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Che Cos’è l’ETS2 e quando entrerà in vigore causando aumenti dei carburanti fino a 300 euro

di Chiara Compagnucci pubblicato il
ETS2 che cos'è e come funziona

L'ETS2, nuovo sistema europeo per la riduzione delle emissioni, porterà significativi aumenti dei carburanti fino a 300 euro. Capiamone il funzionamento, impatti su famiglie, imprese, trasporti, edilizia, incentivi e criticità sociali.

L’arrivo del sistema ETS2 sullo scenario europeo rappresenta una delle più incisive novità regolatorie degli ultimi anni in tema di energia e ambiente. L’estensione del meccanismo di scambio delle quote di emissione ai settori di trasporto su strada, riscaldamento e piccoli impianti industriali avrà effetti sempre più tangibili a livello economico, sociale e sulle abitudini di consumo. Sono già in atto significativi incrementi nei prezzi dei carburanti fossili, con proiezioni che suggeriscono rincari fino a 300 euro l’anno per molte famiglie, e impatti ancora più marcati sulle imprese e sulle realtà del settore trasporti. L’adeguamento delle accise e l’introduzione di nuove quote di emissione si inseriscono in un quadro normativo in rapida evoluzione, dove l’obiettivo della decarbonizzazione si scontra con le esigenze di sostenibilità economica e sociale dei cittadini europei. L’aumento dei costi, dettato dalla necessità di internalizzare il prezzo del carbonio anche nei settori tradizionalmente esclusi da queste dinamiche, determina una nuova fase nella strategia europea per il clima e la competitività. 

Cos’è l’ETS2: definizione, obiettivi e funzionamento

ETS2, acronimo di Emissions Trading System 2, costituisce l'ampliamento del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, precedentemente applicato solo a settori come energia e industria pesante. Il nuovo schema, parte integrante del pacchetto "Fit for 55", coinvolge trasporto su strada, riscaldamento negli edifici e piccole attività industriali, spingendo verso una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 sul territorio dell’Unione Europea. Obiettivo cardine è raggiungere una diminuzione di almeno il 55% delle emissioni nette entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990, e avvicinarsi alla neutralità climatica al 2050. Dal punto di vista del funzionamento, il sistema opera con un meccanismo di "cap and trade":

  • viene stabilito un tetto massimo annuale alle emissioni consentite nei settori interessati;
  • le quote vengono messe all’asta e devono essere acquistate dai fornitori di carburanti e energia, ossia coloro che immettono sul mercato CO2.
In questo modo, il prezzo delle emissioni viene traslato a monte lungo la filiera, diventando inevitabilmente una voce nei costi che cittadini e imprese si troveranno a sostenere. Il sistema prevede inoltre una riduzione progressiva delle quote disponibili, spingendo verso investimenti in efficienza energetica, tecnologie pulite e accelerazione della transizione verso soluzioni a minore impatto ambientale.

Tempistiche e modalità di entrata in vigore dell’ETS2 in Europa e in Italia

L’implementazione dell’ETS2 segue un percorso preciso dettato dalle direttive europee e dalle rispettive strategie di recepimento nazionali. Il sistema entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 1° gennaio 2027 per l’obbligo di acquisto delle quote di emissione. Tuttavia, alcune disposizioni normative e fasi preparatorie sono già operative:

  • Autorizzazioni e formazione dei registri nazionali (inizio 2025)
  • Introduzione della rendicontazione obbligatoria per i soggetti tenuti (dal 2026)
  • Avvio effettivo degli obblighi di acquisto delle quote tramite asta (da inizio 2027, con possibilità di slittamento in alcuni Paesi al 2028 in caso di volatilità eccessiva dei prezzi dell’energia)
In Italia, l’adeguamento coinvolge in modo prioritario i fornitori di carburanti, le raffinerie, i distributori e i grossisti di combustibili fossili, mentre il percorso legislativo di ricezione della direttiva UE prevede anche una serie di controlli, verifiche e possibilità di revisione per alcuni aspetti tecnici. La tempistica dettagliata lascia comunque margini di flessibilità per una potenziale revisione sulle modalità di applicazione, in particolare alla luce delle pressioni esercitate da alcuni Stati membri (tra cui Germania e Francia) per evitare effetti recessivi in presenza di prezzi elevati di gas e petrolio.

