Leonardo Maria Del Vecchio, giovane erede di una delle più note dinastie industriali italiane, si distingue tra origini, ascesa imprenditoriale, fortuna, scelte personali e controversie.
In questi mesi, il nome di Leonardo Maria Del Vecchio è in cima agli indici di interesse: giovane miliardario, erede dell'impero Luxottica e protagonista di mosse aziendali sorprendenti destinate a cambiare equilibri consolidati nel contesto di una figura che appare un po' singolare, come emerse nel corso dell'intervista concessa a Lilli Gruber nella trasmissione “Otto e mezzo”. L'urgenza di capire il perché della sua ascesa e il possibile impatto sul Made in Italy è alimentata da una domanda latente: come può un trentenne, erede di una delle fortune industriali più corpose d'Europa, guidare la trasformazione di settori strategici?
Leonardo Maria Del Vecchio nasce a Milano il 6 maggio 1995, figlio unico di Leonardo Del Vecchio - storico fondatore di Luxottica, leader mondiale dell'occhialeria - e di Nicoletta Zampillo. La famiglia Del Vecchio incarna un esempio emblematico di imprenditoria italiana multigenerazionale: da radici umili a un impero internazionale.
Il padre, Leonardo Del Vecchio, era figlio di emigranti pugliesi. Rimasto orfano di padre ancora bambino, cresciuto prima dal supporto della madre a Milano, poi affidato all'orfanotrofio Martinitt, cominciò la propria carriera come operaio e artigiano del metallo. Queste esperienze forgiano nei Del Vecchio un'attitudine alla resilienza e all'innovazione che si ritrova anche nel figlio Leonardo Maria, fin dalla sua infanzia caratterizzata sia da agio economico che da grandi aspettative e forti pressioni ereditarie.
La formazione di Leonardo Maria si distingue per rigore e apertura internazionale. Frequenta il prestigioso Collegio San Carlo di Milano, dove ottiene il diploma di maturità, per poi iscriversi al corso di laurea in Economia Aziendale e Management presso l'Università Bocconi, una delle università di management più autorevoli d'Europa. Dopo la laurea, sviluppa le sue competenze con esperienze dirette tra Stati Uniti e Regno Unito, entrando gradualmente nelle complesse dinamiche delle attività di famiglia.
Un errore comune è pensare che il suo percorso, sebbene agevolato dall'ambiente familiare, sia stato solo una formalità. La realtà mostra come Del Vecchio abbia cercato esperienze operative concrete, scegliendo di iniziare dal basso, gestendo direttamente punti vendita e acquisendo una comprensione approfondita del retail, confermata dalle sue stesse dichiarazioni pubbliche: Gestire un negozio mi ha insegnato a conoscere il cliente dall'interno. Questo approccio differenzia la sua leadership rispetto a quella di eredi meno coinvolti.
L'avvicendamento nella guida delle attività di famiglia rappresenta un passaggio generazionale strategico quanto complesso. Alla morte del padre, Leonardo Maria ha assunto ruoli chiave nel gruppo EssilorLuxottica, colosso da circa 80.000 dipendenti e oltre 9.000 negozi nel mondo.
Dapprima impegnato nel team Wholesale EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) di Luxottica, passa a capo delle attività retail italiane, gestendo marchi come Salmoiraghi & Viganò, GrandVision Italia, Sunglass Hut e i flagship Ray-Ban, Persol e Oliver Peoples. Attualmente, oltre al ruolo principale in EssilorLuxottica, guida come presidente la Fondazione Salmoiraghi & Viganò, sottolineando la sua attenzione per la responsabilità sociale.
Dal 2023, Del Vecchio ha avviato una strategia di diversificazione degli investimenti, orientandosi verso settori ad alto valore aggiunto: hospitality di lusso (acquisizione del brand Twiga, collaborazioni con marchi top come Boem nel ready-to-drink, e Carne di qualità con Carnissage), settore acque minerali (controllo del 72,5% di Società Acqua e Terme Fiuggi), audiovisivo (quota in Leone Film Group), fino all'ingresso nel mondo dell'editoria:
Rispetto alle generazioni precedenti, la grande differenza sta nel ruolo ibrido fra continuità e discontinuità: Del Vecchio Junior coniuga la solidità dell'esperienza passata con la necessità di rompere schemi e portare il Made in Italy a confrontarsi con nuovi paradigmi globali.
Secondo la stima di Forbes nel 2025, il patrimonio personale di Leonardo Maria si attesta su oltre 7 miliardi di euro, posizionandolo tra i più giovani miliardari europei. La sua fortuna deriva tanto dall'imponente eredità (la leggendaria mega successione dell'universo Del Vecchio, segnata dal passaggio delle quote di Delfin S.a.r.l.) quanto dalla capacità di farla fruttare.
LMDV Capital, il suo family office, è il perno di una gestione innovativa e moderna, che esula dalla pura rendita per investire in:
Leonardo Maria Del Vecchio rappresenta oggi una delle figure più eclettiche fra i giovani imprenditori europei. Estroso ma molto riservato, il suo carattere sfugge alle etichette classiche. Se da un lato si mostra in occasioni pubbliche accanto a personaggi come Jessica Michel Serfaty (al Met Gala 2024) e altri nomi del jet-set internazionale, dall'altro protegge con decisione la propria sfera privata.
Le scelte personali raccontano un legame profondo con la famiglia ma anche una serie di vicende sentimentali complesse e molto esposte mediaticamente:
La poliedricità - tra investimenti visionari, vita privata turbolenta e apparente freddezza nella comunicazione - genera fascino e perplessità. La capacità di sorprendere è un tratto ricorrente, spesso interpretato come stranezza rispetto alla tradizionale formalità dei grandi industriali italiani. Una leadership ibrida, specchio del tempo e delle nuove sfide che pone.
Ogni grande ascesa porta con sé critiche e punti interrogativi. In particolare, l'attenzione di Del Vecchio verso il settore dell'informazione ha sollevato interrogativi all'interno dell'opinione pubblica: basta pensare ai rilievi sulla concentrazione editoriale e al rischio di una eccessiva influenza imprenditoriale sulla qualità dei contenuti giornalistici.
Il suo approccio si è distinto spesso per trasparenza e rispetto delle regole del libero mercato: non ha forzato le tempistiche nelle acquisizioni e ha sempre spiegato di voler investire per rafforzare competenza e autonomia delle redazioni, anziché snaturarne la linea.
In ambito ereditario, la successione è avvenuta senza clamorose battaglie legali (caso raro per le grandi dinastie italiane), segno di una gestione affidabile e condivisa del passaggio generazionale, anche grazie alla struttura del family office. Tuttavia, la visibilità della sua figura ha generato talvolta resistenze interne, con il rischio di conflitti potenziali tra fratelli e rami paralleli dell'impero Del Vecchio.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...