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Chi deve restituire il bonus mobili ed elettrodomestici e perchè in base a nuova circolare Agenzia delle Entrate

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

La nuova Circolare dell'Agenzia delle Entrate rivoluziona le regole sui bonus mobili ed elettrodomestici. L'articolo analizza i casi di restituzione, le differenze tra i bonus, requisiti, limiti e procedure, offrendo chiarezza sulle novità normative

L’Agenzia delle Entrate ha introdotto aggiornamenti di rilievo per chi ha richiesto agevolazioni sui nuovi acquisti di arredi e apparecchiature domestiche. Le nuove regole, chiarite dalla Circolare n. 86234/2026, impongono la restituzione del beneficio in caso di accesso improprio o combinazione vietata tra bonus differenti. L’urgenza non nasce solo dal rischio di perdere le detrazioni: il rischio finanziario va dalla richiesta di rimborso delle somme godute fino all’applicazione di sanzioni.

Al centro della questione ci sono in particolare la detrazione per arredamento legata ai lavori edilizi e il voucher da 200 euro per gli elettrodomestici. Il nuovo quadro normativo impatta direttamente le famiglie, i professionisti e le imprese che intendono sfruttare al massimo i vantaggi fiscali legati alla casa, ma anche a chi, senza rendersene conto, si trova oggi a dover restituire importi già ricevuti.

Panoramica di tutti i bonus disponibili per mobili ed elettrodomestici nel 2025-2026: differenze e cumulabilità

Negli anni 2025 e 2026 chi acquista mobili o grandi elettrodomestici ha a disposizione diverse forme di sostegno fiscale e incentivi tra cui scegliere, che sono nel dettaglio:

  • Detrazione IRPEF 50% per mobli e arredi collegati a lavori di ristrutturazione edilizia;
  • Voucher digitale di 200 euro per l’acquisto di elettrodomestici con requisiti specifici;
  • Altri bonus edilizi (per esempio ecobonus e simili), che però prevedono regole di cumulabilità parzialmente differenti.
La differenza principale tra queste misure risiede nei requisiti di accesso, nei limiti di spesa e nel beneficio economico.

Mentre il classico “bonus mobili” è strettamente collegato ad una ristrutturazione attestabile di una casa e permette la detrazione fiscale spalmata su più anni, il contributo per gli elettrodomestici è un aiuto immediato e diretto, destinato a determinate categorie e da spendere come voucher digitale.

Precisiamo che la cumulabilità di queste misure non è prevista secondo quanto chiaramente spiegato dalle più recenti indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e, stando a quanto emerso da recenti controlli, c'è anche chi dovrà restituire i benefici. 

Cosa prevede la Circolare Agenzia delle Entrate 86234/2026: principi chiave e chiarimenti

Il documento di prassi n. 86234/2026 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito fondamentali indicazioni operative su concessione, dichiarazione e restituzione delle agevolazioni connesse all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici che stabiliscono:

  • Incompatibilità tra bonus: chi richiede il voucher digitale di 200 euro per gli elettrodomestici non può accedere anche alla detrazione fiscale per mobili e viceversa, se riferiti allo stesso bene o spesa;
  • Tracciabilità dei pagamenti: è necessario documentare rigorosamente tutte le operazioni, pena la decadenza dal diritto;
  • Limiti di spesa e date: vengono ribaditi limiti annuali alla detraibilità e al valore del voucher, differenziati tra le diverse misure;
  • Errori sanabili: in caso di fruizione non conforme, il contribuente può ricorrere a procedure volontarie di restituzione per evitare sanzioni più pesanti.
La Circolare chiarisce altresì l’impossibilità di ottenere due agevolazioni per il medesimo acquisto, ribadendo che la cumulabilità si riferisce solo a bonus diversi e per spese distinte.

Esempio concreto: l’acquisto di un frigorifero con voucher esclude la detrazione sullo stesso bene, ma permette la detrazione per l’acquisto separato di un mobile, se sussistono altri requisiti. La responsabilità ricade direttamente sul contribuente, il quale è tenuto a conservare la documentazione e a presentare istanza di correzione in caso di errore.

Bonus da 200 euro per elettrodomestici: chi ne ha diritto e come funziona il voucher digitale

Il contributo di 200 euro è riservato a soggetti con specifici requisiti economici o in determinate condizioni, emesso sotto forma di voucher digitale utilizzabile presso i rivenditori abilitati. La misura non ha un collegamento diretto con interventi di ristrutturazione, come previsto per il bonus mobili con detrazione al 50%, o con la proprietà dell’immobile, ma si basa su:

  • soglia di reddito familiare stabilita annualmente dalla normativa applicabile;
  • acquisto di grandi elettrodomestici nuovi con classe energetica minima (A per i forni, E per lavatrici, lavastoviglie e lavasciuga, F per frigoriferi e congelatori);
  • utilizzo esclusivo presso operatori registrati attraverso piattaforma pubblica dedicata;
  • uso singolo: ogni famiglia può riscattare un solo voucher per tipologia di bene e periodo previsto.
Il voucher viene generato in via digitale tramite richiesta online, validato e comunicato all’esercente che applica direttamente lo sconto. Chi lo utilizza non può chiedere, per lo stesso acquisto, altre forme di incentivo statale come la detrazione fiscale al 50%. Questa modalità garantisce immediatezza e semplificazione, ma impone un alto livello di attenzione sulla documentazione da conservare e sulle dichiarazioni rese, per evitare successive contestazioni da parte dell’Agenzia.

Bonus mobili e detrazione 50%: regole, requisiti e limiti di spesa

Il bonus mobili e grandi elettrodomestici con detrazione al 50% si conferma come una delle agevolazioni più sfruttate nei lavori di rinnovamento immobiliare. Dal 2025 al 2026, potranno accedere al beneficio, come ribadito dai chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate, le seguenti categorie di persone:

  • titolari di interventi edilizi di recupero (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo – elenco dettagliato in articolo 16-bis del TUIR);
  • proprietari, nudi proprietari, detentori con diritti reali sull’immobile, locatari, comodatari e familiari conviventi;
  • soggetti che sostengono le spese e le documentano in modo idoneo (fattura/scontrino, codici fiscali, prova del pagamento tracciabile)
Le spese che sono ammesse al benefici comprendono:
  • mobili nuovi (letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi, lampade ecc.);
  • grandi elettrodomestici con requisiti minimi energetici;
  • spese accessorie di trasporto e montaggio (con pagamento tracciato);
  • beni acquistati entro il limite massimo detraibile (5.000 euro per ogni unità immobiliare per gli anni 2025 e 2026, come da tabella sotto riportata)
Anno di spesa Limite massimo
2025 5.000 euro
2026 5.000 euro
Le regole principali necessarie da ricordare per evitare errori e di incorrere in restituzioni sono:
  • abbinamento obbligatorio a interventi di ristrutturazione edilizia avviati dal 1° gennaio dell’anno precedente;
  • impossibilità di detrarre spese sostenute senza collegamento a un cantiere di recupero edilizio idoneo;
  • le spese vanno ripartite in dieci rate annuali di pari importo
  • Non si trasferisce con la vendita dell’immobile: il bonus rimane a chi ha materialmente sostenuto la spesa e possiede le prove dei pagamenti effettuati.
Non è possibile usufruire del bonus mobili nei casi di lavori che interessano acquisti e pose si porte, pavimentazioni, tende, altri complementi d’arredo non strettamente mobili.

 




Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...