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Milan, cosa succede se Redbird si libera di Elliot: conseguenze societarie, calciomercato e su squada e risultati sportivi

di Marcello Tansini pubblicato il
Milan redbird unico priortario con fuori

Il giro di vite societario tra RedBird ed Elliott apre scenari cruciali per il Milan: governance, stabilità finanziaria, investimenti, mercato e prospettive future della squadra rossonera vengono messi sotto la lente d’ingrandimento.

L’ambiente rossonero vive un frangente di potenziale trasformazione gestionale. Dopo un lungo periodo in cui il Milan ha convissuto con la presenza di RedBird Capital Partners e Elliott Management, si affaccia la prospettiva di una nuova fase. Le recenti indiscrezioni su un rifinanziamento volto all’uscita anticipata di Elliott dal debito, segnano un momento chiave nella storia societaria del club. L’assetto finanziario, l’operatività dirigenziale e le linee guida per la crescita economica e sportiva sono oggi al centro del dibattito. Analizzare tale scenario offre una panoramica sulle ricadute non solo nei palazzi del potere rossonero, ma anche sulle strategie di mercato, la struttura della squadra e l’intero quadro competitivo che interessa uno dei club più titolati d’Europa.

Lo scenario societario: cosa cambia con il rifinanziamento RedBird e l’uscita di Elliott

Dopo quasi due anni di coesistenza, le strade tra il Milan e il fondo Elliott sono prossime a interrompersi: RedBird Capital Partners ha avviato concretamente un’operazione di rifinanziamento. Questo passaggio risponde sia a esigenze di sostenibilità sia a una volontà di rafforzare la posizione del fondo statunitense guidato da Gerry Cardinale. Al centro vi è la questione del vendor loan (finanziamento del venditore) di 489 milioni di euro, stipulato in occasione della vendita del club, con scadenza inizialmente fissata al 2028.

Secondo fonti giornalistiche, la probabile entrata di Manulife Comvest, gruppo di private credit canadese, come nuovo finanziatore—senza ruolo nell’azionariato—consentirebbe a RedBird di saldare in anticipo il debito rimanente. Questa strategia, attesa entro il primo semestre dell’anno, capitalizza condizioni di mercato favorevoli, come tassi d’interesse più bassi, agevolando la chiusura del capitolo Elliott.

L’estinzione anticipata del vendor loan avrebbe le seguenti ricadute dirette:

  • Alleggerimento della pressione finanziaria dovuta alla presenza di un grande creditore esterno.
  • Piena gestione della governance da parte di RedBird, senza più interlocutori storici che possano influenzare le scelte chiave.
  • Crescita dell’orizzonte temporale di pianificazione finanziaria e strategica, importante per la crescita organica e la valorizzazione commerciale.
Da sottolineare la permanenza del controllo azionario nelle mani di RedBird: la questione riguarda principalmente l’assetto dei finanziamenti e non modifica la compagine proprietaria, a garanzia degli attuali equilibri societari e della fiducia degli stakeholder.

Impatto sulla governance e la continuità manageriale del Milan

L’eventuale uscita di Elliott dal debito del Milan non implicherebbe scosse di rilievo alla governance operativa, secondo le indiscrezioni emerse. Il Consiglio di amministrazione, guidato dal Ceo Giorgio Furlani, resterebbe stabile. Furlani, da anni nel club, ha dimostrato di poter guidare un percorso di autosufficienza e crescita finanziaria, diventando punto di riferimento riconosciuto nel sistema calcio italiano.

Accanto al Ceo emerge la figura di Massimo Calvelli, già membro del CdA, che potrebbe vedere rafforzato il proprio peso specifico nella definizione delle strategie. Il nuovo assetto innescherebbe una continuità di visione manageriale, cui RedBird attribuisce grande valore, mantenendo le scelte improntate alla programmazione piuttosto che a discontinuità traumatiche.

I passaggi più delicati riguarderanno la sintonia tra proprietà e management nell’impostazione delle strategie future. La chiarezza dei ruoli e la trasparenza degli obiettivi permettono maggiore credibilità agli occhi di partner, investitori e tifosi, elementi richiesti dalle recenti circolari FIGC - e UEFA - che privilegiano un governo societario trasparente e stabile per la concessione delle licenze nazionali ed europee.

Effetti sul bilancio, investimenti e solidità economico-finanziaria

L’operazione di rifinanziamento e la conseguente uscita di Elliott dal debito incidono positivamente sulla struttura economico-finanziaria. Il club ha già dimostrato negli ultimi tre esercizi una sorprendente capacità di crescita: il bilancio al 30 giugno 2025 si è chiuso con un utile netto di 3 milioni, risultato tanto più significativo alla luce dell’esclusione dalle coppe europee per la stagione considerata. I ricavi hanno raggiunto quota 495 milioni di euro, con un aumento del 10% rispetto alla stagione precedente.

