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BlackBerry torna a guadagnare mentre i suoi vecchi telefoni diventano pezzi da collezione

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

I vecchi BlackBerry con tastiera sono oggi ambiti dai collezionisti di tecnologia vintage. Nel frattempo l'azienda è tornata a fare utili, ma grazie a un business completamente diverso.

C'è un nome che, per chi ha vissuto gli anni Duemila da manager, giornalista o semplice appassionato di tecnologia, evoca immediatamente un oggetto ben preciso: BlackBerry. Il celebre smartphone con tastiera fisica e trackball, soprannominato CrackBerry per la sua capacità di creare dipendenza attraverso il sistema di push email, oggi vive una doppia vita sorprendente. Da un lato è diventato un oggetto ambito dai collezionisti di tecnologia vintage. Dall'altro, l'azienda che lo produceva è tornata a generare utili concreti, anche se in un settore completamente diverso da quello che l'ha resa celebre.

Il mito BlackBerry e la sua epoca d'oro

Prima di raccontare la sua sorprendente resurrezione economica, vale la pena ricordare cosa rappresentasse davvero BlackBerry a inizio anni Duemila. Nessun manager, politico o aspirante vip si separava mai dal proprio dispositivo, come dimostra il celebre caso di Barack Obama, che riuscì a tenersi il suo BlackBerry anche da presidente, in barba alle rigide regole di sicurezza della Casa Bianca. La canadese Rim (Research in Motion), proprietaria del marchio, arrivò a controllare circa il 20% del mercato mondiale dei cellulari, un dato impressionante per un'azienda che oggi molti giovani della Generazione Alpha non saprebbero nemmeno identificare.

Poi arrivò l'iPhone, seguito da Android, e il dominio BlackBerry venne progressivamente spazzato via. Nonostante tentativi disperati come il sistema operativo BB10 nel 2013 o il particolarissimo BlackBerry Passport del 2014, con il suo schermo quasi quadrato e la tastiera sotto, l'azienda non riuscì mai a invertire la rotta. Nel 2016 arrivò la resa definitiva sul fronte hardware: BlackBerry smise di produrre internamente smartphone, affidando il marchio in licenza alla cinese Tcl, che tentò a sua volta di tenere in vita il concetto con modelli come KeyOne e Key2, fino a interrompere anch'essa la produzione nell'agosto 2020. Il 4 gennaio 2022 calò il sipario definitivo sui vecchi servizi BlackBerry Os e BlackBerry 10.

Un oggetto sempre più ricercato dai collezionisti

Proprio mentre l'azienda abbandonava definitivamente il mercato degli smartphone, i vecchi dispositivi BlackBerry hanno iniziato una seconda vita come oggetti da collezione. Su piattaforme di compravendita come eBay, i modelli storici del marchio continuano a essere venduti e ricercati attivamente, spesso descritti esplicitamente come pezzi "rari" o "da collezione" dagli stessi venditori.

Secondo diverse guide dedicate al collezionismo tecnologico, i modelli più ambiti restano il Passport, apprezzato per il suo design fuori dagli schemi, insieme a Key2 e KeyOne, gli ultimi tentativi di rilancio realizzati in collaborazione con Tcl, oggi considerati tra i dispositivi BlackBerry più collezionabili in circolazione grazie alla combinazione tra sistema Android e tastiera fisica. Anche modelli più datati come la serie Curve o il celebre Bold mantengono un discreto valore di rivendita, a seconda delle condizioni e della rarità dell'esemplare specifico.

Diverse piattaforme specializzate nel ritiro e nella rivendita di dispositivi usati confermano come il mercato di nicchia legato ai collezionisti mantenga in vita la domanda per questi dispositivi ben più a lungo rispetto a quanto accada solitamente per altri marchi di smartphone ormai fuori produzione. Un fenomeno alimentato in parte dalla nostalgia per un'epoca tecnologica precisa, e in parte dal fascino ancora intatto di un design che, con la sua inconfondibile tastiera fisica e la trackball, resta oggi immediatamente riconoscibile anche a distanza di oltre un decennio.

