Il panorama dei prestiti personali, delle dilazioni di pagamento e del credito al consumo in Italia è destinato a essere ridisegnato con le nuove regole introdotte dal recepimento della direttiva UE 2023/2225 (CCD2). Questo aggiornamento normativo mira soprattutto a rafforzare la protezione dei consumatori che accedono a prodotti creditizi, accrescendo trasparenza e responsabilità nel settore. Le nuove disposizioni rappresentano una risposta decisa all'evoluzione del mercato, profondamente influenzato dalla digitalizzazione, dall'emergere di nuove forme di pagamento e dalla necessità di prevenire il sovraindebitamento delle famiglie.
Con la nuova normativa si introducono requisiti più stringenti per banche, finanziarie, piattaforme digitali ed eCommerce, con una particolare attenzione verso i prodotti digitali e servizi innovativi come il Buy Now Pay Later (BNPL). Si tratta di un adeguamento dovuto sia ai cambiamenti nelle esigenze dei consumatori, sia alle lacune evidenziate nei quadri normativi precedenti, ormai insufficienti a garantire tutele efficaci nell'attuale contesto economico.
L'intervento disciplina non solo i rapporti contrattuali, ma anche le prassi pubblicitarie e informative, ampliando il perimetro dei soggetti e delle casistiche coinvolte, sempre nell'ottica di favorire un mercato del credito più sicuro, trasparente e equo per tutti gli interessati.
Il recepimento della direttiva UE CCD2: cosa cambia nel credito al consumo dal 2026
L'adozione della direttiva UE 2023/2225 attraverso il decreto legislativo 212/2025 introduce un'ampia revisione dell'impianto normativo italiano in materia di credito al consumo e prestiti, superando la vetusta direttiva 2008/48/CE e incidendo su Testo Unico Bancario, Codice del consumo, e altre leggi collegate.
Tra i cambiamenti emergono i seguenti punti chiave:
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Elevazione della soglia massima di applicazione della disciplina: il nuovo tetto passa a 100.000 euro, ampliando la gamma di finanziamenti tutelati dalle regole a favore dei cittadini;
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Estensione della copertura a nuove forme di credito: la legge ora comprende strumenti innovativi, tra cui dilazioni di pagamento, carte di debito differito e servizi digitali, assicurando che tutte le modernità del mercato ricadano sotto uguali standard di tutela;
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Rafforzamento della trasparenza e degli obblighi informativi: chi offre credito è tenuto a fornire informazioni chiare, comprensibili e tempestive, anche in via digitale, inclusi i contratti stipulati a distanza;
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Profilazione e gestione dati personali: vengono emanati criteri specifici sull'uso e sulla protezione dei dati, allineati con le regole del GDPR e attenzione ai processi basati su algoritmi;
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Diritti rafforzati per il consumatore: sia nei casi di decisioni automatizzate (con diritto all'intervento umano e riepilogo delle logiche seguite), sia nei casi di rimborso anticipato, dove il diritto alla riduzione del costo totale del credito si applica anche per spese non legate alla durata contrattuale.
Le autorità di vigilanza, tra cui Banca d'Italia, Consob e IVASS, hanno ora un ruolo centrale nella definizione e nel controllo delle modalità di applicazione e della conformità degli operatori. Si prevede inoltre un registro informatizzato per creditori e intermediari, finalizzato a garantire effettive verifiche di idoneità e professionalità.
L'intero impianto normativo è stato pensato per prevenire gli abusi, semplificare l'accesso informativo e assicurare una maggiore attenzione alle situazioni di difficoltà degli utenti, anche tramite il rafforzamento di servizi di consulenza e gestione del debito.