Impatto previsto dell’ETS2 su carburanti e costi per famiglie e imprese

L’estensione del sistema di scambio delle quote di emissione produrrà ripercussioni dirette sui prezzi dei carburanti fossili, con stime di aumenti fino a 0,50 euro al litro entro i prossimi anni in Paesi come Italia, Francia, Germania e Spagna. Secondo analisi effettuate da Arthur D. Little, il costo complessivo per il sistema Italia potrebbe superare i 9 miliardi di euro, complice l’aumento del prezzo del carbonio da una media di 60 euro/tonnellata fino a 160 euro al 2030.

Stima incremento gasolio in € al litro Anno prev.
Italia +0,50 €/l entro il 2030
Francia +0,12 €/l nel 2027
Spagna +0,13 €/l nel 2027
fino a +0,50 €/l entro 2030
Germania +0,147 €/l (2025, già attivo sistema nazionale)

Questi rincari incideranno in modo significativo sui bilanci delle famiglie (che potrebbero arrivare a spendere fino a 300 euro in più l’anno per i soli carburanti), ma anche sulle imprese, per cui aumenteranno i costi logistici e operativi. Il settore trasporti e le aziende di piccole dimensioni sono considerate tra i soggetti più esposti, mentre si prevede una traslazione dei maggiori oneri anche sul prezzo finale di numerosi prodotti di largo consumo, aggravando le dinamiche inflazionistiche già in atto. Una parte delle risorse ricavate dalla vendita delle quote ETS2 dovrà essere destinata a un Fondo sociale europeo a sostegno delle fasce più deboli, ma il meccanismo di compensazione non coinvolgerà direttamente tutte le tipologie di imprese e utenti finali.

Le conseguenze per il settore dei trasporti e della logistica

L'inclusione del trasporto su strada nell’ETS2 porta cambiamenti profondi lungo tutta la filiera della logistica. Sia imprese di autotrasporto sia operatori della logistica rilevano una necessità immediata di rivedere strategie commerciali e modelli operativi in risposta all’aumento dei costi di carburante e all’obbligo di integrare il "costo carbonio" nelle proprie tariffe e contratti. L’impatto stimato sul total cost of ownership dei veicoli pesanti, secondo Bip Consulting, si aggira intorno al 10% aggiuntivo rispetto ai livelli attuali, con costi che potranno oscillare, per le sole imprese italiane, tra i 4 e i 15 miliardi di euro annui.

  • Aumenti significativi del prezzo del diesel (+0,50 €/l previsti entro il 2030) si tradurranno in rincari per il trasporto su gomma, sulla distribuzione di merci e sui prezzi al dettaglio.
  • Molte aziende stanno valutando il rinnovo delle flotte con mezzi più efficienti o l’introduzione di biocarburanti e GNL (Gas Naturale Liquefatto), mentre resta aleatoria la sostenibilità del passaggio rapido all’elettrico a causa dei costi energetici elevati.
  • Le categorie considerate "strategiche" (come gli autotrasportatori con mezzi sopra le 7,5 tonnellate) potranno accedere a crediti d’imposta per mitigare l’impatto, ma la platea dei beneficiari resta limitata.
  • L’obbligo delle nuove quote ETS impone anche una revisione dei contratti, delle pratiche di consumo e dell’efficienza dei veicoli, favorendo investimenti in formazione e telematica per ridurre consumi ed emissioni.
L’esclusione iniziale dagli incentivi per molte aziende del settore accentua il rischio di perdita di competitività rispetto ad altri comparti europei o internazionali dove la pressione regolatoria è meno stringente.

Modalità di calcolo, obblighi e soggetti coinvolti nell’acquisto delle quote ETS2

L’ETS2 innova il panorama normativo introducendo obblighi a monte della catena del valore.
I soggetti obbligati all’acquisto delle quote sono:

  • Fornitori di carburanti (raffinerie, distributori, importatori di combustibili fossili, fornitori di gas naturale per impieghi civili)
  • Distributori di energia destinata a riscaldamento o piccole attività industriali
Il calcolo delle quote da acquistare si basa sulle tonnellate di CO2 immesse sul mercato: ogni tonnellata richiede una quota acquistabile all’asta. Il sistema introduce anche meccanismi di rendicontazione obbligatori a partire dal 2026, finalizzati a monitorare l’adeguamento normativo e la trasparenza sugli obblighi quantitativi. Il rilascio e la gestione delle quote avverrà tramite registri nazionali, coordinati a livello europeo, e il prezzo delle quote sarà determinato dal mercato nell’ambito delle aste periodiche.

