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Bonus Mamme e riasame delle domande, l'INPS attiva la funziona: chi ne può beneficiare, quando, istruzioni e procedura

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Il bonus mamme si arricchisce di una novità: l'INPS attiva la funzione di riesame delle domande. Approfondimento su beneficiari, scadenze, requisiti normativi e procedure per correggere eventuali errori.

Ogni giorno che passa riduce il tempo disponibile per rimediare a errori o mancati riconoscimenti delle richieste legate al Bonus Mamme relativo all’annualità 2025. L’introduzione della funzione di riesame da parte dell’INPS rappresenta, infatti, una svolta decisiva per tutte le lavoratrici che hanno ricevuto un rigetto o una concessione parziale del contributo previsto per legge. È l’ultimo appello per coloro che rischiano di perdere l’intero beneficio o di ricevere un importo inferiore: la scadenza del 2 maggio 2026 comporta un’attenzione massima al rispetto dei termini e alla corretta presentazione della documentazione.

Il nuovo servizio “Chiedi riesame” lanciato il 2 aprile 2026 permette alle interessate di agire tempestivamente e con maggiore consapevolezza. Si tratta di una funzione pensata per garantire equità e certezza nell’accesso a un beneficio che, nell’anno precedente, aveva creato diverse criticità, soprattutto a causa della tardiva pubblicazione delle istruzioni operative e della mancanza di chiarezza sulle procedure. Oggi, invece, ogni lavoratrice può reclamare quanto dovutole correggendo errori, integrando dati mancanti o aggiornando la domanda.

L’urgenza della situazione è legata ai 30 giorni concessi per il riesame dalla notifica del provvedimento negativo (o dal 2 aprile 2026 per pratiche precedenti). Superare questa finestra temporale equivale a perdere ogni diritto all’ulteriore verifica: è, quindi, imprescindibile agire subito. Le istruzioni sono rese disponibili direttamente dall’Istituto e, rispetto al passato, la procedura ora offre totale trasparenza grazie alla possibilità di visualizzare le motivazioni del diniego e allegare nuova documentazione giustificativa.

Questa nuova funzionalità si inserisce in un contesto dove ogni strumento utile a incrementare la presenza femminile attiva nel lavoro riveste una notevole importanza per il tessuto sociale ed economico. Il contributo, potenziato a 60 euro mensili per il 2026 e riferito al lavoro svolto nel 2025, può rappresentare un sostegno rilevante al bilancio familiare.

Solo le lavoratrici che dimostrano preparazione, tempestività e attenzione nella fase di riesame potranno realmente beneficiare di questa seconda possibilità: errori formali, dimenticanze e dati poco accurati sono infatti tra le principali cause di esclusione.

Chi può accedere al riesame e quali sono i requisiti: soggetti beneficiari, tempistiche e limiti normativi

La platea delle beneficiarie ammesse alla procedura di riesame è chiara e regolamentata secondo precise condizioni stabilite dalla normativa e ribadite dall’INPS. Può presentare richiesta di riesame esclusivamente chi, presentando domanda per il Bonus Mamme relativo al 2025, ha ricevuto un provvedimento di respinta dell’intera istanza oppure di accoglimento parziale rispetto alle mensilità richieste, come:

  • Lavoratrici dipendenti con almeno due figli (incluso personale delle Forze Armate e Comparto Sicurezza).
  • Età del figlio più piccolo inferiore a 10 anni alla data di riferimento del beneficio.
  • Limite di reddito annuale: 40.000 euro come soglia massima considerata sul 2025.
  • Esclusione categorica per le lavoratrici addette ai servizi domestici, che restano fuori sia dal beneficio che dalla possibilità di riesame.
Il diritto al riesame emerge per chi:
  • si è visto negare il beneficio per l’intero anno (domanda “Respinta”);
  • ha ricevuto il bonus solo per parte dei mesi lavorati (“Accolta parziale”);
  • ha ottenuto un pagamento inferiore a quello spettante per problemi di documentazione o errori nella compilazione della domanda.
Non è possibile presentare più istanze di riesame per gli stessi mesi: occorre quindi valutare con precisione ogni documento e motivazione allegata, poiché l’INPS autorizza una sola chance di revisione per ciascun periodo non riconosciuto.

Dal punto di vista normativo, la procedura trova fondamento nel messaggio INPS n. 1187/2026 e nei successivi aggiornamenti tecnici pubblicati dall’Istituto. Entro quando va inoltrata la domanda di riesame? Le tempistiche sono stringenti: il termine massimo sono 30 giorni dalla comunicazione dell’esito negativo (diniego o accoglimento parziale). Se questa data precede il 2 aprile 2026, la finestra si riapre e la scadenza cade comunque il 2 maggio 2026. Ogni ritardo oltre queste scadenze impedisce qualsiasi recupero successivo.

REQUISITI SPECIFICA
Stato domanda Respinta / Accolta parziale (per determinati mesi) / In corso / Conclusa con esclusione su periodi specifici
Numero figli Almeno 2, di cui il più piccolo con meno di 10 anni
Tipologia lavoro Lavoro subordinato/dipendente (incluso comparto Difesa/Sicurezza)
Reddito Non superiore a €40.000 annui
Esclusioni Lavoratrici domestiche escluse dalla misura
Termine invio richiesta Entro 30 giorni dalla data del provvedimento o, se antecedente, entro il 2 maggio 2026

Un aspetto rilevante è la possibilità di utilizzare la funzione di riesame non solo in caso di rifiuto totale, ma anche per i mesi esclusi dal beneficio pur con domanda accolta per altri periodi. Nel provvedimento consultabile nell’area riservata “Ricevute e provvedimenti” si trova la suddivisione mese per mese con le motivazioni dell’eventuale mancato riconoscimento.

