Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Come cambierebbe la Juventus se fosse di Devasini e Airdoino (il primo e il quarto uomo ora più ricchi di Italia)

di Dott. Marco Castagna pubblicato il

L'ascesa di Devasini e Ardoino, ora tra i più ricchi d'Italia, potrebbe rivoluzionare la Juventus: nuovi scenari tra finanza digitale, governance 'crypto', investimenti, opportunità e rischi per il club e la tifoseria. https://www.businessonline.it/img/news/original/ai_realistica_openai_new_20260314_083208_757.png

Rimani aggiornato con BusinessOnline
Aggiungi come fonte
preferita su Google
X Instagram

L’ascesa di due imprenditori digitali sullo scenario della Juventus è ormai un dato di fatto. Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, menti dietro la società Tether e tra i personaggi più ricchi d’Italia e della scena globale, sono passati in pochissimo tempo da visionari della finanza tecnologica a rappresentanti di punta della nuova élite economica. La loro presenza sempre più consistente nel capitale azionario del club bianconero lascia intravedere scenari finora inediti nella governance di una grande squadra europea.  

Quali traiettorie di sviluppo potrebbero tracciare se divenissero soci di maggioranza?

La scalata di Tether alla Juventus: dalla minoranza alla maggioranza?

Il percorso di Tether, l’azienda delle stablecoin guidata da Devasini e Ardoino, si caratterizza per una filosofia opposta alle tradizionali holding sportive. Entrata nel capitale della Juventus con una quota iniziale intorno al 5% nel 2025, ha rapidamente superato l’11%, consolidando una presenza sempre più ingombrante per Exor, cassaforte storica degli Agnelli. Negli ultimi mesi si è assistito al susseguirsi di offerte formali per rilevare il controllo del club, respinte con fermezza dal board Exor e dal presidente Elkann, convinto sostenitore della storicità familiare bianconera.

Sebbene la struttura azionaria della Juventus sia saldamente blindata, le mosse di Tether – che ha proposto un investimento da oltre 1 miliardo di euro per acquisire la quota di maggioranza – testimoniano una strategia di consolidamento graduale. L’obiettivo apparente è trasformare la presenza da investitore di minoranza a decisore chiave del management. Il tentativo di eleggere un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione è stato solo il primo tassello di una “marcia di sfiancamento” nella governance. Il mantra dei due cofondatori, “Make Juventus Great Again”, manifesta l’ambizione di restituire competitività e nuova identità a una società dal brand ancora unico nel panorama internazionale, sebbene colpita negli ultimi anni da risultati sportivi altalenanti e costosi aumenti di capitale.

I profili di Devasini e Ardoino: visione, patrimoni e leadership nella finanza digitale

Il percorso professionale di entrambi è segnato da originalità e capacità di visione. Devasini, passato dalla medicina alla tecnologia e poi alle criptovalute, ha costruito una fortuna che, secondo Forbes, lo pone oggi al vertice degli italiani più ricchi, con un patrimonio stimato superiore agli 80 miliardi di dollari. Ardoino, informatico e attuale CEO di Tether, si afferma come figura carismatica nel settore, portando la sua esperienza di sviluppatore e manager digitale nel cuore della rivoluzione delle stablecoin.

I due sono percepiti come mecenati della tecnologia finanziaria, capaci di orientare e anticipare i trend mondiali. Le loro ricchezze derivano dalla crescita esponenziale di Tether, che gestisce riserve gigantesche e genera utili a doppia cifra miliardaria annuale. La loro leadership si fonda su una gestione snella e su un approccio a lungo termine, nel quale prevalgono resilienza ed efficienza piuttosto che la ricerca del rapido profitto speculativo. Tuttavia, una componente del loro successo è data anche dalla capacità di tenere i rapporti con le istituzioni finanziarie e i regolatori, aspetto reso ancora più complesso dallo spostamento della sede di Tether in El Salvador, con tutte le implicazioni in termini di trasparenza e regolamentazione.

Che cosa significherebbe la governance 'crypto' per la Juventus

Nel caso in cui Devasini e Ardoino ottenessero la maggioranza, si delineerebbe una nuova era per la governance bianconera, in cui i paradigmi della finanza decentralizzata e del digitale si intreccerebbero con le esigenze di una squadra dalla profonda identità popolare. La loro impostazione tecnica e analitica, già sperimentata in Tether, suggerisce alcuni possibili elementi distintivi:

  • Decentralizzazione delle decisioni: l’esperienza maturata nei circuiti blockchain potrebbe tradursi in processi decisionali più collegiali e inclusivi, magari attraverso piattaforme digitali dedicate a shareholder e tifosi.
  • Trasparenza gestionale: nonostante le critiche sulla trasparenza delle riserve in Tether, i fondatori hanno dichiarato di voler spingere, in ambito sportivo, su audit periodici, report pubblici e sistemi di controllo condivisi.
  • Sostenibilità e visione a lungo termine: il focus non sarebbe il risultato immediato, ma la costruzione di un club solido finanziariamente e attrattivo per investitori e talenti, seguendo la loro idea di business “a prova di futuro”.
  • Infrastrutture tecnologiche: forte impulso all’adozione di strumenti di intelligenza artificiale, Big Data e pagamenti digitali all’interno del club e per i suoi stakeholder, dalle performance calcistiche alle strategie di marketing.
Questa visione trova riscontro nei progetti industriali e digitali realizzati da Devasini e Ardoino, con investimenti in blockchain, IA e strumenti di analisi già sperimentati su larga scala in Tether. Non mancherebbero tuttavia motivi di frizione: la cultura del club e dei tifosi potrebbe mal digerire pratiche manageriali importate dal mondo crypto, così come la trasparenza reale dovrebbe essere effettivamente garantita e non solo promessa. Infine, le relazioni con regolatori e istituzioni sportive sarebbero ridisegnate sulla base di nuovi equilibri, tutti da testare a livello federale e internazionale.

Risorse economiche e potenzialità di investimento: come potrebbero cambiare il club

Nel caso in cui Tether conquistasse la maggioranza azionaria, l’afflusso di capitali freschi sarebbe senza precedenti per la Juventus. Le risorse disponibili derivano dagli utili delle stablecoin e da un patrimonio personale dei due fondatori ormai superiore a quello delle principali famiglie imprenditoriali italiane.

Ecco come potrebbero impattare su differenti aree del club:

Area Potenziale Intervento
Squadra Rafforzamento immediato del settore tecnico, ingaggi di profilo internazionale, valorizzazione del vivaio e investimenti mirati nello staff tecnico e medico attraverso tecnologia avanzata
Infrastrutture Modernizzazione degli impianti, trasformazione dello Stadium in ecosistema digitale, sviluppo di centri di allenamento e medicali all’avanguardia
Diversificazione Espansione nel settore della comunicazione digitale, media, podcast e community, per rafforzare il brand Juventus a livello globale
Sostenibilità Progetti orientati alla sostenibilità energetica e ambientale, grazie a partnership con aziende di intelligenza artificiale ed energia green nella filiera Tether

La disponibilità di fondi permetterebbe alla Juventus di tornare competitiva su tutti i fronti, promuovendo una cultura dell’innovazione senza rinunciare ai valori storici. Operazioni di mercato più dinamiche e una strategia di business globale potrebbero riportare la società ai massimi livelli del calcio europeo, con un occhio puntato sia ai campioni affermati sia ai giovani talenti internazionali.

Opportunità e rischi di una Juve a guida Tether: tra innovazione, sostenibilità e compliance

Il subentro di Tether come azionista di riferimento porterebbe con sé ampi margini di innovazione, ma anche rischi da gestire con estrema attenzione. Tra i principali vantaggi si possono indicare:

  • Capacità di investimento senza eguali: con liquidità elevata e know-how nella gestione delle criptovalute, il club disporrebbe di risorse rare nel panorama europeo.
  • Digitalizzazione avanzata: forte impulso a processi, piattaforme e servizi digitali per business, marketing e engagement dei tifosi.
  • Nuovi canali di revenue: sfruttamento di tecnologie blockchain per fan token, NFT, ticketing digitale e servizi finanziari innovativi legati al brand Juve.
  • Collaborazioni globali: accesso diretto a partnership con attori internazionali del settore fintech, IA ed energia.
Non sono da sottovalutare però le criticità:
  • Reputazione e percezione pubblica: la presenza in giurisdizioni come El Salvador e le contestazioni sulla trasparenza delle riserve possono sollevare dubbi tra stakeholder e autorità.
  • Compliance e regolamentazione: la necessità di allinearsi alle norme UEFA, FIGC e alle leggi europee sulle criptovalute richiede un’attenzione rigorosa a tematiche di antiriciclaggio e tutela degli investitori.
  • Gestione delle oscillazioni finanziarie: nonostante il modello delle stablecoin, persiste il rischio di instabilità se le riserve non fossero sempre perfettamente allineate agli impegni.
  • Cultura aziendale: la transizione da una gestione tradizionale a una crypto-native potrebbe generare tensioni interne rilevanti, soprattutto con posizioni dirigenziali storiche e con la base più conservatrice dei tifosi.
Le opportunità si manifestano solo a fronte di un equilibrio tra innovazione radicale e rispetto di prassi consolidate, puntando su trasparenza, controlli rigorosi e rispetto delle normative vigenti (MiCAR, Genius Act USA, Regolamenti UEFA sulle licenze finanziarie).

Impatto sugli appassionati e sulla tifoseria: nuove strategie di engagement e internazionalizzazione

L’eventuale ascesa di Devasini e Ardoino come soci di maggioranza potrebbe riscrivere le relazioni tra club e tifosi. Tra le direttrici di cambiamento più attese:

  • Digital fan engagement: lancio di piattaforme interattive, fan token e strumenti di voto per coinvolgere la base globale, con il risultato di rendere la community protagonista di alcune scelte strategiche e sociali.
  • Internazionalizzazione spinta: sfruttamento della capillarità delle stablecoin nei Paesi emergenti per rafforzare la presenza della Juventus in Africa, Asia e America Latina, agendo sia come club calcistico che come piattaforma di inclusione digitale.
  • Nuove esperienze allo stadio: implementazione di pagamenti in criptovalute per biglietti, merchandising e offerte speciali dedicate ai possessori di token digitali.
L’obiettivo dichiarato dai fondatori è sfruttare il potenziale di oltre 200 milioni di fan per trasformare la passione sportiva in occasione di innovazione e consapevolezza finanziaria. L’attenzione ai tifosi storici italiani si combinerebbe con quella ai nuovi supporter digitali, testimoniando una svolta nella strategia di engagement che potrebbe, se ben gestita, rendere la Juventus un modello a livello europeo.




Leggi anche

Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...