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Caffettiera Ikea esplode in un bungalow a Mandello: il modello coinvolto, la pesante condanna e la risposta azienda

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Una caffettiera Ikea è esplosa in un bungalow a Mandello del Lario ferendo una orefice milanese. Il Tribunale di Milano ha condannato Ikea e il camping a risarcire 170mila euro. La storia.

Una vacanza sul lago di Como che si trasforma in un incubo per una caffettiera esplosa durante l’uso. A Mandello del Lario, in provincia di Lecco, una caffettiera Ikea è scoppiata all’interno di un bungalow di un campeggio, provocando ferite a una orefice milanese di 43 anni. La vicenda è arrivata davanti al Tribunale di Milano, che ha stabilito una condanna da 170mila euro di risarcimento a carico del produttore e della struttura ricettiva.

Il caso ha un risvolto che lo rende ancora più rilevante per i consumatori: Ikea aveva già richiamato il modello interessato dal difetto. Vediamo cosa è successo, quale caffettiera potrebbe essere coinvolta, come il giudice ha ripartito le responsabilità e che cosa succederà adesso.

Cosa è successo a Mandello del Lario

L’episodio si è verificato in un bungalow di un camping di Mandello del Lario, località turistica sulla sponda lecchese del lago di Como. Una ospite, orefice milanese di 43 anni, stava usando la caffettiera Ikea messa a disposizione nell’alloggio quando il dispositivo è esploso, proiettando all’esterno il contenuto bollente e parti dell’apparecchio. La donna ha riportato ferite e ha deciso di rivolgersi alla giustizia civile per ottenere un risarcimento dei danni.

Le caffettiere moka, o da caffè “a pressione”, funzionano grazie al vapore generato dall’acqua riscaldata. Se un componente di sicurezza non lavora correttamente, la pressione interna può salire oltre il limite e il recipiente può scoppiare. Per questo molti modelli sono dotati di una valvola di sicurezza, progettata proprio per scaricare la pressione in eccesso.

Il modello coinvolto: cosa si sa e cosa resta da chiarire

Veniamo al punto che interessa di più chi ha una caffettiera Ikea in casa: qual è il modello coinvolto? Nelle informazioni disponibili sulla vicenda non viene indicato con certezza il nome del prodotto protagonista dell’esplosione di Mandello. È quindi corretto non attribuire con sicurezza il fatto a un modello specifico finché non lo precisano le carte processuali o l’azienda.

Esiste però un precedente che merita attenzione. Ikea ha infatti richiamato la caffettiera Metallisk da 0,4 litri con valvola di sicurezza in acciaio inossidabile, per un rischio di scoppio durante l’utilizzo. Il richiamo riguarda i prodotti con codici di produzione compresi tra 2040 e 2204, realizzati tra ottobre 2020 e i primi mesi del 2022. Secondo Ikea, il rischio è aumentato in seguito alla modifica del materiale e del processo di produzione della valvola di sicurezza, e sono interessati solo gli esemplari con la valvola color argento/grigio.

Va ribadito con chiarezza: si tratta di un richiamo realmente avvenuto e documentato, ma non è confermato che l’esemplare esploso a Mandello sia proprio una Metallisk. Il collegamento è plausibile, visto che la notizia sottolinea come il modello coinvolto fosse già stato richiamato, ma per ora va trattato come ipotesi e non come dato accertato.

La sentenza del Tribunale di Milano: 70% al produttore, 30% al camping

Il Tribunale di Milano ha ricostruito la vicenda e ripartito le responsabilità in modo netto:

  • 70% della responsabilità al produttore, cioè Ikea
  • 30% alla struttura ricettiva, cioè il camping di Mandello del Lario
Di conseguenza, Ikea e il campeggio sono stati condannati a risarcire 170mila euro alla donna ferita. Il giudice ha quindi riconosciuto che la parte preponderante della colpa ricade sull’azienda che ha progettato e messo in commercio il prodotto, ma ha ritenuto che anche chi gestisce l’alloggio abbia una quota di responsabilità.

Perché al camping viene attribuito il 30%? In casi di questo tipo, la struttura che mette a disposizione degli ospiti attrezzature e dotazioni risponde della sicurezza di ciò che offre ai clienti. Questo comprende anche il dovere di verificare che gli oggetti forniti non siano oggetto di richiami noti. È un punto che interessa tutti i gestori di case vacanza, bed and breakfast, hotel e appartamenti in affitto breve.

