Le nuove regole del bollo auto 2026 introducono scadenze diverse tra febbraio e aprile, abolizione delle rate, criteri rinnovati di calcolo tra potenza e classe ambientale, nuove modalità di pagamento e casi di esenzione.
il 2026 segna un momento di svolta per la tassazione sui veicoli in Italia. Le regole che disciplinano la tassa di proprietà automobilistica sono state riviste, introducendo importanti novità su scadenze, modalità di pagamento e criteri di esenzione. Questo adeguamento mira a rendere il sistema più trasparente e allineato alle reali condizioni di proprietà dei mezzi. Le modifiche coinvolgono soprattutto le automobili immatricolate a partire dal 1° gennaio 2026 ma interessano indirettamente tutti i proprietari tramite nuove date di versamento e obblighi generalizzati. A
La disciplina delle scadenze nel sistema 2026 distingue tra veicoli già circolanti e mezzi di nuova immatricolazione. Il criterio generale prevede che il bollo debba essere corrisposto da chi risulta proprietario, locatario in leasing, acquirente con patto di riservato dominio o utilizzatore a lungo termine secondo quanto riportato nei pubblici registri.
Le scadenze rilevanti nei mesi di febbraio, marzo e aprile dipendono dalla data originaria di pagamento:
Dal 2026 si introducono criteri più uniformi a livello nazionale, con una forte impronta personalizzata sulle date di scadenza. Ogni veicolo immatricolato dal 1° gennaio 2026 avrà una data di pagamento legata al mese di prima immatricolazione, stabilendo così un calendario individuale e chiaro per ciascun intestatario. Questa innovazione evita le confusioni tipiche delle vecchie scadenze fisse, distribuite ad aprile, agosto o dicembre.
Il frazionamento delle rate viene abbandonato per i mezzi di nuova immatricolazione: a partire da questa annualità, il versamento avviene esclusivamente in unica soluzione annuale, eliminando la possibilità di suddividere l’onere in sei o dodici mesi come era previsto per alcune categorie di veicoli o per specifiche regioni. Rimangono invariati i metodi di pagamento scelti da diversi enti regionali per le auto già registrate prima della riforma, ma solo fino a nuove eventuali decisioni locali.
Un aspetto significativo riguarda anche i veicoli sottoposti a fermo amministrativo: a differenza del passato, la tassa automobilistica continuerà a essere dovuta anche per i mezzi non abilitati alla circolazione a causa di blocco amministrativo. La tassa si configura come tributo sulla proprietà e non sull’utilizzo effettivo, azzerando quindi le vecchie esenzioni concesse in queste casistiche. La riforma, infine, offre alle regioni ampia autonomia su eventuali sconti, esenzioni o agevolazioni, ma uniforma il principio del pagamento annuale per le nuove targhe.
L’entità dell’importo dovuto risulta dalla combinazione di tre elementi: potenza del motore, classe ambientale e tabelle tariffarie regionali. Il dato centrale è la potenza espressa in kilowatt (kW), da verificare sul libretto di circolazione alla voce P.2. In parallelo, la classe ambientale (Euro 0-6) indica il livello di emissioni, impattando anch’essa sulla tariffa applicata.
| Classe ambientale | Fino a 100 kW | Oltre 100 kW |
| Euro 6, 5, 4 | 2,58 €/kW | 3,87 €/kW |
| Euro 3 | 2,70 €/kW | 4,05 €/kW |
| Euro 2 | 2,80 €/kW | 4,20 €/kW |
| Euro 1 | 2,90 €/kW | 4,35 €/kW |
| Euro 0 | 3,00 €/kW | 4,50 €/kW |
Per ogni kW eccedente i 100, il calcolo prevede una quota maggiorata. Sul risultato così computato va aggiunta l’addizionale regionale, che può variare sensibilmente e viene deliberata dalle singole amministrazioni.
La Regione Emilia-Romagna ha aumentato del 10% le tariffe a partire dal 2026, così un’auto Euro 6 che pagava 2,58 €/kW ora ne versa 2,84. Al contrario, territori come la Provincia Autonoma di Bolzano applicano aliquote ridotte. Resta consigliata la verifica sul sito ACI tramite targa per ottenere l’importo preciso, considerando anche i casi di unità decimali di kW (arrotondati sempre per difetto).
Per calcolare l’importo, il procedimento di base diviene:
Tra le voci che incidono sull’importo finale vi è il cosiddetto superbollo, un’addizionale statale che colpisce le auto con potenza superiore a 185 kW. Questo tributo si aggiunge alla tassa regionale:
Veicoli destinati a persone con disabilità e auto appartenenti a organizzazioni senza scopo di lucro possono essere anch’essi esclusi, a fronte di specifica richiesta e con documentazione idonea. I dettagli sulle esenzioni sono sempre pubblicati sui siti regionali e ACI ed è necessario aggiornarsi perché la materia cambia in base a indirizzi locali. Per l’anno in corso, la Legge di Bilancio ha anche introdotto l’esenzione per chi dimostra un reddito inferiore a 8.000 euro, da richiedere con idonea attestazione reddituale.
Il mancato pagamento della tassa di possesso comporta sanzioni amministrative progressive. Già dal giorno successivo alla scadenza, maturano interessi giornalieri e penali secondo la disciplina del ravvedimento operoso:
La prescrizione del debito avviene dopo tre anni solari, ma ogni nuova notifica o comunicazione interrompe il termine e fa ripartire il conteggio. Scegliere di attendere la scadenza della prescrizione è una strategia particolarmente rischiosa anche a causa delle possibili segnalazioni o blocchi amministrativi.
Tutte le operazioni di recupero sono comunicate tramite posta certificata, email o notifica tradizionale. Una gestione attenta e il ricorso alla regolarizzazione tempestiva con ravvedimento offre sempre la soluzione meno onerosa in caso di dimenticanza.
Il nuovo modello di riscossione punta decisamente sulla digitalizzazione e sull’uniformità di canali di pagamento. Dal 2026, PagoPA è l’unica piattaforma abilitata alla ricezione dei pagamenti verso la pubblica amministrazione per questa tipologia di tributo.
I principali strumenti a disposizione sono:
Con il panorama tributario in continua evoluzione per la tassa automobilistica, monitorare puntualmente la propria posizione e affidarsi a strumenti digitali rappresenta la strategia più efficace per evitare dimenticanze e contenziosi. La verifica tramite targa sui portali ufficiali consente di accertare con precisione data di scadenza e importo dovuto.
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