La sorprendente resurrezione finanziaria

Mentre i vecchi dispositivi continuano ad attirare l'interesse dei collezionisti, l'azienda BlackBerry sta vivendo un momento finanziario decisamente positivo, anche se completamente scollegato dal mondo degli smartphone. Nel trimestre fiscale terminato il 31 maggio 2026, l'azienda canadese ha registrato 152,9 milioni di dollari di ricavi, in crescita del 26% su base annua, con un utile netto di 8,5 milioni di dollari. Si tratta del quinto trimestre consecutivo chiuso in utile, un segnale di stabilità che l'azienda non registrava da tempo.

Il dato più significativo riguarda però il flusso di cassa operativo, tornato positivo per la prima volta in nove anni, escludendo un'operazione straordinaria legata alla vendita di brevetti, con un incremento di 4,6 milioni di dollari.

Da dove arrivano davvero i guadagni

La chiave della rinascita economica di BlackBerry si chiama Qnx, società specializzata in sistemi operativi "real time" acquisita da Research In Motion nel 2010 per circa 200 milioni di dollari, in un'epoca in cui gli smartphone dell'azienda generavano ancora ampi profitti. Qnx è progettato per garantire che determinate operazioni informatiche avvengano entro tempi prevedibili e certi, una caratteristica fondamentale quando il software non deve semplicemente far scorrere un social network, ma controllare funzioni critiche di automobili, robot, dispositivi medici o sistemi industriali.

Oggi Qnx è diventato uno strato software nascosto all'interno di una quantità enorme di prodotti, soprattutto nel settore automotive: secondo quanto dichiarato dalla stessa BlackBerry, il sistema è presente in oltre 275 milioni di veicoli in tutto il mondo. Nell'ultimo trimestre, Qnx ha generato da sola 72,3 milioni di dollari di ricavi, il 26% in più rispetto all'anno precedente, arrivando a rappresentare quasi la metà dell'intero fatturato aziendale.

A completare il quadro contribuisce la divisione Secure Communications, che vende sistemi di comunicazione protetta soprattutto a governi e grandi organizzazioni, con 73,6 milioni di dollari di ricavi nello stesso periodo. In questo ambito ha un peso rilevante Secusmart, società tedesca specializzata nella cifratura delle comunicazioni, acquisita da BlackBerry nel 2014.

Il paradosso della tastiera che non muore mai

C'è un ultimo aspetto che rende questa storia ancora più curiosa. Sebbene BlackBerry abbia definitivamente abbandonato il mercato degli smartphone, l'idea della tastiera fisica non è affatto sepolta. Diverse aziende continuano a produrre nuovi dispositivi ispirati proprio a quel design iconico: l'azienda Clicks, dopo aver presentato un accessorio per iPhone al CES di Las Vegas nel 2024, ha recentemente lanciato il Communicator, un moderno terminale di messaggistica con tastiera Qwerty. Unihertz sta lavorando al Titan 2 Elite, mentre il progetto Minimal Phone 2, uno smartphone Android con tastiera fisica, ha superato gli 800mila dollari raccolti su Kickstarter, contro un obiettivo iniziale di appena 100mila dollari.

Segnali che testimoniano come il fascino della tastiera fisica non sia mai davvero tramontato del tutto, alimentando ulteriormente sia il mercato del collezionismo dei vecchi modelli originali, sia quello dei nuovi dispositivi ispirati alla filosofia BlackBerry. BlackBerry stessa, però, non farà parte di questa ondata nostalgica: la sua rinascita economica resta legata interamente al più remunerativo mercato business to business, tra automobili, sistemi industriali e comunicazioni cifrate, un mondo lontanissimo da quello che l'ha resa un'icona di stile e status symbol agli inizi del nuovo millennio.






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...