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C'è qualche reale probabilità che la Groenlandia venga presa dagli Usa alla Danimarca?

di Marcello Tansini pubblicato il
groelandia può diventare americana o

Quali sono le possibilità che la Groelandia diventi uno Stato Usa evenga totlo alla Germania? Uno scenario appare molto più concreto e probabile

La Groenlandia, gigante bianco dell’Artico, è da decenni oggetto di attenzioni politiche e strategiche che vanno ben oltre le sue dimensioni e la relativa scarsità di popolazione. L’interesse degli Stati Uniti verso questa isola, oggi autonoma ma ancora parte del Regno di Danimarca, si è riacceso negli ultimi anni, ponendo domande su ipotesi e scenari di un possibile passaggio di sovranità. Il dibattito coinvolge non solo Washington e Copenaghen, ma anche la società groenlandese e l’intera comunità internazionale, chiamata a confrontarsi con la crescente competizione geopolitica nell’Artico.

Le motivazioni strategiche, economiche e geopolitiche degli Stati Uniti sulla Groenlandia

Dietro le rinnovate ambizioni statunitensi verso la Groenlandia si cela una molteplicità di motivazioni che intrecciano questioni strategiche, economiche e geopolitiche. Negli ultimi anni la Casa Bianca ha più volte ribadito la “necessità assoluta” per gli USA di controllare l’isola, sostenendo la tesi della difesa nazionale come priorità su ogni altra risorsa disponibile. “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale, non per i minerali”, ha dichiarato il presidente Trump, sottolineando la rilevanza dell’isola nel monitoraggio delle rotte artiche e nella deterrenza rispetto alle presenze russe e cinesi nell’area.

L’importanza militare dell’isola, già sede della base statunitense di Pituffik (ex Thule Air Base), trova radici nell’epoca della Guerra Fredda. Attualmente la presenza Usa si configura attraverso attività strategiche e sistemi di early warning missilistici, che affiancano la funzione primaria di sorveglianza dell’Artico.

Il territorio, però, è anche forziere di risorse preziose: petrolio, gas naturale e, soprattutto, terre rare, fondamentali per la tecnologia digitale e la transizione energetica. Analisi recenti attribuiscono all’isola riserve di 43 dei 50 minerali considerati critici dal governo americano, rendendo la Groenlandia uno degli obiettivi più appetibili sul piano globale. Tuttavia, lo sfruttamento di tali risorse comporterebbe impatto ambientale e investimenti infrastrutturali molto consistenti, il cui costo e gestione sono fonti di dibattito tra gli attori internazionali.

Non va trascurato il peso crescente delle rotte commerciali artiche: con il riscaldamento globale e la progressiva riduzione dei ghiacci polari, nuove vie marittime stanno diventando più percorribili, accrescendo ulteriormente il valore strategico della Groenlandia come nodo tra Atlantico e Pacifico.

Le posizioni di Danimarca, Groenlandia e le prospettive future di un'annessione

La reazione ufficiale della Danimarca di fronte alle reiterate richieste e pressioni di Washington è stata netta. Il Primo Ministro danese, insieme ai leader groenlandesi, ha sempre escluso qualsiasi ipotesi di cessione del territorio, ribadendo la piena appartenenza dell’isola ai suoi abitanti. “La Groenlandia è dei groenlandesi e gli Stati Uniti non se ne approprieranno”, recita una dichiarazione condivisa dai governi di Copenaghen e Nuuk.

Il sentimento nella società groenlandese riflette la stessa posizione: i sondaggi più recenti evidenziano che l’ampia maggioranza aspira a una maggiore autonomia dall’amministrazione danese, ma solo una piccola percentuale considera accettabile un’integrazione con gli Stati Uniti. Il desiderio, piuttosto, resta quello di un’indipendenza progressiva, eventualmente accompagnata da nuovi accordi bilaterali che permettano di valorizzare risorse e sicurezza senza rinunciare a una propria identità.

Dalla prospettiva di Copenaghen, la tutela dell’isola rappresenta anche parte integrante delle strategie di sicurezza della NATO. L’introduzione di nuovi programmi di difesa e di sorveglianza, investimenti consistenti in flotte, radar e aeroplani, e la costituzione di un nuovo comando operativo a Nuuk indicano la volontà di mantenere saldo il controllo dell’Artico, limitando qualsiasi possibilità di cambi di stato non consensuali.

Alla luce delle tensioni e delle variabili interne, uno scenario di annessione forzata viene considerato altamente improbabile dagli osservatori internazionali. Più concreto resta il rischio che le pressioni americane spingano la Groenlandia a rinegoziare i rapporti con la Danimarca o a ridefinire il proprio ruolo nello scacchiere artico, instaurando nuove forme di collaborazione — in particolare per quanto riguarda la sicurezza e lo sfruttamento responsabile delle risorse.