Fino alla chiusura dell'anno, milioni di lavoratori italiani vedranno un incremento concreto in busta paga. Non si tratta di una misura unica e generalizzata, ma di una serie di rinnovi contrattuali che, contratto per contratto, stanno portando aumenti già confermati o in fase di erogazione. Chi e quanto avrà.
Tra la fine dell'estate e la chiusura dell'anno, milioni di lavoratori italiani vedranno un incremento concreto in busta paga. Non si tratta di una misura unica e generalizzata, ma di una serie di rinnovi contrattuali che, contratto per contratto, stanno portando aumenti già confermati o in fase di erogazione. Dal comparto pubblico a quello privato, passando per settori come legno, vetro, occhialeria, commercio, lavanderie industriali e vigilanza privata, il quadro degli scatti salariali tra il 15 settembre e il 31 dicembre 2026 è ormai chiaro.
I numerosi rinnovi contrattuali collettivi nazionali di lavoro sono frutto di trattative avviate nei mesi precedenti tra sindacati e associazioni datoriali. Molti di questi accordi prevedono aumenti scaglionati nel tempo, con tranche successive che si aggiungono a quelle già erogate nei mesi scorsi. Il risultato è che, guardando al calendario da metà settembre a fine dicembre, si sovrappongono numerosi appuntamenti economici che riguardano lavoratori di settori molto diversi tra loro, dal pubblico impiego all'industria manifatturiera fino ai servizi. Vediamo nel dettaglio ogni singolo contratto.
Il primo scatto della lista è già realtà. Dal settembre 2026 i lavoratori del settore legno arredo industria hanno visto crescere la busta paga di 95 euro, calcolati sul parametro 134. Si tratta di un incremento già in pagamento e non più solo annunciato, che riguarda un comparto che negli ultimi anni ha attraversato una fase di rinnovamento contrattuale importante. Le aziende del legno e dell'arredo, comparto storicamente legato al made in Italy, hanno così recepito l'accordo firmato dalle parti sociali, portando un beneficio tangibile a decine di migliaia di addetti.
Sempre dal 1° settembre 2026 è scattato l'aumento previsto per il personale delle scuole FISM, la Federazione Italiana Scuole Materne che riunisce migliaia di istituti paritari dedicati alla prima infanzia. L'incremento, pari a 40 euro, interessa il personale docente e non docente impiegato negli asili e nelle scuole materne aderenti alla federazione. Un aumento più contenuto rispetto ad altri comparti, ma comunque significativo per un settore, quello dell'istruzione paritaria, spesso penalizzato da retribuzioni non allineate al pubblico.
Uno dei capitoli più attesi riguarda il comparto delle Funzioni Centrali, che include ministeri, agenzie fiscali, INPS e INAIL. Il 14 settembre 2026 sono stati liquidati gli arretrati contrattuali, mentre l'aggiornamento stipendiale a regime decorrerà da ottobre 2026. Gli importi variano in base al profilo professionale: si arriva fino a 221 euro per le Elevate Professionalità, mentre per le altre aree gli aumenti oscillano tra 126 e 162 euro mensili.
Si tratta di una platea molto ampia di dipendenti pubblici centrali, che dopo mesi di attesa vedono finalmente concretizzarsi gli effetti del rinnovo contrattuale del comparto Funzioni Centrali, uno dei tavoli più delicati della contrattazione pubblica degli ultimi anni.
Dal 1° ottobre 2026 entra in vigore anche l'aumento per il settore vetro, lampade e display, con uno scatto di 15 euro mensili. Un incremento più contenuto rispetto ad altri comparti industriali, ma che comunque rientra nel percorso di rinnovo previsto per questo settore manifatturiero, spesso poco raccontato ma rilevante per l'economia di diverse aree del Paese.
Sempre a partire dal 1° ottobre 2026 scatta l'aumento per i lavoratori del settore occhialeria, comparto che vede l'Italia protagonista a livello mondiale grazie a distretti produttivi di eccellenza. L'incremento previsto è di 30 euro mensili e va ad aggiungersi ai passaggi economici già concordati nei precedenti rinnovi del settore, che negli ultimi anni ha beneficiato della forte crescita del mercato dell'eyewear made in Italy.
Uno degli aumenti più rilevanti per numero di lavoratori coinvolti riguarda il CCNL Commercio, Terziario, Distribuzione e Servizi, che interessa circa 3 milioni di lavoratori in tutta Italia. Dal 1° novembre 2026 scatterà un aumento di 35 euro per il quarto livello, con importi che variano da 24 a 60 euro a seconda del livello di inquadramento.
Trattandosi del contratto collettivo con la platea più ampia tra quelli in scadenza in questo periodo, l'impatto economico complessivo sarà significativo, coinvolgendo commessi, addetti alla logistica, personale dei servizi e lavoratori della distribuzione organizzata su tutto il territorio nazionale.
Per il comparto delle lavanderie industriali, l'aumento è previsto per dicembre 2026, con uno scatto di 20 euro. Si tratta di un settore meno noto al grande pubblico ma che impiega un numero consistente di addetti, spesso legati anche all'indotto di sanità, hotellerie e ristorazione, comparti che si appoggiano ai servizi di lavanderia industriale per la gestione della biancheria.
Chiude il calendario degli aumenti 2026 il comparto della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, con un incremento di 60 euro in arrivo sempre a dicembre 2026. Un settore in costante crescita, complice l'aumento della domanda di servizi di sicurezza privata sia nel settore pubblico sia in quello privato, che vede finalmente riconosciuto un adeguamento salariale atteso da tempo dalle organizzazioni sindacali di categoria.
Per avere un quadro immediato, ecco il riepilogo di tutti gli scatti di stipendio confermati tra il 15 settembre e il 31 dicembre 2026:
Per chi lavora nei settori coinvolti, il consiglio è di verificare direttamente con il proprio ufficio del personale o con il consulente del lavoro l'effettiva decorrenza dell'aumento e l'importo netto atteso, poiché le tempistiche di erogazione possono variare leggermente da azienda ad azienda, soprattutto nei casi in cui sono previsti anche arretrati da liquidare.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...