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Bonus edilizi, le percentuali di sconto e detrazioni 2026, 2027 e 2028 e come incidono figli e reddito

di Marianna Quatraro pubblicato il

Le nuove regole sui bonus edilizi dal 2026 al 2028 introducono cambiamenti significativi sulle percentuali di detrazione, i limiti di spesa e i requisiti economici e familiari, incidendo su molte famiglie italiane

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L’Agenzia delle Entrate ha fornito nuove istruzioni per l'uso e i nuovi limiti sulle aliquote dei bonus edilizi disponibili, collegando le percentuali di detrazione non solo alla tipologia di intervento, ma anche alla composizione del nucleo familiare e al reddito dichiarato. Il rischio? Perdere parte del vantaggio se non si agisce con consapevolezza.

Negli ultimi anni, i bonus casa sono stati uno strumento chiave per la riqualificazione degli immobili e il rilancio dell’economia reale. Le percentuali generose e l’accesso relativamente semplice hanno alimentato una corsa alle ristrutturazioni. Oggi, però, il quadro normativo sta cambiando: le agevolazioni saranno sempre più selettive e i controlli molto più stringenti. Il nuovo sistema premierà famiglie e contribuenti con redditi medi e bassi, mentre le detrazioni per chi ha redditi più alti subiranno un ridimensionamento marcato, soprattutto a partire dal 2026.

Dal prossimo anno cambieranno ancora le aliquote per la detrazione e saranno introdotti tetti massimi di spesa più bassi rispetto al passato. Nel 2028 si prevede un taglio ulteriore delle percentuali e una riduzione del limite massimo detraibile, rendendo di fatto ogni anno meno conveniente attendere. Conoscere in anticipo chi può accedere alle migliori condizioni, e chi rischia di veder ridotto il beneficio, permette decisioni chiare e pianificate senza brutte sorprese in fase di dichiarazione dei redditi.

Percentuali di detrazione e limiti di spesa: il nuovo calendario dal 2026 al 2028

Analizzando le recenti istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, si individuano tre passaggi chiave nella rimodulazione delle aliquote e dei limiti dei bonus edilizi. Gli interventi effettuati sugli immobili tra il 2026 e il 2028 seguiranno una progressiva riduzione dei benefici fiscali, con differenziazioni nette tra abitazione principale e altri immobili:

  • 2026: Detrazione del 50% per lavori su abitazione principale (con tetto massimo di spesa a 96.000 euro per unità immobiliare); 36% per lavori su altri immobili (tetto massimo sempre a 96.000 euro).
  • 2027: Detrazione al 36% sia per la prima casa che per le altre proprietà, ma il limite massimo di spesa resta a 96.000 euro.
  • 2028: Ulteriore taglio generalizzato, aliquota scende al 30% per tutte le tipologie di immobili e il tetto massimo di spesa si abbassa a 48.000 euro.
Questa programmazione a scalare obbliga chi pianifica lavori ad agire con tempismo, altrimenti il risparmio complessivo rischia di essere decurtato fin dal primo passaggio di aliquota. Di seguito una tabella di confronto per sintetizzare l’andamento:
Anno Prima casa Altri immobili Tetto spesa euro
2026 50% 36% 96.000
2027 36% 36% 96.000
2028 30% 30% 48.000

Va sottolineato che le detrazioni sono sempre ripartite in dieci quote annuali di pari importo. Questo meccanismo impone una riflessione attenta sul concetto di “capienza fiscale”: per ottenere integralmente il beneficio, il contribuente deve avere un’imposta IRPEF sufficientemente alta ogni anno per compensare la quota spettante.

La riduzione delle aliquote dei bonus edilizi comporta non solo un risparmio fiscale progressivamente inferiore, ma introduce il rischio di perdere alcune quote se, nel frattempo, la situazione reddituale cambia o se si esaurisce la capacità fiscale annua. Un errore comune è sottovalutare questo aspetto e, conseguentemente, perdere parte della detrazione. Dal 2026, inoltre, non è più consentito lo sconto in fattura o la cessione del credito: la detrazione può essere richiesta solo tramite dichiarazione dei redditi.

  • Per la dichiarazione vanno seguite le procedure tracciabili indicate dall’Agenzia delle Entrate, usando il bonifico “parlante” e conservando le relative fatture, con attenzione massima alle date di inizio e fine lavori.
  • Per ottenere la detrazione serve la comunicazione obbligatoria all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori in caso di interventi energetici.
  • Gli importi superiori a 75.000 euro di reddito annuo subiscono ulteriori limitazioni alle spese agevolabili (plafond annuale ridotto per chi ha redditi tra 75.000 e 100.000 euro; limite drastico a soli 8.000 euro con redditi oltre i 100.000 euro, salvo rimodulazione per figli a carico).
Le novità tecniche introducono elementi mai visti prima:
  • Classificazione dell’immobile (prima casa vs altre proprietà) ora incide sulle aliquote e sui massimali.
  • I bonus non spariscono ma diventano progressivamente meno generosi: il 2027 segna l’ultimo anno in cui il limite massimo di spesa ammissibile resta alto (96.000 euro). Dal 2028 si abbassa sensibilmente.
  • L’effettiva fruizione del vantaggio sarà garantita solo se tutti i requisiti saranno rispettati sia in fase di pagamento sia in quella documentale (fatture, bonifici, certificazioni tecniche).
  • L’installazione di impianti ad alta efficienza energetica (es. pompe di calore classe A+++) diventa condizione necessaria per molte tipologie di bonus, anche in assenza di pratica edilizia aperta.
Gli errori da evitare riguardano soprattutto l’uso errato dei canali di pagamento, il mancato invio delle comunicazioni ENEA, la perdita di documentazione e l’omessa verifica dei nuovi limiti su reddito familiare e presenza di figli a carico.