Questi numeri riflettono anche una politica di investimenti di lungo periodo, che soltanto strutture economicamente sane possono sostenere:

  • Oltre 250 milioni di investimenti in due anni destinati a rafforzare la rosa e il settore giovanile.
  • Prosecuzione del progetto "Milan Futuro", finalizzato allo sviluppo di giovani talenti.
  • Significativi investimenti infrastrutturali, inclusa la prima fase operativa per il nuovo stadio.
Il patrimonio netto a 199 milioni costituisce una solida garanzia patrimoniale. L’uscita del vecchio creditore e il ricorso a nuove fonti di finanziamento rendono il profilo di rischio del club ancora più attrattivo sia per le istituzioni finanziarie sia per gli sponsor. Indicatori positivi secondo i principali regolamenti della UEFA in materia di sostenibilità finanziaria e fair play finanziario.

Conseguenze sul calciomercato e sulla strategia sportiva del Milan

Il cambiamento nello scenario finanziario offre a RedBird maggiori certezze operative nella gestione della campagna acquisti e della strategia sportiva. In assenza di vincoli stringenti legati al rimborso di debiti pregressi, sarà possibile strutturare un mercato calibrato su un mix di consolidamento dei principali asset tecnici e di ulteriore valorizzazione di giovani prospetti.

Le recenti sessioni di calciomercato hanno già evidenziato un orientamento verso il rafforzamento dei reparti chiave. Profili come Maignan, Leão e Pulisic rappresentano, non solo il cuore tecnico della rosa, ma anche risorse dall’alto valore commerciale. Il totale investito tra nuovi acquisti e rinnovamenti supera i 250 milioni in due esercizi, segno che la società ha pianificato interventi su basi finanziarie solide.

Un focus rafforzato su:

  • Crescita patrimoniale dei giovani talenti interni ed esterni.
  • Salvaguardia dei top player, evitando cessioni dettate da urgenze finanziarie.
  • Potenziamento dell’area scouting, per trarre vantaggio dalle opportunità di mercato europee.
La strategia si mantiene coerente con i vincoli imposti dal fair play finanziario UEFA e privilegia un modello di crescita organica, senza rinunciare a investimenti mirati che possano garantire immediato impatto sportivo e sostenibilità a medio termine.

Possibili ripercussioni sui risultati sportivi e sulla competitività della squadra

L’allentamento dei vincoli finanziari consente di gestire con maggiore serenità le dinamiche sportive. Il Milan ha oggi un organico valutato tra i più competitivi in Serie A, pur rimanendo dietro all’Inter nel "derby dei cartellini" sul valore totale delle rose. Il gap rispetto ai nerazzurri è stato assottigliato volto a una progressiva riduzione, anche grazie a investimenti nei reparti strategici.

I risultati degli ultimi anni confermano la validità delle scelte manageriali orientate alla stabilità e alla crescita graduale. Il percorso di consolidamento tecnico ha permesso al club di:

  • Mantenere una competitività elevata su più fronti (campionato e coppe nazionali).
  • Gestire in modo efficace l’inserimento dei giovani in prima squadra.
  • Sostenere senza traumi l’eventuale rotazione di alcuni titolari e il ricambio generazionale.
La maggiore disponibilità di risorse, liberata dal peso di debiti pregressi, offre margini di manovra più ampi per future sessioni di mercato ed eventuali rinnovamenti contrattuali, con l’obiettivo di accorciare ulteriormente il divario con le rivali dirette in Italia e in Europa.

Prospettive future su stadio, partnership e valore del club

Le leve strategiche di valorizzazione del Milan guardano, nello scenario attuale e futuro, a un’ampia gamma di progetti. Sul fronte infrastrutturale, il club ha recentemente acquisito, insieme all’Inter, la proprietà dello stadio San Siro per 197 milioni di euro, dando avvio a un investimento da oltre un miliardo per la realizzazione del nuovo impianto, destinato a cambiare il volto del quartiere e dell’offerta di intrattenimento milanese.

Le clausole urbanistiche e le prescrizioni ambientali previste – come la restituzione di 50.000 mq di verde e il finanziamento di progetti sociali – riflettono la volontà di perseguire un modello di business responsabile in linea con la normativa nazionale e i nuovi indirizzi UEFA sulla responsabilità sociale.

Parallelamente, la rinnovata partnership con Emirates, in vigore dal 2007, garantisce risorse economiche e visibilità internazionale, con una presenza massiccia del brand sia sulle maglie della prima squadra che in tutti gli eventi commerciali e digitali.

In questa cornice il valore patrimoniale del Milan continua a crescere, supportato da:

  • Consolidamento delle collaborazioni commerciali storiche e nuove opportunità di sponsorizzazione.
  • Espansione delle attività nel settore entertainment, lifestyle e formazione giovanile.
  • Miglioramento dell’attrattività su investitori istituzionali e stakeholder internazionali.
L’insieme di queste strategie pone il club in una posizione di forza, rafforzando la propria credibilità e solidità sullo scenario italiano ed europeo.




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