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Bollette del gas: ritorna la preoccupazione per i rialzi del prezzo all'ingrosso. Ed giustificata e reale

di Marcello Tansini pubblicato il
Rialzi del prezzo all'ingrosso

L'aumento delle bollette del gas torna al centro dell'attenzione, tra dati sui nuovi rincari, analisi delle spese per le famiglie, cause degli aumenti non sempre legate al mercato e misure di tutela.

Dopo un periodo di relativa calma, le ultime settimane hanno rivelato un aumento consistente delle quotazioni all'ingrosso, con effetti rapidi sulle offerte a prezzo variabile e tensioni anche sui contratti indicizzati. Questo scenario si innesta su una serie di cambiamenti che hanno attraversato il settore negli ultimi anni, influenzando la sostenibilità delle bollette e il potere d'acquisto delle famiglie italiane.

Gli osservatori specializzati sottolineano che il ritorno della preoccupazione non è solo psicologico, ma trova fondamenta concrete nella volatilità del PSV, il principale indice italiano per il gas, e nella traslazione quasi automatica di questi movimenti nei costi finali applicati agli utenti.

L'evoluzione dei prezzi del gas e della luce: dati e trend

Negli ultimi quindici mesi, il comparto energia ha attraversato una fase di oscillazioni: i dati ufficiali e le analisi degli osservatori evidenziano rincari a partire dal 2024, culminati a inizio 2025 con una crescita delle bollette del 24% per l'energia elettrica e del 28% per il gas rispetto all'anno precedente.

Questo incremento è stato accentuato per gli utenti che hanno optato per tariffe variabili, direttamente esposte ai valori di PUN (Prezzo Unico Nazionale) e PSV (Punto di Scambio Virtuale). Tra gennaio 2024 e febbraio 2025, il PUN è salito del 44% fino a toccare un +72% su base annua nel confronto febbraio-febbraio, mentre il PSV ha registrato un aumento annuale del 91% nello stesso intervallo.

Analisi territoriali dimostrano che la spesa media stimata per il gas nelle principali città italiane rimane sensibilmente superiore ai livelli pre-crisi. A Milano per un'abitazione di 70 mq si stimano circa 1.080 euro per il periodo novembre-marzo 2025-2026 (+31% rispetto al 2019/20, anche se inferiore ai picchi del 2024/25). A Roma la spesa prevista è di 1.007 euro (+43% sul periodo pre-crisi), a Palermo si sfiora un aumento del 45% rispetto al 2019.

L'attuale scenario è reso più complesso dal fatto che, sebbene i prezzi all'ingrosso abbiano registrato un calo fino a scendere al di sotto dei 30 €/MWh a novembre 2025 - valore comunque quasi il doppio rispetto alla situazione pre-pandemica - le componenti non legate alla materia prima (trasporti, oneri di sistema, imposte) incidono in modo crescente, impedendo la piena trasmissione dei benefici dei ribassi al consumatore finale.

Perché le bollette aumentano nonostante il calo del prezzo?

Il paradosso delle bollette in aumento mentre i listini internazionali del gas diminuiscono trova spiegazione nell'assetto complesso dei costi delle forniture domestiche.

La riduzione dei prezzi all'ingrosso, osservata dai report specialistici tra fine 2025 e inizio 2026, non si riflette automaticamente sulle fatture delle famiglie. Questa discrepanza deriva principalmente da:

  • Persistenza di costi fissi: anche con un PSV in discesa, il prezzo finale è influenzato da quote fisse di commercializzazione, spese di trasporto e gestione del contatore, che rimangono elevate.
  • Fine degli interventi emergenziali: il ritorno ai livelli standard di IVA e oneri di sistema, dopo un biennio di azzeramenti e agevolazioni statali, ha annullato parte dei benefici ottenuti dal calo della materia prima.
  • Maggiore incidenza di imposte e oneri: la composizione attuale delle bollette vede una quota crescente di tassazione sul consumo finale, che penalizza anche chi adotta tecnologie più efficienti o si affida a vettori elettrici.
Questo insieme di fattori mantiene alta la spesa per le forniture, facendo sì che i risparmi ipotizzati dai ribassi di mercato vengano, di fatto, neutralizzati da meccanismi strutturali e fiscali.

Impatto sui consumatori: quanto spendono oggi le famiglie

L'incremento del costo della vita energetica ha inciso sensibilmente sui bilanci familiari, specie nelle aree urbane e nei nuclei numerosi.

L'analisi condotta dal think tank ECCO e dagli osservatori ufficiali stima che, tra novembre 2025 e marzo 2026, una famiglia in un appartamento di 70 mq a Milano affronterà una spesa di circa 1.080 euro, con variazioni a seconda dell'efficienza dell'immobile e dell'area geografica:

Città

70 mq

110 mq

38 mq

Milano

1.080 €

1.628 €

620 €

Roma

1.007 €

1.496 €

580 €

Palermo

677 €

1.034 €

412 €

Rispetto al 2019/20, questi importi rappresentano aumenti compresi tra il 26% e il 54%, con risparmi tuttavia significativi rispetto all'inverno 2024/25 (quando erano stati toccati valori record).

