L'ETS2, nuovo sistema europeo per la riduzione delle emissioni, porterà significativi aumenti dei carburanti fino a 300 euro. Capiamone il funzionamento, impatti su famiglie, imprese, trasporti, edilizia, incentivi e criticità sociali.
L’arrivo del sistema ETS2 sullo scenario europeo rappresenta una delle più incisive novità regolatorie degli ultimi anni in tema di energia e ambiente. L’estensione del meccanismo di scambio delle quote di emissione ai settori di trasporto su strada, riscaldamento e piccoli impianti industriali avrà effetti sempre più tangibili a livello economico, sociale e sulle abitudini di consumo. Sono già in atto significativi incrementi nei prezzi dei carburanti fossili, con proiezioni che suggeriscono rincari fino a 300 euro l’anno per molte famiglie, e impatti ancora più marcati sulle imprese e sulle realtà del settore trasporti. L’adeguamento delle accise e l’introduzione di nuove quote di emissione si inseriscono in un quadro normativo in rapida evoluzione, dove l’obiettivo della decarbonizzazione si scontra con le esigenze di sostenibilità economica e sociale dei cittadini europei. L’aumento dei costi, dettato dalla necessità di internalizzare il prezzo del carbonio anche nei settori tradizionalmente esclusi da queste dinamiche, determina una nuova fase nella strategia europea per il clima e la competitività.
ETS2, acronimo di Emissions Trading System 2, costituisce l'ampliamento del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, precedentemente applicato solo a settori come energia e industria pesante. Il nuovo schema, parte integrante del pacchetto "Fit for 55", coinvolge trasporto su strada, riscaldamento negli edifici e piccole attività industriali, spingendo verso una riduzione complessiva delle emissioni di CO2 sul territorio dell’Unione Europea. Obiettivo cardine è raggiungere una diminuzione di almeno il 55% delle emissioni nette entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990, e avvicinarsi alla neutralità climatica al 2050. Dal punto di vista del funzionamento, il sistema opera con un meccanismo di "cap and trade":
L’implementazione dell’ETS2 segue un percorso preciso dettato dalle direttive europee e dalle rispettive strategie di recepimento nazionali. Il sistema entrerà ufficialmente in vigore a partire dal 1° gennaio 2027 per l’obbligo di acquisto delle quote di emissione. Tuttavia, alcune disposizioni normative e fasi preparatorie sono già operative:
L’estensione del sistema di scambio delle quote di emissione produrrà ripercussioni dirette sui prezzi dei carburanti fossili, con stime di aumenti fino a 0,50 euro al litro entro i prossimi anni in Paesi come Italia, Francia, Germania e Spagna. Secondo analisi effettuate da Arthur D. Little, il costo complessivo per il sistema Italia potrebbe superare i 9 miliardi di euro, complice l’aumento del prezzo del carbonio da una media di 60 euro/tonnellata fino a 160 euro al 2030.
| Stima incremento gasolio in € al litro | Anno prev. |
| Italia | +0,50 €/l entro il 2030 |
| Francia | +0,12 €/l nel 2027 |
| Spagna | +0,13 €/l nel 2027 fino a +0,50 €/l entro 2030 |
| Germania | +0,147 €/l (2025, già attivo sistema nazionale) |
Questi rincari incideranno in modo significativo sui bilanci delle famiglie (che potrebbero arrivare a spendere fino a 300 euro in più l’anno per i soli carburanti), ma anche sulle imprese, per cui aumenteranno i costi logistici e operativi. Il settore trasporti e le aziende di piccole dimensioni sono considerate tra i soggetti più esposti, mentre si prevede una traslazione dei maggiori oneri anche sul prezzo finale di numerosi prodotti di largo consumo, aggravando le dinamiche inflazionistiche già in atto. Una parte delle risorse ricavate dalla vendita delle quote ETS2 dovrà essere destinata a un Fondo sociale europeo a sostegno delle fasce più deboli, ma il meccanismo di compensazione non coinvolgerà direttamente tutte le tipologie di imprese e utenti finali.
L'inclusione del trasporto su strada nell’ETS2 porta cambiamenti profondi lungo tutta la filiera della logistica. Sia imprese di autotrasporto sia operatori della logistica rilevano una necessità immediata di rivedere strategie commerciali e modelli operativi in risposta all’aumento dei costi di carburante e all’obbligo di integrare il "costo carbonio" nelle proprie tariffe e contratti. L’impatto stimato sul total cost of ownership dei veicoli pesanti, secondo Bip Consulting, si aggira intorno al 10% aggiuntivo rispetto ai livelli attuali, con costi che potranno oscillare, per le sole imprese italiane, tra i 4 e i 15 miliardi di euro annui.
L’ETS2 innova il panorama normativo introducendo obblighi a monte della catena del valore.
I soggetti obbligati all’acquisto delle quote sono:
Il comparto residenziale italiano risente in modo significativo dell’allargamento del sistema di scambio delle quote di emissione. In un contesto in cui oltre il 70% dei consumi energetici domestici è ancora coperto dal gas naturale, la nuova disciplina ETS2 rischia di incidere profondamente sulle bollette delle famiglie. A ciò si aggiungono fattori strutturali liimitanti:
La ricerca di soluzioni alternative ai carburanti fossili appare sempre più urgente all’interno del nuovo quadro regolatorio. Per il trasporto pesante e il comparto logistico, GNL e bioGNL sono identificati come opzioni competitive dal punto di vista economico ed ambientale, e la domanda in Italia potrebbe triplicare entro il 2030. Biocarburanti e veicoli a minor impatto rappresentano altri strumenti di supporto alla decarbonizzazione, soprattutto laddove la tecnologia elettrica incontra ostacoli di costo o infrastrutturali. Le principali forme di incentivo già previste, o in fase di discussione, sono:
L’adozione dell’ETS2 è accompagnata da forti tensioni politiche e sociali nei diversi Paesi dell’Unione. Il meccanismo, pur pensato per accelerare la decarbonizzazione, solleva interrogativi circa la ripartizione degli oneri tra cittadinanza, imprese e comparto pubblico.