La normativa di riferimento richiama la tutela dell’occupazione femminile e il sostegno alla genitorialità tramite strumenti selettivi: ogni passo effettuato nell’uso della funzione “Chiedi riesame” è, quindi, sottoposto a verifica dei requisiti con documentazione aggiornata e relativa ai periodi contestati.

I limiti fissati dal regolamento vietano la cumulabilità del bonus con altri esoneri contributivi previsti specificamente per le madri lavoratrici (ad esempio lo sgravio del 9,19%). Il rispetto di tali condizioni è essenziale sia nella fase di domanda originaria che nell’eventuale riesame.

Come richiedere il riesame: procedura INPS, documentazione, errori comuni e consigli pratici per ottenere il bonus

La nuova funzionalità “Chiedi riesame” si attiva esclusivamente online accedendo al portale INPS tramite SPID, CIE o CNS. Una volta entrate nella propria area personale, occorre individuare la domanda relativa al "Nuovo Bonus mamme" e selezionare l’opzione dedicata, seguendo il percorso: Sostegni, Sussidi e Indennità ? Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità ? Per genitori ? Vedi tutti i servizi ? Nuovo Bonus mamme.

  • Verifica delle motivazioni: nella sezione “Ricevute e provvedimenti” è possibile consultare puntualmente la decisione assunta dalla Commissione INPS, con evidenza di dati anagrafici, periodi riconosciuti o esclusi e relative motivazioni.
  • Preparazione della richiesta di riesame:
    Il formulario online richiede l’inserimento delle motivazioni per cui si richiede la revisione, la segnalazione di eventuali errori da correggere (es. dati dei figli, rapporti di lavoro, periodi lavorati non indicati) e l'allegazione di documenti giustificativi (contratti, buste paga, certificati di stato di famiglia, ecc.).
  • Correzione dati: la piattaforma permette di modificare o integrare solo per i mesi oggetto di contestazione:
    • aggiunta/modifica di rapporti di lavoro non presenti;
    • aggiornamento o rettifica dei dati dei figli;
    • cancellazione di informazioni errate inserite originariamente.
  • Invio e attestazioni: una volta completata la compilazione e caricati gli eventuali allegati, l’invio definisce in modo irrevocabile la richiesta su quei mesi, non potendo essere ripetuta per gli stessi periodi.
  • Tutorial e assistenza: nell’area informativa del servizio è presente una guida ufficiale aggiornata.
Gli errori più frequenti che causano respingimenti sono:
  • errata o incompleta indicazione dei periodi di lavoro effettivo;
  • dimenticanza di rapporti di lavoro a termine;
  • compilazione scorretta dei dati anagrafici dei figli minori;
  • mancata allegazione della documentazione necessaria (contratti, buste paga...);
  • superamento dei limiti di reddito previsti;
  • richiesta del beneficio in presenza di altre agevolazioni incompatibili o cumulabili per legge.
Analisi tecnica e confronto con la procedura ordinaria: mentre nella fase di invio domanda il controllo era effettuato sulla base di dati autodichiarati e disponibili fino al termine di gennaio 2026, la funzione di riesame consente ora un maggior dettaglio di verifica e integrazione, grazie soprattutto alla nuova possibilità di correggere formalismi e allegare ulteriore documentazione.

Confrontando con il sistema preesistente, il principale elemento di novità sta nella possibilità di intervenire direttamente sulle pratiche respinte o parzialmente accolte senza dover passare da una nuova domanda o attendere istruttorie lunghe. La verifica puntuale dei motivi del diniego, presente ora in PDF per ogni mese di riferimento, consente azioni mirate e circostanziate per ogni periodo, favorendo l’analisi concreta e aumentando drasticamente le chance di recuperare le somme dovute, inclusi eventuali arretrati del 2025.

Consigli pratici per evitare errori:

  • Analizzare dettagliatamente il provvedimento di reiezione/parziale accoglimento prima di qualsiasi invio;
  • Verificare tutti i dati anagrafici e i rapporti di lavoro inseriti, inserendo unicamente le informazioni aggiornate al periodo contestato;
  • Raccogliere ed allegare la documentazione in modo sistematico per ogni singolo mese che si intende correggere, specificando con precisione le motivazioni del mancato riconoscimento secondo avvisi INPS;
  • Preparare una breve relazione ove si evidenzino errori o omissioni rilevate rispetto ai dati contributivi/lavorativi;
  • Verificare eventuali altre prestazioni percepite, per evitare incompatibilità regolamentari.
Per quanto riguarda i tempi di risposta, non sono previsti standard fissi per l’esito della revisione. L’amministrazione INPS punta a una trattazione tempestiva, ma ad oggi l’unico obbligo riguarda il rispetto dei termini per la domanda di riesame. L’esito finale viene notificato tramite il portale nella sezione pratiche, con messaggi separati per ogni periodo oggetto della richiesta.


Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...