Reddito, figli e nuovi requisiti: come cambiano le regole per accedere e non perdere il beneficio

A partire dal 2026, le regole di accesso ai bonus casa diventano molto più vincolanti. Non basta più dimostrare una semplice spesa su lavori edilizi: entrano in gioco la situazione reddituale e familiare in modo diretto. La nuova disciplina, infatti, lega la percentuale di detrazione e il limite di spesa ammissibile non solo al bene oggetto dei lavori ma anche:

  • al reddito complessivo del richiedente
  • al numero di figli fiscalmente a carico
  • alla presenza di altri benefici già fruiti o in corso (plafond cumulativi).
Vediamo nel dettaglio i principali punti di attenzione per non perdere il diritto alle detrazioni:
  • Limiti per chi ha redditi medio-alti: Contribuenti che dichiarano tra 75.000 e 100.000 euro annui subiscono un taglio delle spese ammissibili: il tetto massimo per bonus edilizi scende a 14.000 euro l’anno. Sopra i 100.000 euro, la soglia crolla a 8.000 euro. Solo le famiglie con figli a carico possono vedere aumentare questo plafond, applicando il cosiddetto "quoziente familiare".
  • Quoziente familiare e figli a carico: La detrazione spettante viene rimodulata a favore dei nuclei più numerosi. Per ogni figlio fiscalmente a carico, la soglia di spesa agevolabile può salire in modo significativo. Questo criterio crea un meccanismo selettivo: le famiglie con più figli godono di una maggiore protezione dai tagli alla detrazione.
  • Stop detrazione figli over 30 non disabili: Solo i figli tra 21 e 30 anni restano agevolabili ai fini del nuovo calcolo. Disabili certificati mantengono il diritto a prescindere dall’età.
  • Perdita del beneficio per altri familiari: La detrazione è oggi limitata agli ascendenti conviventi. Nessuna detrazione per familiari residenti fuori UE/SEE.
Oltre agli aspetti numerici, il nuovo scenario prevede una maggiore selettività nei controlli sul rispetto dei requisiti tecnici:
  • Verifica incrociata tra dati catastali e residenza anagrafica: Serve a confermare l’effettivo diritto all’aliquota massima per la prima casa.
  • Accertamenti sulla classe energetica dell’impianto per interventi di efficientamento (bonus condizionatori e similari): solo le apparecchiature di classe A+++ e dotate di pompa di calore reversibile sono idonee all’ecobonus.
  • Necessità per inquilini/locatari di ottenere il consenso scritto del proprietario prima di presentare la dichiarazione e richiedere la detrazione.
Consigli operativi per non incorrere in errori:
  • Verificare le soglie di reddito e bambini a carico, simulando il beneficio per vari scenari prima di iniziare i lavori.
  • Conservare sempre la documentazione aggiornata: fatture, ricevute di bonifico parlante, attestazioni di conformità impianti e comunicazioni ENEA.
  • In caso di pagamenti tramite bonifico, compilare correttamente tutti i dati richiesti nel bonifico parlante per evitare la decadenza del beneficio.
  • Effettuare la trasmissione telematica della documentazione agli enti competenti, entro le scadenze (in particolare ENEA per lavori che aumentano l’efficienza energetica). Il mancato rispetto dei termini comporta la perdita o la sospensione del diritto alla detrazione.
Gli errori più frequenti:
  • Pagamenti non tracciati o effettuati con strumenti errati (bonifico ordinario al posto di quello specifico per agevolazioni fiscali).
  • Omissione della comunicazione ENEA o invio oltre i 90 giorni dalla fine lavori.
  • Mancato aggiornamento della residenza in caso di cambio casa durante l’anno fiscale.
  • Conservazione incompleta di ricevute o certificazioni tecniche.
Analizzando le fonti disponibili e la normativa aggiornata, si può affermare che il nuovo modello di selettività delle detrazioni edilizie punta a premiare le famiglie più numerose e chi effettua investimenti energetici di qualità. Al tempo stesso, è evidente la volontà di ridurre l’impatto finanziario della misura per chi ha redditi elevati o interviene su immobili diversi dalla propria abitazione principale.




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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...