Gli effetti dell’ETS2 sul settore residenziale e l’edilizia

Il comparto residenziale italiano risente in modo significativo dell’allargamento del sistema di scambio delle quote di emissione. In un contesto in cui oltre il 70% dei consumi energetici domestici è ancora coperto dal gas naturale, la nuova disciplina ETS2 rischia di incidere profondamente sulle bollette delle famiglie. A ciò si aggiungono fattori strutturali liimitanti:

  • Più del 70% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1970 ed è caratterizzato da bassa efficientanza energetica
  • Oltre il 60% delle famiglie vive in condomini privi di spazi esterni, ostacolando l’installazione di tecnologie pulite come le pompe di calore
  • Solo una quota ridotta di abitazioni "elettrificabili" potrà concretamente accedere agli incentivi previsti dalle politiche di decarbonizzazione
Secondo BIP Consulting, su 16,6 milioni di abitazioni classificate in F e G, solo 1,76 milioni sarebbero realmente adeguabili con nuove tecnologie a basso impatto. L’effetto sarà quindi una maggiore pressione sui consumi e sui costi di riscaldamento, mentre la transizione verso modelli più efficienti dovrà affrontare sia ostacoli finanziari che normativi.

Prospettive di transizione verso carburanti alternativi e incentivi disponibili

La ricerca di soluzioni alternative ai carburanti fossili appare sempre più urgente all’interno del nuovo quadro regolatorio. Per il trasporto pesante e il comparto logistico, GNL e bioGNL sono identificati come opzioni competitive dal punto di vista economico ed ambientale, e la domanda in Italia potrebbe triplicare entro il 2030. Biocarburanti e veicoli a minor impatto rappresentano altri strumenti di supporto alla decarbonizzazione, soprattutto laddove la tecnologia elettrica incontra ostacoli di costo o infrastrutturali. Le principali forme di incentivo già previste, o in fase di discussione, sono:

  • Contributi per l’acquisto di veicoli alimentati a GNL e biometano;
  • Misure di rimborso strutturali sulle spese di carburanti alternativi;
  • Fondi europei e nazionali dedicati al rinnovo parco mezzi e incentivi per la produzione di biometano;
  • Allocazione (in parte) dei proventi derivanti dall’asta ETS2 per sostenere settori vulnerabili
Affinché la transizione risulti sostenibile occorrerà tuttavia semplificare iter amministrativi, favorire l’omogeneità a livello regolatorio e garantire la continuità degli incentivi anche oltre i programmi legati al PNRR.

Discussioni e criticità politiche, economiche e sociali legate all’ETS2

L’adozione dell’ETS2 è accompagnata da forti tensioni politiche e sociali nei diversi Paesi dell’Unione. Il meccanismo, pur pensato per accelerare la decarbonizzazione, solleva interrogativi circa la ripartizione degli oneri tra cittadinanza, imprese e comparto pubblico.

  • Dibattiti serrati sono in corso sulla potenziale disparità di impatto tra territori e tra categorie sociali (ad esempio chi già si trova in condizioni di vulnerabilità energetica).
  • Alcuni Stati membri, tra cui Germania e Italia, premono per una revisione dei dettagli applicativi, specie in presenza di oscillazioni eccessive nel mercato energetico o di crisi geopolitiche che alimentino la volatilità dei prezzi.
  • Da non trascurare i possibili effetti inflazionistici dovuti al trasferimento dei costi ETS2 su beni e servizi essenziali.
  • Permangono polemiche su utilizzo e destinazione delle risorse raccolte tramite le aste, che rischiano di essere dirottate su comparti non green.
La transizione sociale ed economica richiesta si presenta dunque articolata e fonte di divisioni, con l’urgente necessità di conciliare istanze ambientali e tenuta sociale.