Un 72enne dell’Ohio ha seguito il corriere con un GPS per trovare le carte Pokémon. Rischiava 180 giorni di carcere e 1.000 dollari di multa
er mettere le mani su una bustina di carte Pokémon c’è chi fa la fila all’alba, chi segue i profili social dei rivenditori e chi si affida ai gruppi di segnalazione. Un pensionato dell’Ohio ha scelto una strada molto più rischiosa: nascondere un localizzatore GPS sul furgone di una corriera per scoprire dove e quando sarebbero arrivate le nuove scorte. Ora quella scelta gli è costata un procedimento penale. È la storia di una passione degenerata in qualcosa che la giustizia americana considera a tutti gli effetti una forma di persecuzione.
Il protagonista è Kent Kubasta, 72 anni, residente a Medina, in Ohio. Secondo i documenti della Wayne County Municipal Court, ripresi da diversi media statunitensi, l’uomo avrebbe applicato un dispositivo Spytec GPS al veicolo di una donna che lavorava come corriera e fornitrice di carte collezionabili.
Il dispositivo è un tracker di uso commerciale, facile da acquistare, che si collega a un’applicazione per smartphone e permette di vedere in tempo reale gli spostamenti del mezzo su cui è installato. Per chi vuole sapere in anticipo dove verrà consegnata la merce, è uno strumento potentissimo. Per chi viene seguito senza saperlo, è una violazione grave della propria libertà e della propria sicurezza.
Il fatto risale a giugno 2026. La corriera ha trovato il tracker attaccato al suo furgone mentre effettuava una consegna di carte Pokémon a un punto vendita Walmart di Wooster, nella contea di Wayne. Dalle ricostruzioni risulta che la donna si trovasse nella zona del negozio specializzato Operation Fandom quando è emersa la presenza del dispositivo.
La scoperta ha fatto scattare le indagini. Gli agenti sono arrivati rapidamente a Kubasta, che avrebbe ammesso quello che aveva fatto. Nella dichiarazione rilasciata alla polizia, l’uomo avrebbe spiegato di aver piazzato il localizzatore per seguire gli spostamenti della corriera e le consegne di carte Pokémon. Una motivazione semplice e disarmante, che nei documenti del tribunale non è accompagnata da ulteriori dettagli su cosa intendesse fare con quelle informazioni. L’identità della donna non è stata resa pubblica e il suo nome è stato oscurato negli atti, presumibilmente per tutelarla.
C’è un aspetto della vicenda che va oltre la curiosità. I localizzatori come quello usato in Ohio sono dispositivi economici, miniaturizzati e di libera vendita. Non sfruttano il Bluetooth come gli oggetti di tracciamento più noti, che negli ultimi anni hanno introdotto notifiche automatiche per avvisare chi si accorge di essere seguito. Questo significa che un tracker di questo tipo può restare nascosto a lungo, senza che la persona seguita riceva alcun avviso sul proprio telefono.
Per chi lavora sulla strada, come corrieri, autisti e addetti alla logistica, la possibilità di essere tracciati senza saperlo è un rischio concreto. Dal tracciamento dei percorsi si possono ricavare orari, abitudini, fermate abituali e persino indirizzi di casa. La normativa dell’Ohio non vieta il possesso di un GPS in sé, ma punisce chi lo usa per seguire una persona senza il suo consenso. Ed è esattamente il punto su cui si è concentrata l’accusa.
L’imputazione è quella di uso illecito di un dispositivo di tracciamento, classificata nell’Ohio come reato minore di primo grado (first degree misdemeanor). Si tratta della categoria più alta tra i reati minori e prevede una pena massima di:
A questo punto è attesa la decisione del giudice.
Per capire come si possa arrivare a un gesto del genere bisogna guardare al mercato. Le carte Pokémon vivono da anni una stagione di enorme popolarità. Dopo la pandemia del 2020 la domanda è esplosa, complice l’interesse di celebrità e investitori, e alcune carte rare hanno raggiunto valutazioni da capogiro. Le bustine, che nate come passatempo per ragazzi costavano pochi euro, sono diventate per molti un bene rifugio o un’occasione di rivendita.
A spingere ulteriormente la corsa è stata l’uscita della espansione per il trentesimo anniversario, la “30th Celebration”, arrivata sul mercato il 16 settembre. Il set è molto ambito perché ogni bustina contiene una carta Pikachu in versione speciale, con ben trenta varianti da collezionare. Il risultato è stato un’ondata di esaurimenti di scorte nei negozi, file davanti ai punti vendita e rivendite a prezzi gonfiati da parte degli scalper, i bagarini delle carte.
Randy Kendall, responsabile del negozio Operation Fandom di Wooster, ha raccontato all’emittente locale Fox 8 che le carte Pokémon sono oggi tra i prodotti più venduti del suo punto vendita. Secondo il commerciante, Facebook, Instagram e soprattutto TikTok sono diventati il centro della caccia alle novità: ci sono profili che segnalano in anticipo i rifornimenti, condividono link e indicano quali negozi riceveranno le nuove bustine.
Il messaggio implicito è chiaro: per scoprire i restock non serviva nessun GPS. Bastava seguire le pagine giuste. Una considerazione che rende la vicenda ancora più amara, perché il gesto che ha portato alla condanna era del tutto evitabile.
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...