Il ministro Giorgetti avverte che dopo i carburanti sarà il turno di bollette e inflazione. La richiesta di flessibilità a Bruxelles e il paradosso del bollo auto.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un allarme netto sul futuro economico dell'Italia e dell'intera Europa, parlando in videocollegamento da Dublino durante una pausa dei lavori dell'Ecofin, il consiglio dei ministri economici e finanziari dell'Unione Europea L'occasione era la seconda edizione dei Portofino Talks, l'evento organizzato da Philia Associates che ha riunito rappresentanti del Governo, delle istituzioni e vertici delle principali aziende italiane nella cittadina ligure "Lo choc energetico sta diventando un'emergenza economica", ha dichiarato Giorgetti, aprendo così un intervento che ha messo al centro i rischi legati a energia, inflazione e costo del debito
Secondo la ricostruzione fatta dal titolare del Mef, gli effetti dello shock energetico sono già visibili e seguono una precisa progressione temporale Il primo impatto concreto si è già manifestato nelle tasche delle famiglie italiane attraverso l'aumento dei prezzi dei carburanti, un fenomeno che Giorgetti ha definito come la prima e più evidente conseguenza della crisi in corso Il passaggio successivo, ha avvertito il ministro, riguarderà inevitabilmente le bollette domestiche e quelle delle imprese, che nei prossimi mesi risentiranno a loro volta dell'aumento dei costi energetici internazionali
Giorgetti ha collegato esplicitamente questa situazione alle tensioni geopolitiche in corso, citando in particolare le crisi che stanno interessando due punti strategici per il trasporto marittimo di petrolio e gas, lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bab el Mandeb "Questo shock è derivato dalla crisi in Ucraina e in Medio Oriente", ha spiegato il ministro, sottolineando come l'approvvigionamento energetico sia diventato sempre più complicato, senza che al momento si intravedano soluzioni concrete ai conflitti in atto
Un punto su cui Giorgetti si è soffermato con particolare insistenza riguarda la natura stessa del sistema produttivo italiano "Non possiamo dimenticare che siamo un Paese manifatturiero e trasformatore, dove l'industria conta ancora molto e serve tanta energia", ha dichiarato, accostando esplicitamente il caso italiano a quello della Germania, altro grande Paese europeo con una forte vocazione industriale
Secondo il ministro, questa caratteristica strutturale rende l'Italia particolarmente esposta alle differenze di prezzo dell'energia tra i diversi Paesi, trasformando lo shock energetico in un vero e proprio problema di competitività per le imprese italiane "È un grave problema di competitività ed è un'emergenza economica", ha ribadito Giorgetti, evidenziando come l'industria manifatturiera necessiti di grandi quantità di energia per continuare a operare in modo efficiente sui mercati internazionali
Guardando alle prospettive future, il ministro ha lanciato un avvertimento diretto legato al protrarsi dei conflitti internazionali "Se le guerre in Ucraina e Medio Oriente continueranno, l'inflazione è inesorabilmente destinata ad aumentare", ha affermato, aggiungendo che questo scenario rappresenterebbe "un grave problema per le imprese" italiane ed europee
Proprio in relazione a questo rischio, Giorgetti ha ricordato come l'Italia avesse già mostrato una certa capacità di anticipazione rispetto alla gravità della situazione "Avevamo intuito il disastro", ha dichiarato il ministro, ricordando come Roma si fosse mossa già alcuni mesi fa, insieme a pochi altri Paesi europei, quando il quadro internazionale appariva ancora meno grave di quanto non sia oggi Per affrontare concretamente questa emergenza, il Governo italiano ha già richiesto formalmente alla Commissione Europea di poter utilizzare la deroga al Patto di stabilità relativa alle spese energetiche, con uno spazio massimo indicato dallo stesso ministro pari allo 0,6% del prodotto interno lordo Giorgetti si è detto fiducioso sull'apertura di Bruxelles verso questo tipo di flessibilità, pur riconoscendo che tale deroga, da sola, non risolverebbe integralmente il problema strutturale legato ai costi energetici
Non è mancato, nell'intervento del ministro, anche un riferimento più politico e comunicativo legato a un'altra misura recentemente approvata dal Governo, quella sull'abolizione del bollo auto Giorgetti ha infatti osservato con una certa ironia come questa specifica misura abbia generato "più clamore" mediatico rispetto a un intervento fiscale ben più ampio, quantificabile in 40-50 miliardi di euro di taglio complessivo delle tasse, segno di come, spesso, la percezione pubblica delle misure economiche non corrisponda necessariamente alla loro reale portata finanziaria Sullo stesso fronte del bollo auto, il ministro ha comunque assicurato l'intenzione di renderlo strutturale, individuando per il 2027 coperture pari a 2,3 miliardi di euro, in parte provenienti da risorse del Pnrr non ancora ricollocate su altri progetti
Introducendo il proprio intervento ai Portofino Talks, lo stesso Giorgetti aveva definito la giornata come particolarmente complessa dal punto di vista economico e politico, sia a livello globale sia a livello europeo "Questo è un fine settimana che cade in un periodo economicamente e politicamente molto complicato", aveva dichiarato il ministro, spiegando come la sessione appena conclusa dell'Eurogruppo avesse toccato temi cruciali per la competitività europea, dall'intelligenza artificiale alla necessità di recuperare il divario tecnologico rispetto a Stati Uniti e Cina
Pur riconoscendo l'importanza di questi temi legati all'innovazione, Giorgetti ha scelto di concentrare il proprio intervento soprattutto sulla realtà economica più immediata che sta interessando il Vecchio Continente e in particolare l'Italia, quella appunto legata allo shock energetico Un intervento che il ministro stesso ha definito "abbastanza netto e diretto", proprio per sottolineare l'urgenza di affrontare concretamente una situazione che, secondo le sue stesse parole, rischia di trasformarsi da semplice difficoltà congiunturale a vera e propria emergenza strutturale per l'intero sistema economico italiano, con ripercussioni destinate a estendersi progressivamente da un settore all'altro, dai carburanti alle bollette, fino ai più ampi equilibri legati a inflazione e costo del debito pubblico nei prossimi mesi
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...