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Bonus mamme 2026, domanda aperta per 720 euro in un solo pagamento a dicembre: procedura, requisiti, date

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Al via il pagamento del Bonus mamme 2026 fino a 720 euro in un solo versamento a dicembre. Requisiti, limite di reddito, procedura INPS e date da sapere per non perdere il contributo.

Il bonus mamme 2026 entra nella fase operativa. Con la circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026 l’Istituto ha pubblicato le istruzioni per accedere al contributo che può arrivare a 720 euro nell’arco dell’anno, pagati in un’unica soluzione a dicembre 2026. Se sei una lavoratrice con almeno due figli, questa guida ti aiuta a capire se ne hai diritto, come presentare la richiesta e quali tempi tenere d’occhio.

Cos’è il bonus mamme 2026 e quanto vale

Il bonus mamme è un’integrazione al reddito pensata per sostenere le lavoratrici madri con almeno due figli. Rispetto al 2025 l’importo cresce: si passa da 40 a 60 euro al mese, per un tetto massimo annuo di 720 euro, pari a dodici mensilità.

Nel 2025 il contributo massimo era di 480 euro. Quest’anno, dunque, il beneficio aumenta di 240 euro per chi ha i requisiti per tutti e dodici i mesi.

Altri punti da ricordare:

  • 60 euro per ogni mese, o frazione di mese, in cui è attivo il rapporto di lavoro o l’attività autonoma.
  • 720 euro è il massimo annuo, raggiungibile solo se i requisiti sussistono per l’intero 2026.
  • Pagamento unico a dicembre 2026, insieme alla mensilità dell’ultimo mese dell’anno.
  • Il contributo non concorre alla formazione del reddito imponibile, quindi la somma incassata non viene tassata.

Chi ha diritto al bonus: i requisiti

Per ottenere il bonus devono essere presenti insieme requisiti personali, lavorativi e di reddito:

Requisito dei figli

Serve avere almeno due figli. La condizione deve risultare presente al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre 2026. Se il secondo figlio (o un figlio successivo) nasce nel corso dell’anno, il diritto scatta dal mese della nascita.

Requisito lavorativo

Il bonus è rivolto a due grandi categorie.

Lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, comprese quelle con contratto a tempo determinato, intermittente o in somministrazione. Restano escluse le lavoratrici del settore domestico, come colf e badanti.

Lavoratrici autonome, cioè professioniste iscritte alle casse di previdenza di categoria, iscritte alla Gestione Separata INPS e autonome appartenenti alle gestioni obbligatorie dell’Istituto.

Il contributo spetta solo per i mesi in cui il rapporto di lavoro o l’attività è effettivamente attivo. I periodi di sospensione non contano.

Limite di reddito

Il reddito da lavoro rilevante ai fini fiscali per il 2026 non deve superare i 40.000 euro. Nel calcolo, secondo le indicazioni della circolare, non rientra la NASpI.

Il caso delle lavoratrici con tre o più figli

Questo è il punto che genera più dubbi. Le lavoratrici con tre o più figli e con un contratto a tempo indeterminato (apprendistato compreso) già beneficiano dell’esonero del 100% dei contributi previdenziali IVS a proprio carico fino al 31 dicembre 2026. Per questo il nuovo bonus non spetta nei mesi in cui è attivo, anche solo in parte, un rapporto a tempo indeterminato.

Se una lavoratrice con tre figli passa da un contratto a termine a uno stabile, perde il diritto al bonus dal mese della trasformazione. Resta invece possibile accedere al contributo per i mesi in cui il rapporto è a termine o l’attività è autonoma.

Come fare domanda: la procedura INPS

Il bonus non arriva automaticamente: serve una domanda telematica all’INPS. Secondo la circolare, il servizio sarà accessibile attraverso più canali:

  • Sito INPS, con identità digitale: SPID di livello 2 o superiore, CIE di livello 3, CNS o eIDAS.
  • Patronati, che possono assistere la lavoratrice nella compilazione e nell’invio.
  • Contact Center INPS, al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o allo 06 164164 da cellulare.
I passaggi, in sintesi:
  1. Verifica i requisiti: numero di figli, tipo di rapporto di lavoro, reddito 2026 sotto i 40.000 euro.
  2. Prepara le credenziali: controlla che SPID, CIE o CNS siano attivi e al livello richiesto.
  3. Accedi al servizio dedicato sul sito INPS non appena verrà aperto, cercando la scheda del Nuovo Bonus mamme.
  4. Compila la domanda indicando i dati richiesti e le modalità di pagamento, con IBAN corretto e intestato a te.
  5. Invia e conserva la ricevuta, poi controlla periodicamente lo stato della pratica.

Domanda aperta o no? Il punto sulle date

Qui serve chiarezza, perché in rete circolano titoli che parlano di “domanda aperta”. Le istruzioni operative sono pubbliche dal 16 ottobre 2026, ma la circolare rinvia a un messaggio INPS successivo per la data ufficiale di apertura del servizio di invio. Alla data di redazione di questo articolo, quindi, il canale telematico non risulta ancora attivo.

Ecco le date da ricordare:

  • 16 ottobre 2026: pubblicazione della circolare INPS n. 106 con le istruzioni.
  • Data da definire: apertura del servizio per presentare la domanda, che verrà comunicata con un messaggio INPS.
  • Dicembre 2026: pagamento in un’unica soluzione di tutte le mensilità maturate, insieme alla mensilità di dicembre.
  • Termine ultimo per la domanda: non ancora indicato nelle fonti disponibili. Va controllato nel messaggio di apertura.

E gli errori da evirare: 

  • Aspettare l’ultimo giorno. Con la finestra di invio ancora da aprire, conviene muoversi appena arriva il messaggio dell’INPS.
  • Dimenticare i mesi lavorati. Verifica che la domanda comprenda tutti i mesi in cui hai diritto al bonus, perché ogni frazione di mese conta.
  • Sottovalutare il reddito. Il tetto di 40.000 euro si riferisce al reddito da lavoro 2026: se ti avvicini alla soglia, fai un calcolo prudente.
  • Ignorare il tipo di contratto. Se hai tre figli e un contratto a tempo indeterminato, il bonus non spetta per quei mesi.
  • Sbagliare l’IBAN. Un dato errato può bloccare o ritardare l’accredito di dicembre.

Domande frequenti sul bonus mamme 2026

Quanto spetta con un solo figlio?

Il bonus è riservato alle lavoratrici con almeno due figli. Con un solo figlio non si ha diritto al contributo, a meno che il secondo figlio non arrivi entro il 31 dicembre 2026: in quel caso il diritto parte dal mese della nascita.

Il bonus è tassato?

No. Il contributo non concorre al reddito imponibile.

Quando arrivano i soldi?

In un’unica soluzione a dicembre 2026, insieme alla mensilità relativa allo stesso mese, per tutte le mensilità maturate tra gennaio e dicembre.

Posso averlo se sono una partita IVA?

Sì, se sei una lavoratrice autonoma iscritta a una cassa professionale, alla Gestione Separata o a una gestione autonoma INPS, e rispetti requisiti e limite di reddito.

Le lavoratrici domestiche possono richiederlo?

No, il settore domestico, quindi colf e badanti, è escluso dal bonus.

La NASpI conta per il limite di 40.000 euro?

Secondo la circolare INPS, la NASpI non entra nel calcolo del limite di reddito.

Dove trovo l’annuncio ufficiale di apertura?

Sul sito inps.it, nella sezione dedicata a circolari e messaggi e nella scheda del Nuovo Bonus mamme. Conviene controllare con regolarità o rivolgersi a un patronato.

 




Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...