Tra preventivi in aumento, dati ARERA e morosità, le spese condominiali rischiano di diventare una stangata di fine anno. A Genova il confronto con il resto d’Italia mette in luce conti sotto pressione, fondi di accumulo e possibili ricadute sul bilancio familiare.
Il presidente di Anaci Genova, riferisce che gli amministratori della città stanno preparando i preventivi ordinari per il 2026/2027 con un rincaro stimato intorno al 30% in più sulle spese condominiali, per assorbire i maggiori costi di luce e gas. La stima nasce dalle valutazioni degli amministratori e riguarda i costi attesi per il prossimo esercizio. Ma è soprattutto una questione che finisce per coinvolgere tutta Italia.
L’energia incide sui bilanci condominiali attraverso il riscaldamento centralizzato e i servizi comuni. Rientrano in queste spese l’illuminazione di scale, androni e garage, gli ascensori, le pompe e gli impianti per l’acqua calda. Quando aumenta il costo della fornitura, l’amministratore deve inserirlo nel budget di gestione e prevedere risorse adeguate per pagare le fatture nel corso dell’esercizio.
Il peso dei rincari cambia da edificio a edificio. Un condominio con riscaldamento centralizzato e impianti energivori risente più direttamente dei prezzi del gas; dove il riscaldamento è autonomo, invece, l’incidenza può concentrarsi sui consumi elettrici delle parti comuni e sui servizi condivisi. A fare la differenza sono anche l’efficienza degli impianti, le ore di funzionamento e le dispersioni. Incidono, infine, i criteri stabiliti per ripartire le diverse spese.
Il dato del 30% indicato da D’Angelo si riferisce alla stima preventiva dei maggiori costi attesi dagli amministratori genovesi per la gestione 2026/2027. Nel singolo stabile, la spesa dipenderà dai consumi registrati e dal bilancio approvato; il conguaglio sarà legato ai conti effettivi del condominio.
Le variazioni delle tariffe energetiche aiutano a inquadrare le scelte di bilancio degli amministratori. L’ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ha indicato per il quarto trimestre 2026 un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente della bolletta elettrica del cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela. Dal 1° ottobre 2026 il prezzo di riferimento è pari a 43,43 centesimi per kilowattora, tasse incluse.
Per lo stesso cliente tipo, la spesa elettrica annua stimata per il 2026 è di 665,38 euro, contro i 608,72 euro del 2025. La crescita sul dato annuale è del 9,3%. Il costo dell’elettricità considerato su dodici mesi offre quindi un quadro diverso da quello relativo al solo quarto trimestre.
Per il gas, l’ultimo valore mensile pubblicato da ARERA per la componente di approvvigionamento disponibile a fine ottobre riguarda settembre 2026: 0,843182 euro per standard metro cubo. La componente segue il prezzo della materia prima nel mercato all’ingrosso. Al costo si aggiungono trasporto, gestione, oneri e imposte, che concorrono a formare la bolletta:
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Dato |
Periodo e valore |
Riferimento |
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Previsione Anaci Genova |
Preventivi 2026/2027: circa +30% |
Stima dei maggiori costi attesi dagli amministratori genovesi |
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Energia elettrica ARERA |
Quarto trimestre 2026: +37,3% |
Cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela, rispetto al trimestre precedente |
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Spesa elettrica annua ARERA |
2026: 665,38 euro; 2025: 608,72 euro |
Stima annuale per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela |
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Componente gas ARERA |
Settembre 2026: 0,843182 euro/Smc |
Componente di approvvigionamento della materia prima |
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Spese condominiali, dato nazionale |
2023: 101 euro al mese in media |
Media dichiarata nel sondaggio tra persone che abitano in condominio |
La previsione genovese riguarda i preventivi condominiali 2026/2027 e si basa sui rincari attesi di luce e gas. È una stima locale per il prossimo esercizio ma, come premesso, finisce per allargarsi al resto dell'Italia.
