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Analisi della trimestrale di Nvidia uscita ieri sera. E previsioni esperti a confronto

di Marcello Tansini pubblicato il
nvidia trimestrale novembre 2025

La trimestrale di Nvidia ha scosso i mercati: dati finanziari sorprendenti, impatto su intelligenza artificiale e semiconduttori, analisi degli esperti e conseguenze sulle borse globali delineano nuovi scenari fino al 2027.

In un periodo di accentuata volatilità, con le statistiche economiche statunitensi influenzate dallo shutdown governativo e una ritrovata attenzione sui dati macro solo parzialmente disponibili, le aspettative su Nvidia si sono caricate di significati che vanno ben oltre i semplici numeri di bilancio.

Il comparto tecnologico, e in particolare la filiera dei semiconduttori, si è imposto come indicatore di salute sia per la crescita USA sia per l’andamento della narrativa sull’intelligenza artificiale. Sullo sfondo della pubblicazione dei dati, i mercati finanziari hanno vissuto giornate dominati da elevata tensione, tra attese per la possibile fine dello shutdown politico in America e crescenti interrogativi sulla tenuta delle valutazioni delle cosiddette "Magnifiche Sette".
 

I risultati della trimestrale di Nvidia: dati finanziari e reazione del mercato

Il report finanziario pubblicato ieri sera da Nvidia ha mostrato ricavi solidi e risultati operativi robusti, superando le stime di consenso per il terzo trimestre fiscale 2026. I ricavi complessivi hanno toccato quota 56 miliardi di dollari, superando la guidance ufficiale fissata a 54 miliardi e confermando la crescita sostenuta dalla domanda di soluzioni per data center e intelligenza artificiale.

L’utile per azione si è assestato su livelli attesi dagli analisti, mentre l’andamento dei margini ha evidenziato alcune pressioni dovute sia alla concorrenza – in particolare da parte di giganti tecnologici asiatici come TSMC e Samsung – sia all’inasprimento delle restrizioni sulle esportazioni verso la Cina.

Sul fronte della segmentazione dei ricavi, la società ha riportato una crescita importante nella divisione AI e cloud computing, nonostante una momentanea debolezza nel comparto data center che ha deluso le attese di alcuni osservatori. I dati ufficiali hanno innescato inizialmente una reazione nervosa nelle ore immediatamente successive alla pubblicazione, con il titolo che ha registrato una correzione del 5% nel trading after hours, salvo poi recuperare parte delle perdite nella giornata successiva, riflettendo il sentiment globale sulle attese future più che sui fundamentals del trimestre appena concluso.

Il management ha sottolineato una prospettiva costruttiva per i trimestri a venire, pur invitando alla prudenza per il possibile rallentamento della domanda "di corsa" sui prodotti AI osservata nei mesi precedenti. Sulla base delle indicazioni raccolte durante la conference call, Nvidia prevede per il prossimo trimestre ricavi compresi tra 63 e 66 miliardi di dollari, con un focus crescente su infrastrutture AI e partnership strategiche internazionali.

Le implicazioni per l’intelligenza artificiale e il settore dei semiconduttori

La pubblicazione dei conti rappresenta un test di tenuta per l’intera value chain tecnologica. Il comparto dell’intelligenza artificiale si trova infatti al centro di un processo di trasformazione che interessa sia le piattaforme cloud sia la produzione di semiconduttori avanzati.

L’andamento dei ricavi AI testimonia un ecosistema ancora espansivo, con un consolidamento della leadership di Nvidia come "arbitro della narrativa" AI. Tuttavia, la volatilità osservata nelle prime reazioni di Wall Street suggerisce una fase meno euforica rispetto al passato: il timore di una bolla speculativa – evocata da analogie con la dot-com era – rafforza il dibattito sulla sostenibilità di investimenti a vite troppo larghe.

Osservando il quadro competitivo:

  • Le aziende USA difendono con vigore le proprie posizioni, appoggiate da solide basi finanziarie e liquidità in eccesso;
  • Le restrizioni geopolitiche sulle esportazioni di chip, soprattutto tra Stati Uniti e Cina, intensificano la selezione tra i potenziali attori globali;
  • Il consolidamento delle alleanze cloud e delle licenze tecnologiche orienta i flussi di capitale verso progetti a lungo termine.
Tutto ciò contribuisce a ridisegnare il ciclo di investimento per la digitalizzazione e i servizi data-driven, con un impatto sui listini azionari che va oltre la singola trimestrale. Rimane alta la domanda da parte di aziende e infrastrutture pubbliche per processori AI all’avanguardia, anche se la crescita rischia di rallentare qualora si materializzassero restrizioni sui budget IT o emergessero nuove criticità regolatorie.
 

