Migliaia di persone stanno ricevendo un presunto assegno Amazon da 51 dollari: tra vere class action e truffe, il fenomeno si diffonde sfruttando phishing, overpayment scam e rischi informatici. Vediamo come riconoscere la truffa, i veri rimborsi e le strategie per proteggersi.
Negli ultimi mesi si è verificato un diffuso invio di assegni di piccolo taglio, apparentemente collegati ad Amazon Prime, che stanno raggiungendo migliaia di famiglie. Diverse persone hanno infatti trovato nella propria cassetta della posta una busta ben confezionata, spesso spedita dall’estero, contenente un assegno bancario da 51 dollari statunitensi e una lettera che cita nomi di rilievo e presunti accordi internazionali.
Il fenomeno, ben documentato dalle associazioni dei consumatori come Adiconsum, ha creato confusione tra molti utenti che, non senza smarrimento, si sono interrogati sulla legittimità di questi rimborsi inattesi e sulla reale esistenza di una relazione tra Amazon e possibili class action statunitensi. L’iniziativa dei truffatori sfrutta l’esistenza di controversie reali legate all’abbonamento Amazon Prime negli Stati Uniti, utilizzando però questi elementi per costruire un inganno mirato soprattutto agli utenti europei, italiani in primis.
Diviene così essenziale fare chiarezza sulle caratteristiche, i rischi e la portata di questa nuova forma di frode che combina tecniche sofisticate di phishing, violazione della privacy e simulazione di risarcimenti ufficiali.
Alla base di questa vicenda vi è una combinazione di informazioni autentiche tratte da recenti accordi tra Amazon e la Federal Trade Commission (FTC) statunitense e una pratica fraudolenta che colpisce consumatori ignari fuori dai limiti geografici dei risarcimenti reali.
Durante il periodo 2019-2025, Amazon ha affrontato una causa da parte della FTC per pratiche scorrette nella promozione e gestione degli abbonamenti Prime. La società è stata chiamata a rispondere all'accusa di aver reso complicata la cancellazione dell'abbonamento e di aver utilizzato cosiddetti “dark pattern” nell’interfaccia del sito. Il colosso ha raggiunto un accordo senza ammettere responsabilità, accettando di versare oltre due miliardi di dollari tra sanzioni e rimborsi per i clienti statunitensi coinvolti direttamente nella controversia, con risarcimenti individuali fino a 51 dollari.
Su questo scenario si sono innestate le attività dei truffatori, che hanno approfittato della notorietà delle azioni legali reali per spedire assegni accompagnati da corrispondenza apparentemente formale, anche con riferimenti ad autorità governative e dettagli autentici come la banca americana coinvolta. Nel caso documentato a Formigine, una donna ha ricevuto un assegno dell’Ohio tramite una persona giunta in auto, la quale conosceva con precisione il suo nome e indirizzo: un particolare che suggerisce l’uso fraudolento di database personali.
Questa raffinata orchestrazione sfrutta la confusione tra reale e falso. Sebbene la class action e gli indennizzi esistano, i rimborsi effettivi sono previsti solo per chi rientra nei criteri del risarcimento negli Stati Uniti. Ogni assegno ricevuto via posta in contesti diversi configura un tentativo di truffa ai danni del destinatario.
Gli schemi messi in campo dai malintenzionati combinano truffe da sovrappagamento (overpayment scam) e phishing in un’unica offensiva. Il primo stratagemma induce la vittima a depositare l’assegno presso la propria banca: la procedura può apparire inizialmente corretta, poiché la somma viene temporaneamente accreditata durante la verifica, ma l’assegno risulterà poi privo di copertura o non valido.
A questo punto si attiva la seconda fase dell’inganno: i truffatori contattano la vittima sostenendo che ci sia stato un errore e chiedendo la restituzione degli importi tramite bonifico o sistemi di pagamento online. Quando la frode viene scoperta, i soldi sono ormai perduti, mentre la banca può persino richiedere la restituzione della cifra accreditata per errore.
Il secondo metodo usato è il phishing mirato. Senza depositare l’assegno, la vittima potrebbe ricevere messaggi successivi che la invitano a visitare siti Web ben costruiti e quasi identici a quelli ufficiali, progettati esclusivamente per carpire password, dati bancari e altre informazioni sensibili. Questa fase si distingue per la capacità dei criminali di simulare comunicazioni attendibili, con tanto di loghi e dettagli aziendali reali.
Uno degli aspetti più preoccupanti emersi riguarda l’accesso illecito a dati personali verificato in alcuni casi reali come quello di Formigine. I truffatori dimostrano di possedere nome, cognome e indirizzo della vittima, arrivando a consegnare fisicamente l’assegno a domicilio. Questo indica la probabile esistenza di una violazione consistente dei sistemi di sicurezza dei dati oppure l’uso improprio di database commerciali ottenuti illegalmente.
Tali dinamiche pongono il tema del rischio informatico in primo piano:
A causa delle pratiche contestate dalla FTC, Amazon si è trovata a gestire un imponente piano di rimborsi riservato ai soli cittadini statunitensi. L’accordo, siglato dopo una lunga controversia sul design delle procedure di iscrizione e cancellazione dell’abbonamento Prime, prevede l’erogazione di somme fino a 51 dollari a chi si è iscritto o ha tentato di disiscriversi tra il 23 giugno 2019 e il 23 giugno 2025, solo se realmente coinvolto nelle pratiche scorrette accertate.
Per garantire trasparenza e correttezza, il processo prevede:
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Area geografica |
Metodo di rimborso |
Criteri requisiti |
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Stati Uniti |
Rimborso elettronico Amazon |
Coinvolgimento nell’accordo FTC |
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Restante Europa |
Nessun rimborso previsto |
Non idonei |
Data la sofisticazione delle tattiche, la prevenzione passa attraverso l’adozione di alcune semplici regole di autodifesa digitale e una buona informazione. Secondo i consigli di Adiconsum e delle autorità competenti, è importante:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...