Nuovi obblighi per trasparenza, informazione e pubblicità nei contratti di prestito
Nella disciplina aggiornata del credito ai privati sono stati introdotti obblighi più rigidi in materia di trasparenza, chiarezza e correttezza nella comunicazione commerciale. In particolare, vengono fortemente regolamentate le modalità con cui vengono pubblicizzati i prestiti e le condizioni contrattuali offerte ai richiedenti:
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Pubblicità trasparente: tutti gli annunci e le offerte di credito devono contenere informazioni veritiere e non fuorvianti. È proibito suggerire che il ricorso al credito possa migliorare automaticamente la posizione finanziaria dell'utente;
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Informazioni precontrattuali rafforzate: i dettagli relativi a costi, tassi e condizioni devono essere comunicati in modo chiaro ed esaustivo, in formato facilmente consultabile anche nei canali digitali, prima della formalizzazione dell'accordo;
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Tempestività nei tempi di comunicazione: le informazioni devono essere presentate gratuitamente e aggiornate in tempo utile, favorendo ponderatezza nelle decisioni;
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Prevenzione delle prassi scorrette: vengono rafforzati i controlli sulle pratiche commerciali e pubblicitarie per evitare qualsiasi comportamento aggressivo o ingannevole, compresi incentivi inappropriati alla conclusione di contratti;
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Conformità ai nuovi standard digitali: il quadro normativo garantisce la medesima tutela nei canali fisici e digitali, obbligando i fornitori a una documentazione strutturata e tracciabile delle proprie attività di promozione.
Questi obblighi sono pensati per garantire
maggiore consapevolezza nelle scelte finanziarie dei cittadini, prevenendo il rischio di accesi al credito basati su informazioni incomplete o scorrette e assicurando una
maggiore affidabilità delle offerte presenti sul mercato.
La valutazione del merito creditizio e limiti nell'uso dei dati: diritti e tutele
Con le nuove regole 2026 vengono introdotte procedure rigorose in termini di valutazione della solvibilità dei richiedenti. Ogni intermediario o ente erogatore deve svolgere una valutazione accurata del merito creditizio, basandosi su informazioni adeguate e pertinenti. Tuttavia, sono fissati chiari limiti all'utilizzo dei dati personali a tutela della privacy:
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Limitazione dei dati utilizzabili: sono vietati l'impiego di categorie particolari di dati personali (ad esempio inerenti origine razziale, convinzioni religiose o orientamento politico), nonché l'uso di informazioni raccolte tramite social network;
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Decisioni automatizzate e diritto all'intervento umano: qualora la decisione sull'erogazione del credito venga presa in modo automatizzato, il consumatore ha diritto a ricevere spiegazioni, a chiedere il riesame e a ottenere un intervento diretto da parte di un operatore qualificato;
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Informazione gratuita sulle decisioni negative: in caso di diniego del finanziamento basato su riscontri da banche dati, al richiedente dovranno essere comunicati gli estremi delle banche dati consultate e le eventuali implicazioni delle segnalazioni negative;
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Ampliamento dei diritti nei servizi di consulenza: viene favorita la collaborazione con associazioni, fondazioni e organismi specializzati per offrire assistenza e consulenza ai consumatori in condizioni di difficoltà finanziaria.
Questi meccanismi mirano a bilanciare la
necessità di valutare il rischio da parte degli intermediari con la
tutela della riservatezza e dei diritti fondamentali della persona, contribuendo a una maggiore equità e affidabilità degli esiti delle valutazioni creditizie.
Regolamentazione del Buy Now Pay Later (BNPL) e altri prodotti digitali
L'evoluzione normativa include, con forza innovativa, nuovi strumenti come il Buy Now Pay Later (BNPL): soluzioni che permettono di suddividere il pagamento di acquisti in rate, senza interessi o spese aggiuntive, e che si sono rapidamente diffuse grazie alla semplicità di accesso garantita dalle piattaforme digitali:
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Ricaduta delle regole su prodotti fino ad ora esclusi: le novità del 2026 equiparano le forme strutturate di BNPL e le dilazioni di pagamento superiori alle soglie indicate alla categoria dei prestiti al consumo, soggette quindi a tutte le norme di trasparenza, analisi creditizia e obblighi informativi;
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Eccezioni e limiti per i merchant: rimangono escluse dal perimetro regolato le dilazioni brevi (< 50 giorni, 14 giorni in ambito eCommerce) concesse gratuitamente dai venditori e prive di costi aggiuntivi;
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Verifiche sulla solvibilità e requisiti stringenti: anche per le piattaforme BNPL sono imposti controlli puntuali sulla capacità di rimborso, con divieto di utilizzare dati da social network;
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Responsabilità e trasparenza contrattuale: le condizioni, le eventuali penali e i diritti di recesso devono essere sempre comunicate in modo chiaro e anticipato al consumatore;
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Procedura di sottoscrizione sicura: è previsto l'obbligo di adottare strumenti avanzati di firma e procedure di riconoscimento del cliente anche nei flussi digitali;
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Effetto sulle imprese e sugli utenti: chi offre servizi BNPL dovrà dotarsi di licenze, sistemi di controllo, gestione trasparente dei rischi e adeguate procedure di verifica del merito creditizio, parificando gli standard a quelli delle banche.
In questo modo il legislatore europeo e quello italiano rispondono sia alla crescita esponenziale delle soluzioni BNPL sia ai nuovi rischi emersi nel settore, riducendo fenomeni di sovraindebitamento e rafforzando la sicurezza degli utenti anche nell'economia digitale.
Il nuovo ruolo di intermediari, enti creditizi e disciplina dei servizi accessori
Con la completa ridefinizione dell'intermediario del credito vengono ampliati gli obblighi e le responsabilità di chi presta attività connessa alla presentazione, proposta o conclusione di contratti di finanziamento. Non solo banche e tradizionali finanziarie, ma anche fintech, marketplace online e piattaforme di confronto rientrano ora nel perimetro:
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Sistema di registrazione e vigilanza: viene istituito un registro informatizzato degli operatori, che dovranno sottoporsi a procedure di autorizzazione, vigilanza e periodiche verifiche da parte delle autorità competenti (Banco d'Italia, Organismo Agenti e Mediatori);
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Obbligo di documentazione dettagliata: operatori e intermediari sono tenuti a mantenere traccia documentale delle attività svolte e delle comunicazioni a clienti, anche per prevenire reclami e contenziosi;
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Disciplina dei servizi accessori: sono previsti requisiti di professionalità e onorabilità anche per i fornitori di servizi aggiuntivi (assicurazioni, consulenza finanziaria, etc.), con vincoli stringenti sugli incentivi legati ai prodotti creditizi;
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Esenzioni limitate: alcune esenzioni per micro e piccole imprese che operano come intermediari a titolo accessorio, purché la concessione di credito avvenga a condizioni favorevoli e prive di interessi.
Questa ridefinizione rafforza la
fiducia nel mercato del credito e contribuisce a creare un ambiente più sicuro per tutte le parti coinvolte.
Gestione dei contratti in essere, periodo transitorio e adeguamento alle nuove normative
Al fine di garantire un passaggio ordinato dal vecchio al nuovo quadro regolatorio, il legislatore ha definito un regime transitorio dettagliato, accordando tempo agli operatori per aggiornare procedure, contratti e sistemi di controllo interno:
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Applicazione progressiva: la nuova disciplina riguarda esclusivamente i contratti conclusi dopo il 20 novembre 2026. Per i rapporti già in essere, rimangono valide le regole previgenti;
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Termini di adeguamento: intermediari e enti creditizi dovranno completare l'adeguamento alle nuove disposizioni entro date definite, che potranno subire affinamenti in quanto subordinate all'emanazione di ulteriori norme di dettaglio;
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Registri pubblici e scadenze: per i soggetti obbligati, come i fornitori di beni/servizi che esercitano attività creditizia accessoria, sono previsti termini precisi per l'iscrizione nei registri e per la comunicazione agli organismi di controllo;
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Assistenza per gli adeguamenti: associazioni di categoria e organizzazioni del settore si sono mobilitate per offrire supporto giuridico e tecnico durante la fase transitoria.
Questo approccio graduale consente di mantenere stabilità nei rapporti correnti, promuovendo un'
armonizzazione responsabile e al riparo da brusche interruzioni di servizi o diritti già acquisiti.
Sentenze e casi rilevanti in materia di prestiti e tutela del consumatore
Il panorama giurisprudenziale recente conferma la volontà di rafforzare le protezioni offerte agli utenti. Spicca il riconoscimento, da parte della Cassazione, dell’importanza della documentazione trasparente nella cessione dei crediti NPL (Non Performing Loans), con l’affermazione che basta provare la titolarità anche in assenza del contratto completo per tutelare cessionari e servizi nella fase contenziosa.
In campo internazionale, la Spagna ha adottato leggi che attribuiscono poteri ampi alla Banca centrale, consentendo anche il blocco di prestiti se rischiosi per il cliente o per la stabilità di mercato. Si consolidano così principi di giustizia sostanziale e di valorizzazione della correttezza nelle relazioni di credito. Ulteriori orientamenti, sia normativi che interpretativi, si muovono verso la definizione del “tasso di usura effettivo” e la vigilanza stringente sulle pratiche delle società di microcredito e BNPL.
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