Va poi considerato che, per chi ha optato per soluzioni di riscaldamento elettrico, la bolletta si alleggerisce in termini di consumi, ma resta gravata dagli aumenti fiscali e parafiscali. Da segnalare, infine, che la sola componente materia prima può arrivare a incidere meno di un terzo sulla spesa finale in bolletta, con il resto assorbito da costi accessori sempre più difficili da aggirare.

Componenti bolletta: materia prima, oneri sistema e imposte

Per comprendere le dinamiche del mercato, è essenziale scomporre la struttura della bolletta del gas. Il costo totale si compone delle seguenti principali voci:

  • Materia prima gas: rappresenta il prezzo di approvvigionamento del metano (collegato al PSV), comprensivo degli spread applicati dai fornitori al costo d'acquisto.
  • Quota di commercializzazione: canone mensile fisso che non subisce variazioni legate all'andamento degli indici, ma incide pesantemente sui piccoli consumatori.
  • Trasporto e gestione contatore: copre il trasporto del gas dalla produzione all'utenza e le spese tecniche di gestione della rete di distribuzione.
  • Oneri di sistema: a copertura di costi generali di sistema (ad es. incentivi alle rinnovabili), storicamente soggetti a interventi di azzeramento o riduzione da parte del legislatore.
  • Imposte (IVA e accise): aliquote che possono oscillare tra il 10% e il 22%, rappresentando una fetta crescente del totale.
Interventi normativi hanno visto la rimozione di alcuni sgravi emergenziali, con il ritorno di IVA e accise a livelli ordinari e la reintroduzione degli oneri generali; ciò ha contribuito a mantenere elevate le bollette anche in presenza di un costo della materia prima più contenuto.

Il ruolo del Governo: misure di contenimento e bonus sociali

Negli scorsi mesi, l'autorità di regolazione e gli enti governativi hanno varato diversi provvedimenti per sostenere cittadini e imprese di fronte all'aumento dei costi energetici. I principali interventi adottati includono:

  • Azzeramento temporaneo degli oneri generali per tutte le famiglie e le microimprese durante i periodi più critici della crisi energetica
  • Rafforzamento e ampliamento del Bonus sociale, esteso anche a nuclei con ISEE fino a 25.000 euro, oltre che all'annullamento di alcune imposte nei momenti di maggiore difficoltà.
  • Stanziamento di oltre 60 miliardi di euro tra il 2022 e il 2025 a supporto degli interventi emergenziali.
Nel 2025 si segnala l'inasprimento delle condizioni di accesso rispetto agli anni precedenti, mentre alcune misure - come la cartolarizzazione degli oneri sull'elettricità - potrebbero generare risparmi lordi tra i 30 e i 40 euro annui per famiglia. Gli effetti di queste politiche sono stati percepiti soprattutto dalle fasce vulnerabili, riducendo temporaneamente la pressione sulle bollette.

Volatilità del mercato e scenari: tra incertezze e transizione

Il settore energetico continua a essere caratterizzato da una forte volatilità che sovrappone elementi congiunturali e di lungo periodo. La dipendenza dai mercati internazionali e l'aumento delle importazioni via GNL (gas naturale liquefatto) mantengono alto il rischio di nuovi shock, anche in presenza di stoccaggi nazionali ben alimentati.

Le oscillazioni del PSV hanno mostrato la rapidità con cui episodi di freddo intenso, tensioni geopolitiche o riduzioni nella produzione da fonti rinnovabili possono trasferirsi immediatamente sulle bollette. Inoltre, la progressiva decarbonizzazione e l'incremento del costo delle quote di emissione di CO₂ (ETS2 dal 2028) spingeranno il sistema verso un maggiore ricorso a soluzioni elettriche e rinnovabili, anche se la struttura attuale del prelievo fiscale tende ancora a penalizzare l'elettrificazione rispetto al consumo di metano.

In assenza di una riforma strutturale della fiscalità energetica e degli oneri di sistema, i benefici della transizione faticheranno a evidenziarsi nelle bollette delle famiglie.

In un contesto caratterizzato da prezzi altalenanti e aumenti spesso imprevedibili, sono emerse alcune strategie efficaci per mitigare l'impatto delle spese energetiche. Tra le raccomandazioni più diffuse:

  • Verifica della tipologia contrattuale: controllare se la propria offerta è a prezzo indicizzato o fisso, valutando un eventuale passaggio a tariffe bloccate prima dell'aggiornamento dei listini.
  • Unificazione delle forniture: le offerte dual fuel per gas e luce spesso permettono di beneficiare di sconti extra e semplificano la gestione delle fatture.
  • Efficienza energetica e riscaldamento elettrico: optare per soluzioni a pompa di calore o investire nell'isolamento dell'abitazione può ridurre la domanda di gas fino all'80% per il riscaldamento, pur se il risparmio sulla bolletta resta influenzato dalla pressione fiscale sull'elettrico.
  • Uso consapevole degli strumenti di comparazione per individuare rapidamente le opportunità offerte dal mercato e aggiornarsi sulle migliori tariffe disponibili.
La conoscenza dettagliata della propria situazione contrattuale e un'attenta pianificazione possono contribuire ad attenuare l'impatto economico in vista di ulteriori possibili rincari.