L'ascesa di Devasini e Ardoino, ora tra i più ricchi d'Italia, potrebbe rivoluzionare la Juventus: nuovi scenari tra finanza digitale, governance 'crypto', investimenti, opportunità e rischi per il club e la tifoseria. https://www.businessonline.it/img/news/original/ai_realistica_openai_new_20260314_083208_757.png
L’ascesa di due imprenditori digitali sullo scenario della Juventus è ormai un dato di fatto. Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, menti dietro la società Tether e tra i personaggi più ricchi d’Italia e della scena globale, sono passati in pochissimo tempo da visionari della finanza tecnologica a rappresentanti di punta della nuova élite economica. La loro presenza sempre più consistente nel capitale azionario del club bianconero lascia intravedere scenari finora inediti nella governance di una grande squadra europea.
Quali traiettorie di sviluppo potrebbero tracciare se divenissero soci di maggioranza?
Il percorso di Tether, l’azienda delle stablecoin guidata da Devasini e Ardoino, si caratterizza per una filosofia opposta alle tradizionali holding sportive. Entrata nel capitale della Juventus con una quota iniziale intorno al 5% nel 2025, ha rapidamente superato l’11%, consolidando una presenza sempre più ingombrante per Exor, cassaforte storica degli Agnelli. Negli ultimi mesi si è assistito al susseguirsi di offerte formali per rilevare il controllo del club, respinte con fermezza dal board Exor e dal presidente Elkann, convinto sostenitore della storicità familiare bianconera.
Sebbene la struttura azionaria della Juventus sia saldamente blindata, le mosse di Tether – che ha proposto un investimento da oltre 1 miliardo di euro per acquisire la quota di maggioranza – testimoniano una strategia di consolidamento graduale. L’obiettivo apparente è trasformare la presenza da investitore di minoranza a decisore chiave del management. Il tentativo di eleggere un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione è stato solo il primo tassello di una “marcia di sfiancamento” nella governance. Il mantra dei due cofondatori, “Make Juventus Great Again”, manifesta l’ambizione di restituire competitività e nuova identità a una società dal brand ancora unico nel panorama internazionale, sebbene colpita negli ultimi anni da risultati sportivi altalenanti e costosi aumenti di capitale.
Il percorso professionale di entrambi è segnato da originalità e capacità di visione. Devasini, passato dalla medicina alla tecnologia e poi alle criptovalute, ha costruito una fortuna che, secondo Forbes, lo pone oggi al vertice degli italiani più ricchi, con un patrimonio stimato superiore agli 80 miliardi di dollari. Ardoino, informatico e attuale CEO di Tether, si afferma come figura carismatica nel settore, portando la sua esperienza di sviluppatore e manager digitale nel cuore della rivoluzione delle stablecoin.
I due sono percepiti come mecenati della tecnologia finanziaria, capaci di orientare e anticipare i trend mondiali. Le loro ricchezze derivano dalla crescita esponenziale di Tether, che gestisce riserve gigantesche e genera utili a doppia cifra miliardaria annuale. La loro leadership si fonda su una gestione snella e su un approccio a lungo termine, nel quale prevalgono resilienza ed efficienza piuttosto che la ricerca del rapido profitto speculativo. Tuttavia, una componente del loro successo è data anche dalla capacità di tenere i rapporti con le istituzioni finanziarie e i regolatori, aspetto reso ancora più complesso dallo spostamento della sede di Tether in El Salvador, con tutte le implicazioni in termini di trasparenza e regolamentazione.
Nel caso in cui Devasini e Ardoino ottenessero la maggioranza, si delineerebbe una nuova era per la governance bianconera, in cui i paradigmi della finanza decentralizzata e del digitale si intreccerebbero con le esigenze di una squadra dalla profonda identità popolare. La loro impostazione tecnica e analitica, già sperimentata in Tether, suggerisce alcuni possibili elementi distintivi:
Nel caso in cui Tether conquistasse la maggioranza azionaria, l’afflusso di capitali freschi sarebbe senza precedenti per la Juventus. Le risorse disponibili derivano dagli utili delle stablecoin e da un patrimonio personale dei due fondatori ormai superiore a quello delle principali famiglie imprenditoriali italiane.
Ecco come potrebbero impattare su differenti aree del club:
| Area | Potenziale Intervento |
| Squadra | Rafforzamento immediato del settore tecnico, ingaggi di profilo internazionale, valorizzazione del vivaio e investimenti mirati nello staff tecnico e medico attraverso tecnologia avanzata |
| Infrastrutture | Modernizzazione degli impianti, trasformazione dello Stadium in ecosistema digitale, sviluppo di centri di allenamento e medicali all’avanguardia |
| Diversificazione | Espansione nel settore della comunicazione digitale, media, podcast e community, per rafforzare il brand Juventus a livello globale |
| Sostenibilità | Progetti orientati alla sostenibilità energetica e ambientale, grazie a partnership con aziende di intelligenza artificiale ed energia green nella filiera Tether |
La disponibilità di fondi permetterebbe alla Juventus di tornare competitiva su tutti i fronti, promuovendo una cultura dell’innovazione senza rinunciare ai valori storici. Operazioni di mercato più dinamiche e una strategia di business globale potrebbero riportare la società ai massimi livelli del calcio europeo, con un occhio puntato sia ai campioni affermati sia ai giovani talenti internazionali.
Il subentro di Tether come azionista di riferimento porterebbe con sé ampi margini di innovazione, ma anche rischi da gestire con estrema attenzione. Tra i principali vantaggi si possono indicare:
L’eventuale ascesa di Devasini e Ardoino come soci di maggioranza potrebbe riscrivere le relazioni tra club e tifosi. Tra le direttrici di cambiamento più attese:
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...