Il richiamo di Ikea e la risposta dell’azienda e la posizione del camping

Uno degli elementi più delicati dell’intera vicenda è che Ikea aveva già richiamato il modello. Un richiamo di prodotto è una procedura con cui l’azienda invita i consumatori a smettere di usare un articolo perché potenzialmente pericoloso, di norma offrendo la restituzione e il rimborso.

Nel caso della Metallisk, Ikea ha invitato a non usare gli esemplari interessati e a restituirli in qualsiasi punto vendita per ottenere il rimborso, anche senza presentare lo scontrino fiscale. Anche nei mercati esteri sono state segnalate decine di episodi: negli Stati Uniti l’autorità per la sicurezza dei prodotti ha parlato di 16 incidenti di caffettiere scoppiate, di cui quattro con feriti a livello mondiale.

Il richiamo da solo non basta a evitare ogni responsabilità. Un’azienda deve garantire non solo che il prodotto sia sicuro al momento della vendita, ma anche che le campagne di richiamo raggiungano davvero chi ha acquistato l’articolo. Una caffettiera finita in un bungalow di un campeggio, magari acquistata dal gestore e dimenticata in una cucina condivisa, è un caso emblematico di prodotto che può sfuggire alle comunicazioni rivolte ai consumatori.

Sulla posizione di Ikea rispetto alla condanna, nelle informazioni disponibili non risulta una dichiarazione ufficiale sulla sentenza. L’unico elemento certo è che l’azienda aveva già avviato il richiamo del modello in questione. Qualora l’azienda intervenisse con un comunicato, questo articolo andrà aggiornato.

Molto netta, invece, la posizione della parte che gestisce il campeggio. L’avvocato Luca Scaltriti, che assiste la titolare del camping di Mandello del Lario, ha fatto sapere di voler proporre alla cliente di impugnare il verdetto, “poiché la responsabilità dell’incidente va attribuita solo a Ikea”.

La linea difensiva è chiara: secondo il legale, il camping non avrebbe alcuna colpa, perché il difetto era del prodotto e a rispondere dovrebbe essere soltanto il produttore. La sentenza, quindi, potrebbe non essere l’ultima parola e il procedimento potrebbe proseguire in appello.

Perché questa sentenza interessa anche i gestori di strutture turistiche e cosa succede ora

Per campeggi, villaggi turistici, B&B e affittacamere il messaggio è chiaro: non basta fornire un alloggio pulito e funzionante. È opportuno tenere un registro delle attrezzature, controllare periodicamente gli avvisi di sicurezza dei produttori e sostituire con tempestività i prodotti richiamati. Una caffettiera che costa poche decine di euro può trasformarsi in un risarcimento da centinaia di migliaia di euro.

Il verdetto del Tribunale di Milano è un primo punto fermo, ma la partita potrebbe non essere conclusa. L’ipotesi di impugnazione annunciata dall’avvocato Scaltriti apre la strada a un possibile giudizio d’appello, nel quale potrebbe essere rimessa in discussione la ripartizione 70 a 30 tra produttore e struttura. Resta inoltre da chiarire, con i documenti alla mano, quale fosse il modello esatto della caffettiera esplosa e se rientrasse nel perimetro del richiamo.

Domande frequenti

Quale caffettiera Ikea è esplosa a Mandello del Lario?
Il modello non è stato indicato con certezza. Ikea ha però richiamato la Metallisk da 0,4 litri con valvola in acciaio inossidabile, ma non è confermato che sia quella coinvolta.

Quanto dovranno pagare Ikea e il camping?
Il Tribunale di Milano ha disposto un risarcimento complessivo di 170mila euro, con il 70% di responsabilità attribuito al produttore e il 30% alla struttura.

Chi ha subito l’incidente?
Una orefice milanese di 43 anni, rimasta ferita dall’esplosione nel bungalow del campeggio.

La sentenza è definitiva?
No. L’avvocato Luca Scaltriti, legale della titolare del camping, ha annunciato di voler proporre di impugnare il verdetto.

Come faccio a sapere se la mia caffettiera è stata richiamata?
Controlla il codice di produzione sull’apparecchio e consulta la pagina dei richiami sul sito Ikea oppure contatta il Servizio Clienti.






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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...