L'aumento delle bollette del gas torna al centro dell'attenzione, tra dati sui nuovi rincari, analisi delle spese per le famiglie, cause degli aumenti non sempre legate al mercato e misure di tutela.
Dopo un periodo di relativa calma, le ultime settimane hanno rivelato un aumento consistente delle quotazioni all'ingrosso, con effetti rapidi sulle offerte a prezzo variabile e tensioni anche sui contratti indicizzati. Questo scenario si innesta su una serie di cambiamenti che hanno attraversato il settore negli ultimi anni, influenzando la sostenibilità delle bollette e il potere d'acquisto delle famiglie italiane.
Gli osservatori specializzati sottolineano che il ritorno della preoccupazione non è solo psicologico, ma trova fondamenta concrete nella volatilità del PSV, il principale indice italiano per il gas, e nella traslazione quasi automatica di questi movimenti nei costi finali applicati agli utenti.
Negli ultimi quindici mesi, il comparto energia ha attraversato una fase di oscillazioni: i dati ufficiali e le analisi degli osservatori evidenziano rincari a partire dal 2024, culminati a inizio 2025 con una crescita delle bollette del 24% per l'energia elettrica e del 28% per il gas rispetto all'anno precedente.
Questo incremento è stato accentuato per gli utenti che hanno optato per tariffe variabili, direttamente esposte ai valori di PUN (Prezzo Unico Nazionale) e PSV (Punto di Scambio Virtuale). Tra gennaio 2024 e febbraio 2025, il PUN è salito del 44% fino a toccare un +72% su base annua nel confronto febbraio-febbraio, mentre il PSV ha registrato un aumento annuale del 91% nello stesso intervallo.
Analisi territoriali dimostrano che la spesa media stimata per il gas nelle principali città italiane rimane sensibilmente superiore ai livelli pre-crisi. A Milano per un'abitazione di 70 mq si stimano circa 1.080 euro per il periodo novembre-marzo 2025-2026 (+31% rispetto al 2019/20, anche se inferiore ai picchi del 2024/25). A Roma la spesa prevista è di 1.007 euro (+43% sul periodo pre-crisi), a Palermo si sfiora un aumento del 45% rispetto al 2019.
L'attuale scenario è reso più complesso dal fatto che, sebbene i prezzi all'ingrosso abbiano registrato un calo fino a scendere al di sotto dei 30 €/MWh a novembre 2025 - valore comunque quasi il doppio rispetto alla situazione pre-pandemica - le componenti non legate alla materia prima (trasporti, oneri di sistema, imposte) incidono in modo crescente, impedendo la piena trasmissione dei benefici dei ribassi al consumatore finale.
Il paradosso delle bollette in aumento mentre i listini internazionali del gas diminuiscono trova spiegazione nell'assetto complesso dei costi delle forniture domestiche.
La riduzione dei prezzi all'ingrosso, osservata dai report specialistici tra fine 2025 e inizio 2026, non si riflette automaticamente sulle fatture delle famiglie. Questa discrepanza deriva principalmente da:
L'incremento del costo della vita energetica ha inciso sensibilmente sui bilanci familiari, specie nelle aree urbane e nei nuclei numerosi.
L'analisi condotta dal think tank ECCO e dagli osservatori ufficiali stima che, tra novembre 2025 e marzo 2026, una famiglia in un appartamento di 70 mq a Milano affronterà una spesa di circa 1.080 euro, con variazioni a seconda dell'efficienza dell'immobile e dell'area geografica:
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Città |
70 mq |
110 mq |
38 mq |
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Milano |
1.080 € |
1.628 € |
620 € |
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Roma |
1.007 € |
1.496 € |
580 € |
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Palermo |
677 € |
1.034 € |
412 € |
Rispetto al 2019/20, questi importi rappresentano aumenti compresi tra il 26% e il 54%, con risparmi tuttavia significativi rispetto all'inverno 2024/25 (quando erano stati toccati valori record).
Va poi considerato che, per chi ha optato per soluzioni di riscaldamento elettrico, la bolletta si alleggerisce in termini di consumi, ma resta gravata dagli aumenti fiscali e parafiscali. Da segnalare, infine, che la sola componente materia prima può arrivare a incidere meno di un terzo sulla spesa finale in bolletta, con il resto assorbito da costi accessori sempre più difficili da aggirare.
Per comprendere le dinamiche del mercato, è essenziale scomporre la struttura della bolletta del gas. Il costo totale si compone delle seguenti principali voci:
Negli scorsi mesi, l'autorità di regolazione e gli enti governativi hanno varato diversi provvedimenti per sostenere cittadini e imprese di fronte all'aumento dei costi energetici. I principali interventi adottati includono:
Il settore energetico continua a essere caratterizzato da una forte volatilità che sovrappone elementi congiunturali e di lungo periodo. La dipendenza dai mercati internazionali e l'aumento delle importazioni via GNL (gas naturale liquefatto) mantengono alto il rischio di nuovi shock, anche in presenza di stoccaggi nazionali ben alimentati.
Le oscillazioni del PSV hanno mostrato la rapidità con cui episodi di freddo intenso, tensioni geopolitiche o riduzioni nella produzione da fonti rinnovabili possono trasferirsi immediatamente sulle bollette. Inoltre, la progressiva decarbonizzazione e l'incremento del costo delle quote di emissione di CO₂ (ETS2 dal 2028) spingeranno il sistema verso un maggiore ricorso a soluzioni elettriche e rinnovabili, anche se la struttura attuale del prelievo fiscale tende ancora a penalizzare l'elettrificazione rispetto al consumo di metano.
In assenza di una riforma strutturale della fiscalità energetica e degli oneri di sistema, i benefici della transizione faticheranno a evidenziarsi nelle bollette delle famiglie.
In un contesto caratterizzato da prezzi altalenanti e aumenti spesso imprevedibili, sono emerse alcune strategie efficaci per mitigare l'impatto delle spese energetiche. Tra le raccomandazioni più diffuse: