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Come ha provato un cinese a cambiare 19 chili di monete false in contanti in un supermercato e ci era quasi riuscito

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Un uomo cinese ha cercato di cambiare 19 chili di monete false in contanti sfruttando i convertitori automatici di un supermercato. Il caso svela dinamiche, rischi e controlli legati al fenomeno .

Un episodio avvenuto presso un centro commerciale dell'hinterland milanese ha portato alla luce le strategie sempre più ingegnose adottate da chi tenta di introdurre denaro contraffatto nella circolazione. Il caso riguarda un cittadino cinese che, con oltre 19 chili di monete da 50 centesimi contraffatte, si è presentato per trasformarle in contanti veri sfruttando le opportunità offerte dai convertitori automatici disponibili nei supermercati. Un tentativo sofisticato, conclusosi con l'inseguimento da parte delle forze dell'ordine, l'identificazione e una denuncia per spendita di monete false, oltre al successivo decreto di espulsione dall'Italia.

Questo episodio mette sotto i riflettori non solo i metodi di chi opera nel mondo della contraffazione, ma anche le misure di sicurezza dei supermercati e le implicazioni normative che regolano l'uso e il cambio delle monete metalliche.

Il tentativo di truffa nel centro commerciale: dinamica dei fatti

Il pomeriggio del 12 febbraio a Cornaredo, zona nord-ovest di Milano, un uomo di origine cinese, identificato successivamente come irregolare sul territorio nazionale, ha cercato di convertire una notevole quantità di monete metalliche nel supermercato Bennet. Le monete da 50 centesimi, pari a un valore di circa 1.200 euro, presentavano caratteristiche anomale agli occhi degli operatori di sicurezza.

Il modus operandi adottato dall'uomo consisteva nell'utilizzare un convertitore automatico di monete. Questi dispositivi, installati in alcune grandi catene commerciali, consentono ai clienti di inserire elevati quantitativi di spiccioli e ricevere in cambio buoni spesa o, in alcuni casi, contanti. La presunta mancanza di controllo umano immediato appariva una potenziale debolezza sfruttabile per tentare il riciclo di monete di dubbia provenienza.

Tuttavia, il tentativo di cambio non è passato inosservato. La grande quantità, la serialità delle monete e probabilmente anche l'azione ripetitiva durante l'utilizzo del dispositivo hanno destato il sospetto dei responsabili della sicurezza, che hanno attivato prontamente le forze dell'ordine. I carabinieri sono intervenuti sul posto e l'uomo è stato bloccato prima che potesse completare l'operazione o disperdere le monete tra diversi punti di cambio.

Le monetine sono state sequestrate e sottoposte a verifica per rilevare la tecnica di contraffazione utilizzata. Le autorità hanno quindi proceduto non solo alla denuncia per spendita e introduzione di monete false nell'economia, ma anche all'avvio delle pratiche di espulsione dopo aver constatato l'irregolarità sul territorio italiano dal 2023. Il caso rappresenta un esempio concreto di come i tentativi di frode possano evolversi, ma anche di come la collaborazione tra sorveglianza privata e istituzioni contribuisca a contrastare la diffusione di moneta non autentica nel circuito legale.

Come funzionano i convertitori automatici di monete

L'evoluzione della gestione del denaro contante nei grandi supermercati e nei centri commerciali ha portato all'installazione di dispositivi automatizzati per il conteggio e il cambio delle monete. I convertitori automatici sono macchine destinate a facilitare la vita di chi accumula spiccioli - privati cittadini, piccoli commercianti e associazioni - consentendo, a fronte del versamento di monete, la ricezione di voucher spendibili oppure di denaro cartaceo.

Il meccanismo è generalmente semplice: l'utente inserisce le monete nella macchina, che provvede a contarle, suddividerle per taglio e verificarne caratteristiche fisiche e peso. Terminata la procedura, il sistema stampa uno scontrino con il controvalore detratto di una commissione (talvolta fino al 10% della somma), utilizzabile direttamente alla cassa per acquisti.

I dispositivi più avanzati sono dotati di:

  • Sistemi di riconoscimento magnetico ed elettronico che identificano eventuali metallicità, diametro e peso delle monete;
  • Scanner ottici e sensori di autenticità in grado di respingere esemplari non conformi agli standard della zecca;
  • Procedure di registrazione delle transazioni per tracciabilità e controllo.
Nonostante ciò, il sistema non è infallibile: alcune contraffazioni, specie se realizzate con materiali tecnologicamente simili all'originale, possono sfuggire alle prime verifiche, motivo per cui molti supermercati adottano controlli secondari e collaborano con le autorità in caso siano segnalate anomalie di funzionamento della macchina o comportamenti sospetti da parte degli utenti.

Limiti e controlli sui pagamenti e sul cambio delle monete

L'introduzione di limiti all'uso e al cambio delle monete metalliche deriva da una normativa europea recepita anche in Italia. L'art. 11 del Regolamento CE 974/1998 stabilisce che - salvo la banca centrale e soggetti abilitati - nessuno è obbligato ad accettare più di cinquanta monete metalliche per singolo pagamento. Questo garantisce ai commercianti la libertà di rifiutare pagamenti in spiccioli in quantità eccessive, limitando le difficoltà di gestione e il rischio legato alla circolazione di falsi.

