Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Quali sono i bonus edilizi 2026 migliori da utilizzare per i diversi lavori e interventi da fare

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quali bonus edilizi 2026 migliori utiliz

Capire quale sia il più conveniente bonus edilizio da usare per effettuare interventi in casa dipende da diversi fattori che devono essere ben analizzati

I bonus per l’edilizia rappresentano un insieme di agevolazioni fiscali pensate per dare impulso alla riqualificazione degli immobili, favorendo lavori di ristrutturazione, efficientamento energetico e messa in sicurezza degli edifici. Attraverso queste misure lo Stato sostiene proprietari, inquilini e condomini, rendendo più accessibili interventi che migliorano comfort, sicurezza e valore dell’abitazione. L’importanza dei bonus edilizi risiede anche nella loro capacità di incentivare investimenti attraverso detrazioni sulle imposte che alleggeriscono il peso delle spese sostenute.

Le principali novità sui bonus edilizi 2026: tra conferme e cambiamenti

Il 2026 conferma alcune importanti agevolazioni per l’edilizia, introducendo alcune modifiche rispetto al passato. Dopo il periodo di grandi incentivi straordinari, emerge un quadro più stabile con priorità ai bonus "ordinari" rispetto a soluzioni temporanee. Le aliquote di detrazione sono rimaste in parte invariate per la prima casa, con alcune riduzioni per seconde abitazioni e altri immobili.

Le principali conferme riguardano:

  • Bonus ristrutturazioni, con detrazione del 50% per l’abitazione principale (su spesa massima di 96.000 euro) e del 36% per altri immobili.
  • Ecobonus, che resta attivo per interventi di efficientamento energetico: detrazione al 50% sulla prima casa e al 36% sugli altri immobili, con massimale di 120.000 euro.
  • Sismabonus per la riduzione del rischio sismico, riconfermato con detrazioni del 50% sulla prima casa e 36% sulle altre (sempre su 96.000 euro di spesa).
  • Bonus mobili ed elettrodomestici, esteso fino al 31 dicembre 2026: detrazione del 50% su spesa massima di 5.000 euro, legata a lavori di ristrutturazione.
Le novità da sottolineare sono legate alla fine del Superbonus, ora ridotto alle sole situazioni molto specifiche e non più attivabile per nuovi interventi ordinari. Il bonus barriere architettoniche con detrazione 75% non è stato prorogato: la relativa spesa rientra dal 2026 nel bonus ristrutturazioni. Pianificare con attenzione, verificando la tipologia di intervento e le aliquote aggiornate, è importante per sfruttare al meglio le opportunità offerte.

Tabella riepilogativa dei bonus edilizi 2026: aliquote, limiti e requisiti

Bonus Aliquota Massimale di spesa Requisiti principali
Ristrutturazione (abitazione principale) 50% 96.000 € Proprietari/titolari diritti reali; lavori su prima casa; spese tracciabili
Ristrutturazione (altri immobili) 36% 96.000 € Proprietari, titolari diritti reali, locatari/conviventi; immobili diversi da principale
Ecobonus (abitazione principale) 50% 120.000 € Interventi su efficienza/risparmio energetico; trasmittanza per infissi; documentazione ENEA
Ecobonus (altri immobili) 36% 120.000 € Come sopra, ma su seconde case/unità diverse
Sismabonus (prima casa) 50% 96.000 € Interventi per riduzione rischio sismico; nel rispetto delle zone classificate
Sismabonus (altri immobili) 36% 96.000 € Idem ma su immobili non principali
Bonus sicurezza 50% / 36% Incluso in quota ristrutturazione Installazione porte blindate, inferriate, sistemi antieffrazione
Bonus mobili/elettrodomestici 50% 5.000 € Acquisto collegato a ristrutturazione iniziata da 2025; spese documentate

Ogni detrazione si recupera in 10 quote annuali tramite dichiarazione dei redditi. La massima detrazione ottenibile si calcola moltiplicando la spesa ammessa per l'aliquota prevista. Si ricorda inoltre il limite massimo annuale per chi possiede redditi >75.000 euro (in base a figli a carico).

Guida ai bonus edilizi confermati: quali sono e per quali lavori si applicano

Il 2026 offre ancora una gamma di bonus edilizi destinati a diverse tipologie di intervento sugli immobili. Queste agevolazioni trovano applicazione in numerosi scenari, distinguendosi per finalità, importi e requisiti di accesso. Di seguito una panoramica aggiornata delle soluzioni disponibili:

  • Manutenzioni straordinarie e ristrutturazioni di interni, efficientamento energetico, sostituzione di serramenti e infissi
  • Installazione di impianti a basso consumo, sistemi antieffrazione, barriere contro intrusioni
  • Lavori strutturali su edifici in zone sismiche
  • Acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici collegati a ristrutturazioni in corso.
I bonus edilizi si differenziano per aliquota e massimale in base alla natura dell’immobile (prima casa vs. seconda casa) e alle spese sostenute. L’aliquota più elevata riguarda la prima casa, favorendo la riqualificazione dell’abitazione principale a fronte di agevolazioni ridotte per altri immobili. 