La risposta degli esperti: previsioni e target price a confronto

Il confronto tra analisti internazionali, banche d’affari e gestori patrimoniali sulle prospettive del gruppo vede una pluralità di opinioni, spesso condizionate dalla volatilità di breve periodo e dalla percezione di rischio legata ai cicli tecnologici.

Nelle ultime 24 ore sono emerse valutazioni che riflettono sia entusiasmo sia cautela:

  • UBS ha confermato la raccomandazione "buy" fissando il target price a 235 dollari per azione, puntando su un utile per azione atteso di 7,75 dollari nel 2026 e 9,5 per il 2027;
  • JP Morgan ha mantenuto una visione positivo confermando il prezzo obiettivo a 305 dollari;
  • Jefferies resta neutrale a 246,99 dollari, mentre New Street e BNP Paribas Exane hanno rivisto verso l’alto i rispettivi target, evidenziando l’apprezzamento per la resilienza nella generazione di cassa;
  • Citic Securities si distingue per la previsione più ottimistica: 310 dollari come target di breve periodo.
Non manca però chi segnala rischi legati a una "normalizzazione" della domanda, sottolineando che una guidance troppo prudente potrebbe riaccendere la preoccupazione per il formarsi di una bolla. Gli esperti convergono su un punto: il gruppo statunitense resta punto di riferimento per il ciclo AI, ma il sentiment potrebbe cambiare rapidamente alla minima delusione sulle guidance future.

Influenza della trimestrale sulle borse globali e sugli altri asset

L’impatto delle comunicazioni ufficiali dell’azienda non si è limitato a determinare l’andamento del titolo in Borsa, ma ha influenzato anche molteplici asset class globali:

  • Le azioni USA, in particolare quelle legate ai semiconduttori, hanno registrato inizialmente un sell-off contenuto, salvo poi stabilizzarsi;
  • Le piazze europee, attente alle correlazioni con Wall Street, hanno mostrato inizialmente cautela prima di recuperare durante le ore successive alla chiusura dei mercati USA;
  • Sul comparto delle criptovalute, Bitcoin ha brevemente risentito della volatilità di Nvidia ma, secondo gli osservatori, non si sono registrati panici o sell-off estremi: il settore crypto AI si è mosso in sintonia coi principali titoli tecnologici ma senza eccessi;
  • Nei mercati delle materie prime, oro e argento hanno beneficiato della lieve debolezza iniziale del comparto tech, mostrando una tradizionale funzione di bene rifugio.
Le tensioni osservate hanno risentito del contesto macro, incluso l’allungarsi della fase di incertezza derivante dallo shutdown USA e le attese per i dati sull’inflazione. Al tempo stesso, la multinazionale californiana si è confermata attore chiave nella correlazione tra tech e asset digitali, influenzando le scelte di allocazione di molti gestori internazionali nella settimana in corso.

Prospettive future per Nvidia: guidance e scenari per il 2026-2027

Guardando oltre il mero dato trimestrale, le proiezioni per il biennio 2026-2027 sono segnate dalla competizione internazionale per il primato nelle infrastrutture digitali e nella tecnologia AI. Il gruppo, secondo la guidance ufficiale, mira a rafforzare la leadership nelle soluzioni per data center e intelligenza artificiale attraverso investimenti in ricerca e sviluppo e il consolidamento delle partnership strategiche.

Le principali direttrici delle strategie future comprendono:

  • Incremento della quota di mercato nella produzione di semiconduttori evoluti per AI;
  • Espansione internazionale, con il rafforzamento delle sinergie nei mercati EMEA e Asia-Pacifico;
  • Diversificazione dei canali di ricavo, in particolare verso il cloud computing e l’edge AI;
  • Risposta proattiva a scenari regolatori più stringenti in tema di esportazioni tecnologiche e protezione della proprietà intellettuale.
Secondo l’outlook elaborato da Robeco per il 2026, il prossimo biennio potrebbe beneficiare di una "ripresa sincronizzata" a livello globale, trainata dal rilancio del ciclo manifatturiero e dall’allentamento monetario in alcune aree chiave. Tuttavia, permangono fattori di rischio dettati dal potenziale rallentamento della domanda tech e da eventuali nuove pressioni regolatorie sui mercati USA e internazionali.

In definitiva, il posizionamento dell’azienda appare solido grazie alla resilienza mostrata, ma il percorso di crescita richiederà una gestione attenta delle aspettative finanziarie e un bilanciamento tra innovazione e discipline manageriali nella gestione delle nuove sfide di mercato.