Nei supermercati e nei convertitori automatici:

  • È frequente l'applicazione di limiti massimi di monete accettabili per ogni operazione;
  • Le macchine possono respingere monete danneggiate, di provenienza ignota o, come nei casi sospetti, set di esemplari troppo omogenei e in quantità anomala;
  • I controlli sul cambio diventano sempre più stringenti nei confronti delle grandi quantità, si pensi ad esempio alla Banca d'Italia che ritira monete solo tramite specifico deposito e dopo accertamenti formali sull'autenticità.
Ulteriori misure aggiuntive, come la richiesta di dati personali per le transazioni sopra una certa soglia e la tracciatura delle operazioni, servono a scoraggiare l'immissione di monete non autentiche nei circuiti legali di pagamento, e rappresentano una solida tutela per clienti, catene commerciali e settore bancario.

Monete false: diffusione, riconoscimento e rischi

La pratica della contraffazione delle monete metalliche assume oggi dimensioni rilevanti, pur rimanendo inferiore rispetto a quella delle banconote. Secondo i report di BCE e Banca d'Italia, il taglio da 50 centesimi - quello interessato dal caso di Cornaredo - risulta uno dei più soggetti a falsificazione, insieme alle monete da 2 euro.

Le monete false vengono prodotte attraverso sofisticati processi industriali, capaci di replicare in maniera impressionante peso, dimensioni e metallurgia delle originali. Tuttavia, alcune imperfezioni restano rilevabili ai controlli:

  • Irregolarità nel bordo e nei rilievi;
  • Differenze nel colore e nella lucentezza;
  • Scostamenti di peso rilevati dai sensori delle macchine;
  • Assenza di caratteristiche magnetiche proprie delle leghe autentiche.
Il principale rischio è l'introduzione di queste monete nel circuito monetario legale, che può compromettere la fiducia nel sistema dei pagamenti e generare danni economici soprattutto per esercizi che fanno largo uso di contante, come supermercati, bar e tabaccherie.

Il riconoscimento delle monete false da parte dei cittadini è più complesso rispetto alle banconote, data la mancanza di elementi facilmente ispezionabili come filigrane e strisce olografiche. Inoltre, chi si trova involontariamente in possesso di monete sospette non ha diritto a cambiarle presso banca o esercente, con la concreta perdita del valore nominale.

Allo stesso modo, secondo la normativa vigente, chi tenta consapevolmente di spendere monete false rischia non solo di perdere la somma, ma anche di subire conseguenze penali, come nel caso in analisi. Le autorità, attraverso la collaborazione con le catene di supermercati, riescono però sempre più spesso a identificare tempestivamente anomalie, limitando le possibilità di buon esito per chi agisce in malafede.

Cosa rischia chi introduce falsi nel circuito monetario

L'introduzione consapevole di denaro falso nei circuiti di pagamento è punita severamente dalla legge italiana. Secondo il Codice Penale, l'art. 453 punisce la produzione, l'introduzione nello Stato e la spendita di monete falsificate, con pene che possono includere diversi anni di reclusione, oltre a ingenti sanzioni pecuniarie.

Nel caso specifico di Cornaredo, l'uomo è stato denunciato per spendita e introduzione di monete false, reato che prevede, oltre al procedimento penale connesso, anche conseguenze di tipo amministrativo come il sequestro delle monete sospette e il possibile avvio di procedura di espulsione in presenza di situazioni di irregolarità rispetto al soggiorno in Italia.

Oltre alla perdita del valore nominale delle monete, chi viene sorpreso nell'atto di immettere monete o banconote contraffatte subisce la segnalazione alle autorità giudiziarie e rischia il rimpatrio qualora risulti privo di documentazione regolare sul territorio nazionale. La combinazione di sanzioni penali e amministrative costituisce un potente deterrente nei confronti di chi tenta di utilizzare canali apparentemente innocui come i convertitori automatici per operazioni fraudolente.

Tecnologie per il riconoscimento automatico

L'innovazione tecnologica nel settore dei pagamenti ha portato allo sviluppo di sistemi sempre più evoluti per il controllo dell'autenticità del denaro. Nei supermercati, le macchine cambiamonete utilizzano:

  • Sensori magnetici e elettronici per il riconoscimento dei metalli;
  • Sistemi di pesatura ad alta precisione;
  • Scanner ottici e pattern recognition per identificare dettagli e anomalie sui rilievi;
  • Sistemi di blocco automatico e segnalazione in caso vengano rilevate sequenze di monete sospette.
Per le banconote, i moderni apparecchi contabanconote e rilevatori lavorano con:
  • Tecnologia UV per rilevare inchiostri speciali e fibre di sicurezza;
  • Sistemi a doppio sensore CIS per la creazione di impronte digitali del denaro;
  • Riconoscimento dimensionale e verifica di microcaratteri tramite lente elettronica;
  • Funzioni di valorizzazione, calcolo automatico dei valori e reportistica completa.
La tecnologia non è tuttavia risolutiva: la qualità delle contraffazioni continua a migliorare, imponendo un costante aggiornamento dei dispositivi e la formazione degli operatori. Il connubio tra automazione, controlli manuali e collaborazione tra settore pubblico e privato si conferma però decisivo nella prevenzione e nella rapida individuazione degli episodi di frode.


Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...