Un termine di confronto arriva dall’indagine Ipsos realizzata per Unipol nel 2023, che rilevava una spesa condominiale mensile media dichiarata di 101 euro a livello nazionale. Il dato, riferito al 2023, è l’ultimo disponibile nella rilevazione comparabile considerata e raccoglie le risposte degli intervistati. Gli importi individuali variano in base alla metratura, ai millesimi e ai servizi presenti, oltre che al riscaldamento e agli interventi deliberati.
Per calcolare l’incidenza sul bilancio di una famiglia genovese occorre partire dal preventivo del proprio stabile. Vanno considerate le quote attribuite alle singole voci e l’eventuale conguaglio a fine gestione. Anche nella stessa città, edifici con impianti e consumi differenti possono presentare bilanci molto diversi.
Il rincaro previsto arriva mentre la riscossione delle quote condominiali è già in difficoltà. Secondo D’Angelo, a Genova circa il 35% degli inquilini è in difficoltà con i pagamenti condominiali oppure non paga. Il presidente di Anaci Genova teme che preventivi più alti possano aggravare la situazione: per chi ha già un bilancio familiare sotto pressione, una quota maggiore da versare può diventare difficile da sostenere.
Nella descrizione di D’Angelo, la morosità interessa quartieri diversi. Il fenomeno si presenta anche in aree considerate più benestanti e, in alcuni casi, può risultare più marcato altrove. La capacità di pagare dipende dalle condizioni economiche delle singole famiglie.
Le fatture dei fornitori e le spese necessarie a mantenere in funzione gli impianti comuni continuano a essere pagate anche quando le quote dei condòmini arrivano in ritardo. I mancati versamenti riducono la liquidità disponibile e complicano la gestione ordinaria. La pressione aumenta se, nello stesso periodo, crescono i costi energetici o si rendono necessari interventi di manutenzione.
Un fondo di accumulo mette a disposizione una riserva per le spese impreviste e per i periodi in cui le entrate non coprono subito le uscite. D’Angelo segnala che nelle assemblee la proposta di accantonare quote incontra spesso resistenza, anche in condomìni che avrebbero margine per farlo. La disponibilità a mettere da parte risorse incide sulla capacità del bilancio di affrontare oscillazioni dei costi e ritardi nei versamenti.
Quando i solleciti non bastano, gli amministratori ricorrono più spesso alle ingiunzioni per recuperare i contributi non pagati. L’articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice civile consente all’amministratore di chiedere un decreto ingiuntivo sulla base dello stato di ripartizione approvato dall’assemblea.
Il recupero delle somme può richiedere tempo, mentre le spese comuni continuano a maturare. Morosità elevata, rincari energetici e fondi ridotti rendono più difficile mantenere regolari i pagamenti ai fornitori e programmare gli interventi necessari. La gestione deve fare i conti con l’entità delle uscite e con i tempi effettivi di incasso delle quote.
Per misurare il rincaro nel proprio condominio, il primo passaggio è confrontare il nuovo preventivo con quello dell’esercizio precedente e verificare quali voci sono cambiate. Se l’aumento riguarda soprattutto il riscaldamento e le forniture energetiche comuni, l’incidenza dipende dai consumi e dai criteri di ripartizione. Manutenzioni o servizi aggiuntivi possono contribuire a loro volta alla variazione del totale.
Le spese condominiali si sommano agli importi pagati direttamente per le utenze private. La bolletta domestica di luce o gas dipende dal contratto e dai consumi della singola abitazione; la quota per le parti comuni segue invece il bilancio del condominio.
A Genova, il 30% indicato da Anaci è una stima preventiva per il 2026/2027, formulata in vista dei maggiori costi attesi. Consumi, impianti e conti del singolo edificio determineranno l’impatto sulle quote. Dove la riscossione è difficile e i fondi di riserva sono ridotti, anche il rincaro energetico può complicare la gestione delle spese e dei servizi comuni.
Il dott. Luciano Gagliardi è un esperto amministratore di condominio con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Con base a Genova, ha dedicato la sua carriera alla gestione e consulenza condominiale, offrendo soluzioni efficaci per affrontare le principali problematiche legate agli edifici e agli spazi condivisi. La sua competenza spazia dalla redazione di regolamenti condominiali alla gestio...