Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Costo della vita a Roma, nell'ultimo anno si è abbassato stando all'inflazione. E per il 2026?

di Chiara Compagnucci pubblicato il
costo della vita a roma nel 2025 è dimin

Negli ultimi dodici mesi il costo della vita a Roma ha registrato cambiamenti inattesi: inflazione in calo, variazioni nei prezzi di alimentari, casa e utenze, con riflessi sul potere d’acquisto dei cittadini e prospettive per il 2025.

Il contesto economico della Capitale nel 2025 ha registrato segnali che, dopo anni di marcato incremento dei prezzi, fanno pensare a una fase di transizione. L’inflazione ha mostrato un netto rallentamento, riportando la città su valori che da tempo non si vedevano: secondo i dati consolidati a dicembre, la variazione annuale si è attestata sull’1,2%. Tale percentuale, la più bassa dal 2020, segna un’inversione di tendenza rispetto ai picchi vissuti tra il 2022 e il 2024, quando l’ondata inflattiva aveva colpito soprattutto le famiglie a reddito fisso e i lavoratori con stipendi rimasti stabili.

L’analisi delle dinamiche dei prezzi evidenzia una progressiva stabilizzazione, frutto delle politiche di controllo dei costi energetici e di una contrazione della domanda nei settori più colpiti dai rincari: energie, abitazione, servizi alimentari e trasporti. Numerosi operatori economici locali hanno confermato una maggiore attenzione nell’adeguamento dei listini, attribuendo l’assenza di fiammate speculative anche all’impegno della maggioranza degli esercenti in occasione degli eventi cittadini più rilevanti.

L’esperienza vissuta dai nuclei familiari della Capitale tra il 2021 e il 2025 rappresenta una fotografia chiara di una città che, pur avendo conosciuto rincari notevoli, ha iniziato a beneficiare di una fase di moderazione dei prezzi che merita un’analisi dettagliata dei fenomeni in corso.

Andamento dell'inflazione a Roma negli ultimi anni

L’andamento dell’inflazione nella metropoli è stato caratterizzato da oscillazioni rilevanti, con una tendenza al rialzo ben evidente a partire dal 2021. Sulla base dei dati dell’Istat e delle rilevazioni comunali, si osserva che:

  • Nel 2021, l’indice dei prezzi al consumo si attestava a 112,9 punti.
  • Tra 2022 e 2024 si è assistito a crescite importanti, con picchi mensili che hanno superato il 4% su base annua.
  • Il dato più rilevante del quinquennio è stato quello del 2025, con una netta frenata fino ad arrivare all’1,2% di dicembre, il valore più contenuto dal periodo pandemico del 2020.
Il raffreddamento dei prezzi è reso possibile soprattutto dal calo marcato nel comparto energia, il cui contributo negativo (-3,9% su base annua) ha avuto ripercussioni positive sull’intero contesto cittadino. Da evidenziare che la cosiddetta "inflazione di fondo", escludendo energia e alimentari freschi, si è attestata all’1,7%. Questo dato costituisce una svolta per un’economia familiare spesso in difficoltà nel fronteggiare spese imprevedibili.

L’analisi annuale mostra come i settori della ristorazione e dei servizi turistici abbiano ridimensionato i propri incrementi, mentre alcune aree, come “istruzione” e “altri beni e servizi”, hanno invece continuato a registrare variazioni superiori alla media (+2,4% e +3,6%). In evidenza il fatto che le imprese abbiano assorbito parte degli aumenti, senza scaricare per intero sui consumatori l’incremento di materie prime e costi del lavoro, limitando così la spirale inflattiva.

Le principali voci di spesa che incidono sul caro vita

La composizione delle spese sostenute dai cittadini evidenzia profonde differenze nella pressione esercitata dalle varie categorie di consumi. Di seguito vengono analizzati i principali ambiti che hanno inciso sul bilancio domestico nell’ultimo anno:

  • Generi alimentari: Sono rimasti decisivi nell’influenzare la percezione di rincaro, con variazioni marcate all’interno delle sottocategorie.
  • Abitazione e utenze: L’affitto, le bollette e la fornitura idrica continuano a rappresentare una quota consistente della spesa, anche se il calo dei prezzi dell’energia ha fornito un temporaneo sollievo.
  • Trasporti e carburanti: Gli spostamenti in città hanno risentito degli aumenti legati sia al caro carburante che alla revisione dei costi per servizi pubblici e privati.
  • Servizi e istruzione: Gli aumenti, seppur più contenuti, sono ancora visibili soprattutto per quanto riguarda l’istruzione (+2,4%) e alcuni servizi alla persona (+3,6%).
Nell’insieme, si conferma lo spostamento del peso della spesa verso i beni primari, con i prodotti alimentari e la casa che assorbono la fetta più ampia delle risorse delle famiglie romane.

