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Chi sono gli statali che guadagnano di più con gli stipendi più alti dopo i diversi rinnovi di CCNL

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di Marcello Tansini pubblicato il
Chi sono statali guadagnano stipendi piu alti

Dopo i recenti rinnovi dei contratti nel settore pubblico, gli stipendi degli statali mostrano forti disparità. Al vertice si collocano magistrati e dirigenti, mentre rimangono differenze tra comparti e ruoli minori

Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione italiana ha attraversato una fase di intenso cambiamento in materia di remunerazione, sostenuta da una serie di rinnovi dei contratti collettivi nazionali (CCNL) e da interventi legislativi mirati alla valorizzazione del personale. Elementi fiscali, quali la riduzione delle aliquote Irpef sui redditi e la tassazione agevolata sugli straordinari, si sono affiancati agli adeguamenti salariali previsti dai nuovi accordi contrattuali 2022-2024. Queste trasformazioni hanno avuto effetti tangibili su milioni di lavoratori pubblici, sia in termini economici sia di percezione sociale.

I dati più recenti dell’Istat e le analisi della Ragioneria Generale dello Stato confermano che, a seguito dei rinnovi e dei recuperi delle annualità arretrate, gli stipendi nel settore pubblico sono aumentati in media del 2,7% nel 2025, incrementi che si manifestano in modo più marcato all’interno dei ministeri, delle forze armate e nei ruoli apicali. 

Chi sono gli statali con gli stipendi più alti: magistrati, alti dirigenti e settori top della PA

All’interno dell’apparato pubblico italiano, le categorie con le retribuzioni annue più alte sono senza dubbio alcune professioni specialistiche e vertici amministrativi. Magistrati e giudici guidano la classifica con stipendi che, secondo le ultime elaborazioni, variano tra i 137.000 e i 150.000 euro lordi all’anno per gli incarichi in tribunali e corte d’appello. È una fascia remunerativa che riflette il delicato ruolo di garanzia e autonomia di queste figure, regolato da norme specifiche e vincolato a standard elevati di responsabilità e indipendenza (come previsto dallo Statuto della Magistratura e dalla normativa ordinamentale).

Sul secondo gradino si collocano gli alti dirigenti dello Stato, in particolare i vertici ministeriali, i direttori generali e la carriera prefettizi, questi ultimi spesso superano i 100.000 euro annui lordi, potendo beneficiare di scatti di anzianità e indennità di funzione correlate alla gestione di strutture complesse.

Accanto a loro si collocano figure di vertice nelle autorità indipendenti (come Antitrust, Banca d’Italia, ecc.) e la carriera diplomatica, dove gli ambasciatori, per via dei rischi e delle competenze richieste, vantano emolumenti tra i più consistenti del pubblico impiego.

A seguire troviamo i dipendenti delle Forze Armate e dei Corpi di Sicurezza: ufficiali di alto grado nell’Esercito, Carabinieri e Guardia di Finanza, nonché Vigili del Fuoco nei ruoli direttivi, possono ricevere stipendi vicini o superiori a 50.000 euro annui, a cui si sommano le indennità di settore e benefici accessori.

Tra i comparti più “premianti” in termini economici spiccano inoltre:

  • Sanità: direttori generali, primari e dirigenti ricevono compensi che in alcuni casi superano i 90.000 euro lordi annui;
  • Agenzie fiscali e previdenziali: gli incarichi direttivi presso INPS, Agenzia delle Entrate e INAIL si attestano su livelli mediamente elevati, grazie a indennità di posizione e di risultato;
  • Enti di previdenza: qui le posizioni dirigenziali e di responsabilità tecnica assicurano retribuzioni andate crescendo nell’ultimo triennio.
La differenziazione salariale è rafforzata dalle dinamiche di rinnovo contrattuale, dai coefficienti di complessità delle mansioni, dal trattamento accessorio e dall’anzianità di servizio. Non va dimenticato come queste retribuzioni siano frutto anche di riallineamenti decisi per tenere conto delle distanze storiche tra alcune amministrazioni centrali e il resto del pubblico impiego, specialmente dopo il ciclo di rinnovi conclusosi tra 2024 e 2025.
Categoria Stipendio medio lordo annuo
Magistrati 137.000 - 150.000 €
Dirigenti di 1° livello, Prefetti 100.000 - 120.000 €
Direttori generali Sanità 90.000 - 110.000 €
Alti funzionari Agenzie fiscali 70.000 - 90.000 €
Ufficiali Forze Armate / Sicurezza 47.200 - 55.000 €

Le altre categorie di dipendenti statali: differenze salariali, rinnovi e adeguamenti tra i comparti

Accanto alle fasce più alte della retribuzione pubblica si trovano ampie categorie di dipendenti i cui stipendi, pur affrontando incrementi negli ultimi anni, rimangono medi o bassi rispetto ai livelli dei dirigenti.

Una di queste è rappresentata dal comparto scuola, dove insegnanti e personale ATA hanno recentemente visto aumenti medi mensili intorno ai 150 euro lordi, legati sia agli adeguamenti tabellari che agli arretrati dei nuovi CCNL. Un docente con lunga anzianità può percepire circa 2.100-2.300 euro lordi mensili, ma il settore rimane storicamente tra i meno remunerati in rapporto al livello di abilitazione e di responsabilità richiesta.

La sanità evidenzia forti divari: il personale infermieristico e gli operatori sociosanitari presentano retribuzioni che variano tra 23.000 e 32.000 euro annui lordi, nettamente inferiori ai dirigenti clinici e ai direttori di struttura. Nel complesso, la media degli stipendi pubblici si aggira sui 31.000 euro lordi annui, secondo la Ragioneria Generale dello Stato; tuttavia, permangono forti differenze tra Nord e Sud anche in termini di potere d’acquisto, a causa dei diversi costi della vita e della pressione degli affitti nelle grandi città.

Tra i ministeri ed enti centrali, impiegati e funzionari collocati nei profili C e D ricevono stipendi che si collocano tra i 24.000 e i 36.000 euro lordi annui. Nei corpi di Polizia e in altri comparti sicurezza, la retribuzione base per assistenti e agenti è di circa 1.350-1.500 euro lordi mensili, ma cresce notevolmente in funzione di turni, indennità operative e progressione di carriera.

Gli ultimi rinnovi contrattuali hanno tentato di attenuare i divari storici tramite:

  • maggiore uniformità nei criteri di progressione e premialità;
  • recuperi di annualità scadute e arretrati;
  • tassazione agevolata su straordinari e premi di risultato;
  • politiche di sostegno alla mobilità per ridurre le sperequazioni territoriali;
  • piani integrativi (come il “piano casa” destinato agli statali nelle aree metropolitane a più elevato costo della vita).





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Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...

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