Sulle bollette della luce sta per arrivare un nuovo bonus fino a 60 euro, pensato per sostenere le famiglie con ISEE medio basso. Si tratta di un contributo straordinario, introdotto dal decreto Energia e disciplinato da una delibera ARERA, che si applica in automatico: come funziona e per chi.
Sulle bollette della luce sta per arrivare un nuovo bonus fino a 60 euro, pensato per sostenere le famiglie con ISEE medio basso. Si tratta di un contributo straordinario, introdotto dal decreto Energia e disciplinato da una delibera ARERA, che si applica in automatico attraverso lo scambio dei dati tra enti pubblici, senza bisogno di presentare alcuna domanda. Attenzione però a un dettaglio fondamentale: l'erogazione dipende dall'adesione del fornitore di energia, che può scegliere liberamente se applicare lo sconto ai propri clienti oppure no.
Il meccanismo alla base del bonus è pensato per essere il più semplice possibile per i cittadini. Non è infatti necessario compilare moduli o inoltrare richieste agli enti competenti: il controllo dei requisiti avviene in automatico grazie all'incrocio tra i dati ISEE trasmessi dall'INPS e le informazioni sulle forniture attive gestite dal sistema elettrico.
Una volta verificata la sussistenza dei requisiti, sarà il fornitore di energia elettrica a dover riconoscere lo sconto direttamente in bolletta, sotto forma di una voce specifica che riduce l'importo dovuto. Proprio qui si trova il nodo principale della misura: l'adesione all'iniziativa non è obbligatoria per le società di vendita. Ogni operatore ha potuto scegliere autonomamente se aderire, comunicando la propria decisione secondo le tempistiche fissate dalla normativa. Chi decide di partecipare è tenuto ad applicare il bonus a tutti i clienti che rispettano i requisiti, senza possibilità di selezione tra gli utenti idonei. Chi invece non aderisce lascia i propri clienti privi del beneficio, anche qualora abbiano ISEE e consumi perfettamente in regola.
Per questo motivo, prima di dare per scontato di poter beneficiare dello sconto, è consigliabile verificare se il proprio fornitore ha aderito all'iniziativa, informazione che viene resa pubblica tramite canali ufficiali dedicati.
La platea dei potenziali beneficiari è definita in base a due parametri principali: l'ISEE del nucleo familiare e il numero di figli a carico. Nello specifico, il nuovo contributo si rivolge a tre categorie fondamentali di famiglie.
Il primo gruppo comprende i nuclei familiari con meno di quattro figli a carico e un ISEE compreso tra 9.796 e 15mila euro. Si tratta di famiglie che, pur avendo un indicatore economico appena superiore alla soglia prevista per il bonus sociale ordinario, restano comunque in una fascia di reddito medio bassa.
Il secondo gruppo riguarda i nuclei con meno di quattro figli a carico e un ISEE tra i 15mila e i 25mila euro, una platea più ampia che copre anche famiglie con una situazione economica leggermente più solida ma comunque meritevole di sostegno.
Il terzo gruppo, infine, è dedicato alle famiglie numerose, ovvero ai nuclei con almeno quattro figli a carico e un ISEE compreso tra 20mila e 25mila euro. Per queste famiglie la soglia massima resta la stessa degli altri gruppi, ma quella minima si alza, in coerenza con l'impostazione già utilizzata per il bonus sociale ordinario, dove la presenza di più figli comporta soglie ISEE più elevate.
È importante sottolineare che chi rientra già nel bonus sociale elettrico ordinario, riservato ai nuclei con ISEE fino a 9.796 euro (soglia che sale a 20mila euro per le famiglie con almeno quattro figli), non può usufruire del nuovo contributo, che è pensato appositamente per una fascia di popolazione diversa, non coperta dalle agevolazioni già esistenti.
Un altro elemento da chiarire riguarda il perimetro di applicazione della misura. L'agevolazione riguarda esclusivamente l'energia elettrica e non si estende in alcun modo al gas. Eventuali sconti sul gas eventualmente proposti da singoli operatori sono iniziative commerciali autonome, del tutto separate dal contributo nazionale, e non vanno confuse con questa misura.
Inoltre, il bonus interessa esclusivamente le utenze domestiche riferite all'abitazione di residenza. Sono quindi escluse le seconde case e le utenze non residenziali. È inoltre richiesto che l'intestatario della fornitura coincida con il dichiarante della Dichiarazione Sostitutiva Unica utilizzata per il calcolo dell'ISEE, oppure che risulti comunque componente del nucleo familiare indicato nell'attestazione ISEE.
Chi ha attivato una nuova fornitura di energia elettrica nel corso del 2026 può comunque rientrare tra i beneficiari, a patto di rispettare un requisito temporale preciso: l'attivazione deve essere avvenuta entro il 31 maggio 2026. Le utenze attivate successivamente a questa data restano escluse dal beneficio, indipendentemente dalla situazione ISEE della famiglia.
Per queste forniture più recenti, le soglie di consumo previste dalla normativa vengono calcolate facendo riferimento al primo bimestre completo di fatturazione successivo all'attivazione, anziché al classico bimestre di gennaio e febbraio utilizzato per le utenze già attive a inizio anno.
Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che il bonus non prevede un importo fisso uguale per tutti, ma viene calcolato in base ai consumi effettivi registrati nel periodo di riferimento. Il meccanismo si basa sulla componente energia del servizio di maggior tutela, applicata ai chilowattora consumati, con un tetto massimo di 500 kWh.
In pratica, più alto è il consumo registrato nel bimestre considerato, entro il limite previsto, più elevato sarà lo sconto ottenuto. Ecco alcuni esempi indicativi di come varia l'importo del contributo:
Dato che l'intera misura ruota attorno alla scelta volontaria dei singoli operatori energetici, il consiglio più utile per chi rientra potenzialmente nella platea dei beneficiari è quello di controllare se il proprio fornitore abbia formalmente aderito all'iniziativa. Alcune grandi compagnie hanno già confermato la propria partecipazione, mentre altre risultano ancora in fase di valutazione. Le informazioni aggiornate sugli operatori aderenti vengono rese disponibili attraverso i canali ufficiali dedicati alla misura.
Va, inoltre ricordato che chi ha cambiato fornitore in un momento successivo a quello previsto dalla normativa potrebbe perdere il diritto al contributo, anche in presenza di ISEE e consumi perfettamente in regola. Un motivo in più per verificare con attenzione la propria posizione contrattuale, soprattutto per chi ha sottoscritto nuove offerte nel corso dei primi mesi del 2026.
Il nuovo bonus bollette rappresenta, dunque, un'opportunità concreta per molte famiglie italiane con reddito medio basso, ma la sua applicazione non è automatica per tutti allo stesso modo: dipende dai requisiti ISEE, dal numero di figli a carico, dai consumi registrati e, soprattutto, dalla scelta del proprio fornitore di energia di aderire o meno all'iniziativa. Conoscere questi elementi è il primo passo per capire se e in che misura si potrà beneficiare dello sconto, che può arrivare fino a 60 euro direttamente in bolletta.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...