Prodotti alimentari e carrello della spesa: le variazioni dei prezzi

I dati raccolti mostrano come il carrello della spesa sia stato teatro di fluttuazioni particolarmente sensibili. In quattro anni, il prezzo dei beni alimentari è aumentato del 28%, con rincari che hanno coinvolto sia prodotti base che generi accessori.

  • Pane, pasta, latte e caffè hanno segnato rialzi consistenti, con il caffè che, solo nell’arco di dodici mesi, ha segnato un più 15%.
  • Anche carni (+6,5%) e prodotti ittici (+5,1%) si posizionano tra gli articoli più colpiti dagli aumenti.
  • Non sono mancati, tuttavia, esempi di diminuzione: oli (-8,5%), frutta (-6,5%), vegetali (-2%), vini (-1,4%) e birre (-0,3%) hanno alleggerito in parte l’incremento generale.
Il carrello della spesa, dunque, è stato fortemente polarizzato: mentre quasi tutte le categorie hanno visto incrementi, per alcune si sono registrate delle vere eccezioni che hanno mitigato in parte la percezione di un rincaro omogeneo. Il risultato finale rimane comunque un aggravio significativo, soprattutto per i nuclei che dedicano una quota ampia del budget all’alimentazione.

Casa, bollette e utenze: i cambiamenti nei costi quotidiani

Analizzando le spese domestiche si osserva una doppia dinamica. Da un lato, il calo dei beni energetici ha contribuito a contenere la crescita complessiva dei costi abitativi, portando a una flessione dell’1% nell’aggregato abitazione, acqua ed energia nel confronto annuale. In particolare:

  • L’energia elettrica ha visto un calo dei prezzi del 6,2% e in generale si registra un’inflazione diminuita rispetto ai massimi dell’ultimo biennio.
  • Le forniture idriche, invece, hanno continuato a rappresentare una delle voci più pesanti, con un incremento di circa l’11% rispetto a dodici mesi fa. L’acqua, storicamente stabile, è divenuta una spesa di maggiore impatto.
  • Affitti e manutenzione della casa sono cresciuti, seppur con incrementi più contenuti rispetto al passato (+4,3% gli affitti, +3,5% le manutenzioni).
L’effetto combinato di queste tendenze ha determinato una contenuta crescita dei costi quotidiani rispetto alle impennate vissute negli anni precedenti, pur lasciando inalterata la pressione sulle famiglie con basso margine di risparmio.

Il potere d’acquisto delle famiglie romane e l’impatto sociale

L’andamento dei prezzi ha inciso in modo rilevante sulle abitudini e sulle condizioni sociali della popolazione, amplificando le disuguaglianze già presenti nel tessuto cittadino. Il rallentamento dell’inflazione nel 2025 ha restituito un po’ di respiro, ma negli anni precedenti il potere d’acquisto aveva subito una significativa erosione.

Le categorie più vulnerabili, come pensionati e nuclei con redditi fermi, continuano a risentire della distanza tra entrate e uscite. L’aumento delle spese incomprimibili, come casa, bollette e alimentari, ha imposto nuove strategie di risparmio e cambiamenti nelle scelte quotidiane:

  • Acquisti più mirati e selettivi presso i supermercati, con maggiore attenzione alle offerte
  • Calo delle quantità acquistate e passaggio a marchi meno costosi
  • Riduzione dei consumi energetici domestici, con un impatto diretto sulla qualità della vita
Nelle periferie e tra le famiglie numerose, la tensione è percepita in modo più accentuato, con effetti a cascata sul tessuto sociale. Il rischio di esclusione, per difficoltà nell’accesso a beni e servizi essenziali, si è tradotto in un disagio crescente, visibile sia nelle statistiche che nella quotidianità cittadina.

Il contesto della Capitale, già storicamente più oneroso della media nazionale, è ora segnato da una sfida: quella di difendere la sostenibilità della vita urbana, garantendo che il rallentamento dell’inflazione produca benessere percepito e reale.

Previsioni e prospettive per il costo della vita a Roma

Le analisi sugli scenari futuri tracciano una linea di cauta fiducia. Il ridimensionamento dei prezzi registrato nel 2025 viene visto come una possibilità concreta di consolidamento, a patto che siano mantenute le condizioni di stabilità su energia e materie prime a livello internazionale.

Il rischio di nuove fiammate inflattive non è da escludere, ma la resilienza dimostrata dal sistema produttivo romano e l’impegno nel contenimento dei prezzi autorizzano a sperare in un equilibrio duraturo per i prossimi mesi. Gli osservatori sottolineano però come rimanga cruciale intervenire a sostegno delle fasce più esposte, garantendo interventi mirati nel campo della spesa sociale, della casa e della formazione.

Restano quindi centrali le politiche pubbliche per preservare il potere d’acquisto e ridurre la forbice tra bisogni e possibilità economiche. Il percorso avviato nel 2025 rappresenta una traiettoria di rilancio che, se rafforzata, potrà riportare il tenore di vita della Capitale verso standard più equi e sostenibili.