I diversi emendamenti presentati, la convergenza delle forze politiche e le richieste sindacali che si susseguono rendono molto probabile l'approvazione della proroga di opzione donna per tutto il 2026
Il confronto politico e sociale sulle pensioni è attualmente incentrato sulla discussione, tra gli altri, degli emendamenti relativi a Opzione Donna in Manovra 2026. Dopo l’esclusione iniziale dal testo governativo, l’attenzione del Parlamento si è concentrata sulle richieste di proroga e ampliamento di questa misura. I quasi seimila emendamenti presentati in Senato testimoniano la centralità di temi quali flessibilità pensionistica, equità di genere e sostegno alle categorie fragili. La presenza di numerosi correttivi “bollinati” e considerati prioritari evidenzia il peso politico e sociale della misura all’interno del pacchetto previdenziale.
Il testo originario della Manovra Finanziaria 2026 ha sancito l’uscita di scena di Opzione Donna a partire dal 1° gennaio 2026, al pari di altre forme di pensionamento anticipato transitorie. Nel quadro delineato dal Governo, l’unico canale flessibile rimasto è l’Ape Sociale, mentre per molte lavoratrici la prospettiva resta legata ai requisiti ordinari imposti dalla riforma Fornero.
Negli ultimi anni, la misura, introdotta nel 2004 e più volte prorogata con condizioni sempre più restrittive, era stata riservata solo a caregiver, invalide o licenziate/dipendenti di aziende in crisi. Sono diminuite drasticamente le beneficiarie: secondo dati ufficiali, gli assegni liquidati si sono ridotti da quasi 27.000 (2022) a meno di 5.000 (2024).
L’assenza di Opzione Donna tra gli strumenti previsti nella manovra 2026 ha acceso il dibattito, sia in quanto lascia scoperte le lavoratrici con carriere discontinue, sia per il rischio di penalizzare chi si trova a fine carriera senza canali di uscita flessibili.
Le motivazioni addotte a favore della proroga sono molteplici:
L’analisi dei testi parlamentari evidenzia una rara convergenza tra maggioranza e opposizione rispetto alla richiesta di prolungare Opzione Donna almeno per un altro anno.
Fratelli d’Italia ha presentato una proposta che prevede la proroga fino a fine 2025 e include ampie modifiche, in primis l’accesso anche alle lavoratrici disoccupate non necessariamente licenziate. La Lega insiste sulla necessità di evitare ritorni alla Fornero e ipotizza l’aumento dell’IRAP per banche e assicurazioni quale forma di copertura. Per riassumere:
L’aspetto determinante nella discussione sulle riforme pensionistiche, compresa la possibile proroga di Opzione Donna, resta la necessità di equilibrio con i vincoli finanziari nazionali e comunitari. Il Ministro dell’Economia ha più volte ricordato che la legge di Bilancio 2026 deve garantire i saldi per consentire l’uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo.
Le ipotesi di copertura ruotano intorno a:
Il percorso della misura negli ultimi anni è stato accompagnato da una forte mobilitazione collettiva volta a preservarne i principi di equità e di tutela sociale. Sindacati confederali come CGIL, CISL e UIL hanno espresso la loro contrarietà alla cancellazione di Opzione Donna soprattutto per il rischio di discriminazione di genere e penalizzazione delle carriere femminili interrotte.
Diversi comitati, come il CODS, si sono impegnati in azioni di pressione, campagne di sensibilizzazione e class action per ripristinare l’istituto anche nella sua versione originaria. Le principali istanze avanzate includono:
La presenza di emendamenti “segnalati” sia dalla maggioranza che dall’opposizione, l’ampio consenso trasversale e il costo relativamente contenuto per le casse dello Stato rendono altamente probabile una proroga della misura per tutto il 2026.
Le ipotesi più accreditate prevedono:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...