La detrazione fiscale dedicata all’arredo di immobili ristrutturati si conferma anche per il 2026 come misura di riferimento anche per chi possiede una seconda abitazione. L’agevolazione si applica in presenza di interventi di recupero edilizio ed è pensata per sostenere economicamente i contribuenti che si trovano a dover acquistare nuovi arredi ed elettrodomestici dopo la ristrutturazione di una seconda casa o di altri immobili residenziali.
Requisiti e soggetti beneficiari: chi può accedere al bonus mobili seconde case
L’accesso all'agevolazione fiscale per gli immobili diversi dall’abitazione principale è previsto per una gamma ampia di contribuenti. Può beneficiare del bonus mobili chi possiede o detiene un diritto reale sull’immobile (proprietario, nudo proprietario), ma anche:
- locatari o comodatari dell’unità immobiliare oggetto di ristrutturazione,
- soci di cooperative abitative,
- imprenditori individuali (esclusivamente se l’immobile non è un bene aziendale),
- familiare convivente o coniuge che sostiene le spese documentate.
L’elemento qualificante è rappresentato dalla
presenza di interventi edilizi di recupero, tra cui:
- manutenzione straordinaria,
- restauro o risanamento conservativo,
- ristrutturazione edilizia (frazionamenti, accorpamenti, demolizione e ricostruzione limitate alle regole urbanistiche),
- ripristino a seguito di danni causati da eventi calamitosi in stato d’emergenza.
Per i
lavori avviati dal 1° gennaio 2025 non si opera più la distinzione tra prima e seconda abitazione in relazione alla percentuale di detrazione: sia le abitazioni principali che ulteriori immobili residenziali possono ottenere la stessa aliquota prevista per l’anno in corso.
Tuttavia, la mera esecuzione di semplici interventi di manutenzione ordinaria, come tinteggiatura o sostituzione di pavimenti/porte interne senza opere murarie, non dà diritto alla detrazione se non effettuata in un ambito più ampio (ad esempio nel contesto di lavori di manutenzione straordinaria).
Percentuali di detrazione, importi e limiti di spesa per il 2026
La disciplina attuale stabilisce che la detrazione per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati alle seconde case oggetto di ristrutturazione sia pari al 50% della spesa sostenuta, calcolata su un tetto massimo di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Tale beneficio fiscale viene suddiviso in dieci quote annuali di pari importo e riconosciuto esclusivamente ai contribuenti che dichiarano le spese nel proprio modello 730 o Redditi Persone Fisiche.
| Parametro |
Valore |
| Aliquota detrazione |
50% |
| Spesa massima agevolabile |
5.000 euro |
| Detrazione massima |
2.500 euro |
| Durata ripartizione |
10 anni |
Il tetto massimo ha valenza per ogni singola unità (pertinenze incluse); chi possiede più proprietà e avvia ristrutturazioni su ciascuna può accedere allo sconto per ogni intervento.
È importante sottolineare che le spese accessorie come trasporto e montaggio rientrano nel plafond detraibile solo se pagate con le stesse modalità ammesse per l’acquisto dei beni.
Mobili ed elettrodomestici agevolabili con il bonus: cosa si può acquistare
Il perimetro dei beni agevolabili comprende esclusivamente articoli nuovi di fabbrica:
- arredi essenziali quali letti, armadi, cassettiere, librerie, tavoli, sedie, scrivanie, comodini, divani, poltrone e credenze,
- materassi,
- apparecchi di illuminazione funzionali al completamento dell’arredo.
Per quanto riguarda i
grandi elettrodomestici, sono ammissibili acquisti solo se rispettano specifici
requisiti di efficienza energetica:
- forni almeno in classe A,
- lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie almeno in classe E,
- frigoriferi e congelatori almeno in classe F.
Non sono ammessi all’agevolazione:
- elettrodomestici usati,
- piccoli dispositivi privi d’etichetta energetica,
- porte, pavimentazioni, tende, tendaggi e altri complementi non funzionali all’arredo,
- mobili destinati a immobili diversi da quelli oggetto di interventi edilizi.
L’acquisto di beni è agevolabile anche per ambienti diversi dalla stanza effettivamente coinvolta nei lavori, purché faccia parte dello stesso immobile interessato dall’intervento. Inoltre, le spese per trasporto e montaggio sono integrate nel plafond se rispettano le modalità previste dalla normativa.
Condizioni operative: come ottenere il bonus e modalità di pagamento accettate
L’ottenimento della detrazione è subordinato al rispetto di specifiche procedure e all’utilizzo di metodi di pagamento tracciabili. I requisiti principali sono:
- documentare l’avvenuta ristrutturazione mediante titoli abilitativi/permessi o dichiarazione sostitutiva ove previsto,
- effettuare l’acquisto dei beni successivamente all’avvio dei lavori (la data di inizio ristrutturazione deve precedere quella di acquisto).
Sono ammessi solo:
- bonifici bancari ordinari (non è necessario il cosiddetto "bonifico parlante" previsto per altri incentivi),
- pagamenti con carte di credito o debito,
- finanziamenti a rate, esclusivamente quando la società finanziaria effettua i versamenti con le modalità indicate e rilascia apposita documentazione.
Sono invece
vietati assegni e contanti: in caso di utilizzo di strumenti non tracciabili si perde il diritto all’agevolazione.
Per usufruire dello sconto fiscale, il soggetto che sostiene la spesa e quello indicato in fattura devono coincidere; è indispensabile conservare tutte le ricevute e i documenti come prova del pagamento e della natura del bene acquistato, pena la decadenza dal beneficio.
Vincoli, esclusioni e incompatibilità con altri incentivi fiscali
Il quadro normativo stabilisce alcuni limiti e non cumulabilità con determinati incentivi:
- Il bonus per l’arredo delle seconde case è strettamente legato alla ristrutturazione edilizia: senza lavori edilizi, nessuna detrazione sugli acquisti.
- L’agevolazione non è cumulabile con il contributo ministeriale per elettrodomestici (Mimit); il contribuente deve scegliere una sola forma di incentivazione sui medesimi prodotti.
- La detrazione è personale e non si trasferisce in caso di vendita dell’immobile o di successione.
- Il limite di spesa si applica a ogni singola unità immobiliare: ristrutturando più immobili distinti, il bonus si ripete, sempre entro i tetti annuali previsti.
È possibile fruire della detrazione anche per le parti comuni condominiali, ma esclusivamente per arredi destinati a questi spazi specifici.
Obblighi documentali e comunicazione all’ENEA
Per la corretta fruizione dello sconto fiscale, esattamente come previsto per l'accesso agli altri bonus edilizi 2026, è essenziale acquisire e conservare la documentazione relativa a:
- pagamenti tracciabili (ricevuta bonifico, quietanza carta, documentazione del finanziamento),
- fatture o "scontrini parlanti" con l’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni,
- titoli abilitativi o dichiarazioni per la ristrutturazione.
La normativa introduce inoltre l’obbligo, per chi acquista grandi elettrodomestici, di
trasmettere comunicazione all’ENEA tramite l’apposito portale bonus casa, entro
90 giorni dalla data di acquisto o pagamento. I dati richiesti riguardano:
- beneficiario e immobile,
- caratteristiche e classe energetica degli apparecchi,
- modalità di pagamento.