Bonus ristrutturazione: detrazioni, limiti e lavori ammessi

Il bonus ristrutturazione resta l’incentivo più utilizzato e stabile, rivolto a chi interviene su edifici esistenti per migliorare la funzionalità o l’efficienza. Nel 2026 le condizioni sono le seguenti:

  • Aliquota 50% per gli interventi sull’abitazione principale; 36% per altri immobili
  • Limite di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare
  • Detrazione recuperata in 10 anni
  • Copre lavori di manutenzione, ristrutturazione edilizia, recupero conservativo, restauri, sostituzione infissi, rifacimento bagni, messa in sicurezza
  • Accessibile a proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, locatari, familiari conviventi.
Tra i vantaggi: ampiezza degli interventi agevolabili ed estensione a parti comuni condominiali. Resta l’obbligo di documentazione tracciabile (fatture, bonifici parlanti) e, in alcuni casi, di titolo abilitativo edilizio (CILA o SCIA).

Bonus mobili ed elettrodomestici: caratteristiche e modalità di utilizzo

Strettamente legato al bonus ristrutturazioni è il bonus dedicato all’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici che continua per tutto il 2026, ma a chiare condizioni:

  • Detrazione 50% su spesa massima di 5.000 euro
  • Collegamento obbligatorio a lavori di recupero edilizio avviati dal 1° gennaio 2025
  • Agevolazione limitata a beni destinati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione agevolata (esclusi: tende, decorazioni minori)
  • Per i grandi elettrodomestici: dispositivi almeno in classe B e origine CEE
  • La spesa agevolata può essere ripartita tra più anni e più acquisti sul medesimo immobile purché nel tetto previsto
Per beneficiare della detrazione è fondamentale la corretta tracciabilità (fatture e bonifici specifici). È consentito solo se il cantiere di ristrutturazione è ancora aperto o è stato avviato nell’anno precedente.

Ecobonus: detrazioni, interventi e modalità di accesso

L’agevolazione per interventi di efficientamento energetico (ecobonus) è pensata per promuovere un risparmio energetico reale e misurabile. Consente di detrarre:

  • 50% della spesa per la prima casa su lavori come sostituzione infissi, installazione di impianti fotovoltaici, pompe di calore e pannelli solari; 36% per immobili diversi dalla principale
  • Massimale di spesa: 120.000 euro
  • Ripartizione in 10 quote annuali
  • Non più ammessi incentivi per sostituzione di caldaie alimentate a combustibili fossili
  • Requisiti tecnici più rigorosi: infissi con valori di trasmittanza conformi alla zona climatica, obbligo di comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori
  • Ampiezza della platea: fruibile da soggetti IRPEF e IRES.
L’ecobonus può essere applicato sia per la sostituzione semplice degli infissi che per lavori più complessi di riqualificazione impiantistica. La spesa deve essere tracciabile e l’intervento conforme alle regole tecniche vigenti.

Sismabonus, bonus sicurezza e barriere architettoniche: come funzionano

Il sismabonus sostiene lavori di consolidamento e messa in sicurezza contro il rischio sismico:

  • 50% di detrazione sulla prima casa, 36% per altri immobili
  • Massimale: 96.000 euro
  • Riguarda interventi su edifici in zone classificate a rischio
  • Esteso, in versioni più alte, agli immobili in aree colpite da eventi sismici specifici (es. Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo)
Il bonus sicurezza rientra nella quota ristrutturazione e si applica a:
  • Installazione porte blindate, inferriate, tapparelle antieffrazione, sistemi di videosorveglianza
  • Detrazione identica a quella ristrutturazione (50%/36%).
Dalla fine del 2025 la detrazione specifica 75% per abbattimento delle barriere architettoniche non viene prorogata: dal 2026 le spese tornano nella sfera del bonus ristrutturazione, con le aliquote ordinarie.

Come scegliere il bonus edilizio più conveniente in base ai lavori da fare

La convenienza tra le varie agevolazioni dipende dalla tipologia di intervento programmato e dalla natura dell'immobile. Di seguito alcune linee guida per orientarsi nella scelta:

  • Ristrutturazioni generali su prima casa: il bonus ristrutturazione con aliquota 50% resta il più vantaggioso per l'estensione degli interventi agevolabili.
  • Lavori di efficientamento energetico (infissi, caldaie, impianti): ecobonus 50% (prima casa). Per cambiamenti più semplici e assenza di requisiti tecnici stringenti si può valutare il bonus ristrutturazione.
  • Miglioramenti di sicurezza strutturale in zone sismiche: sismabonus (con aliquote come bonus ristrutturazione) è dedicato e presuppone specifiche tecniche e zone di rischio.
  • Acquisto di mobili/elettrodomestici dopo cantiere: bonus mobili, purché collegato a lavori di recupero edilizio iniziati nel 2025 o 2026.
  • Interventi di eliminazione barriere architettoniche: dal 2026 rientrano in bonus ristrutturazione.
Il confronto tra le detrazioni richiede inoltre di verificare capienza fiscale personale, limiti massimi e vincoli temporali (avvio lavori, tipologia di titolarità, ecc.). 

Errori da evitare e consigli pratici per non perdere le agevolazioni

Per non perdere il beneficio fiscale si raccomanda di:

  • Verificare da subito se l’intervento rientra tra quelli agevolati
  • Accertare la regolarità catastale e urbanistica dell’immobile
  • Utilizzare esclusivamente bonifici con causale appropriata
  • Intestare tutte le fatture e richiedere i certificati necessari (ENEA, conformità impianti)
  • Conservare la documentazione almeno 10 anni
  • Affidarsi a professionisti qualificati per la parte tecnica.


Leggi anche