibile acquisto di Globalstar

L'eventuale acquisizione di Globalstar da parte di Amazon potrebbe segnare un significativo cambio di paradigma negli equilibri dell'internet via satellite, al pari di Starlink. Integrare una società dotata di expertise nei servizi LEO come Globalstar offrirebbe all'azienda di Seattle vantaggi immediati:

  • Aumento della disponibilità di risorse orbitali e frequenze radio, accelerando la copertura globale;
  • Accesso a un portafoglio clienti diversificato, già solido nei settori aziendali e della pubblica amministrazione;
  • Potere di negoziazione rafforzato per quanto riguarda partnership transnazionali e approvvigionamento di materiali e componentistica elettronica.
Per il mercato internazionale, la fusione potrebbe produrre:
  • Consolidamento del settore, riducendo il numero di player indipendenti attivi e inasprendo la corsa agli investimenti tra i principali gruppi globali;
  • Maggiore interoperabilità delle reti, incentivando nuovi standard tecnici e l'introduzione di formule all-inclusive per privati, governi ed enti industriali;
  • Impatti sulle normative e sugli equilibri politici, a partire dalla regolamentazione delle frequenze e dalla protezione dei dati in ambito UE e USA;
  • Potenziali controversie e indagini antitrust, soprattutto in caso di concentrazione eccessiva di risorse ad alto valore aggiunto.
Storicamente, il settore delle telecomunicazioni satellitari ha già conosciuto pertenenze regolamentari complesse, regolamentate in Europa dal Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (Direttiva UE 2018/1972) che detta i principi per la concorrenza, la sicurezza informatica e la protezione dei dati nel settore ICT. 




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Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...