Il giro di vite societario tra RedBird ed Elliott apre scenari cruciali per il Milan: governance, stabilità finanziaria, investimenti, mercato e prospettive future della squadra rossonera vengono messi sotto la lente d’ingrandimento.
L’ambiente rossonero vive un frangente di potenziale trasformazione gestionale. Dopo un lungo periodo in cui il Milan ha convissuto con la presenza di RedBird Capital Partners e Elliott Management, si affaccia la prospettiva di una nuova fase. Le recenti indiscrezioni su un rifinanziamento volto all’uscita anticipata di Elliott dal debito, segnano un momento chiave nella storia societaria del club. L’assetto finanziario, l’operatività dirigenziale e le linee guida per la crescita economica e sportiva sono oggi al centro del dibattito. Analizzare tale scenario offre una panoramica sulle ricadute non solo nei palazzi del potere rossonero, ma anche sulle strategie di mercato, la struttura della squadra e l’intero quadro competitivo che interessa uno dei club più titolati d’Europa.
Dopo quasi due anni di coesistenza, le strade tra il Milan e il fondo Elliott sono prossime a interrompersi: RedBird Capital Partners ha avviato concretamente un’operazione di rifinanziamento. Questo passaggio risponde sia a esigenze di sostenibilità sia a una volontà di rafforzare la posizione del fondo statunitense guidato da Gerry Cardinale. Al centro vi è la questione del vendor loan (finanziamento del venditore) di 489 milioni di euro, stipulato in occasione della vendita del club, con scadenza inizialmente fissata al 2028.
Secondo fonti giornalistiche, la probabile entrata di Manulife Comvest, gruppo di private credit canadese, come nuovo finanziatore—senza ruolo nell’azionariato—consentirebbe a RedBird di saldare in anticipo il debito rimanente. Questa strategia, attesa entro il primo semestre dell’anno, capitalizza condizioni di mercato favorevoli, come tassi d’interesse più bassi, agevolando la chiusura del capitolo Elliott.
L’estinzione anticipata del vendor loan avrebbe le seguenti ricadute dirette:
L’eventuale uscita di Elliott dal debito del Milan non implicherebbe scosse di rilievo alla governance operativa, secondo le indiscrezioni emerse. Il Consiglio di amministrazione, guidato dal Ceo Giorgio Furlani, resterebbe stabile. Furlani, da anni nel club, ha dimostrato di poter guidare un percorso di autosufficienza e crescita finanziaria, diventando punto di riferimento riconosciuto nel sistema calcio italiano.
Accanto al Ceo emerge la figura di Massimo Calvelli, già membro del CdA, che potrebbe vedere rafforzato il proprio peso specifico nella definizione delle strategie. Il nuovo assetto innescherebbe una continuità di visione manageriale, cui RedBird attribuisce grande valore, mantenendo le scelte improntate alla programmazione piuttosto che a discontinuità traumatiche.
I passaggi più delicati riguarderanno la sintonia tra proprietà e management nell’impostazione delle strategie future. La chiarezza dei ruoli e la trasparenza degli obiettivi permettono maggiore credibilità agli occhi di partner, investitori e tifosi, elementi richiesti dalle recenti circolari FIGC - e UEFA - che privilegiano un governo societario trasparente e stabile per la concessione delle licenze nazionali ed europee.
L’operazione di rifinanziamento e la conseguente uscita di Elliott dal debito incidono positivamente sulla struttura economico-finanziaria. Il club ha già dimostrato negli ultimi tre esercizi una sorprendente capacità di crescita: il bilancio al 30 giugno 2025 si è chiuso con un utile netto di 3 milioni, risultato tanto più significativo alla luce dell’esclusione dalle coppe europee per la stagione considerata. I ricavi hanno raggiunto quota 495 milioni di euro, con un aumento del 10% rispetto alla stagione precedente.
Questi numeri riflettono anche una politica di investimenti di lungo periodo, che soltanto strutture economicamente sane possono sostenere:
Il cambiamento nello scenario finanziario offre a RedBird maggiori certezze operative nella gestione della campagna acquisti e della strategia sportiva. In assenza di vincoli stringenti legati al rimborso di debiti pregressi, sarà possibile strutturare un mercato calibrato su un mix di consolidamento dei principali asset tecnici e di ulteriore valorizzazione di giovani prospetti.
Le recenti sessioni di calciomercato hanno già evidenziato un orientamento verso il rafforzamento dei reparti chiave. Profili come Maignan, Leão e Pulisic rappresentano, non solo il cuore tecnico della rosa, ma anche risorse dall’alto valore commerciale. Il totale investito tra nuovi acquisti e rinnovamenti supera i 250 milioni in due esercizi, segno che la società ha pianificato interventi su basi finanziarie solide.
Un focus rafforzato su:
L’allentamento dei vincoli finanziari consente di gestire con maggiore serenità le dinamiche sportive. Il Milan ha oggi un organico valutato tra i più competitivi in Serie A, pur rimanendo dietro all’Inter nel "derby dei cartellini" sul valore totale delle rose. Il gap rispetto ai nerazzurri è stato assottigliato volto a una progressiva riduzione, anche grazie a investimenti nei reparti strategici.
I risultati degli ultimi anni confermano la validità delle scelte manageriali orientate alla stabilità e alla crescita graduale. Il percorso di consolidamento tecnico ha permesso al club di:
Le leve strategiche di valorizzazione del Milan guardano, nello scenario attuale e futuro, a un’ampia gamma di progetti. Sul fronte infrastrutturale, il club ha recentemente acquisito, insieme all’Inter, la proprietà dello stadio San Siro per 197 milioni di euro, dando avvio a un investimento da oltre un miliardo per la realizzazione del nuovo impianto, destinato a cambiare il volto del quartiere e dell’offerta di intrattenimento milanese.
Le clausole urbanistiche e le prescrizioni ambientali previste – come la restituzione di 50.000 mq di verde e il finanziamento di progetti sociali – riflettono la volontà di perseguire un modello di business responsabile in linea con la normativa nazionale e i nuovi indirizzi UEFA sulla responsabilità sociale.
Parallelamente, la rinnovata partnership con Emirates, in vigore dal 2007, garantisce risorse economiche e visibilità internazionale, con una presenza massiccia del brand sia sulle maglie della prima squadra che in tutti gli eventi commerciali e digitali.
In questa cornice il valore patrimoniale del Milan continua a crescere, supportato da: