Il 2026 porta importanti novità sui rimborsi IVA: tempi più rapidi grazie a digitalizzazione e Intelligenza Artificiale, nuove procedure, priorità per beneficiari e impatti attesi su imprese e contribuenti.
Le procedure per l’ottenimento dei rimborsi IVA vedranno, nel 2026, cambiamenti concreti sia nelle modalità operative che nei tempi di erogazione. L’intervento normativo e operativo, predisposto dall’Agenzia delle Entrate, punta a valorizzare rapidità, trasparenza e automazione attraverso una rinnovata architettura digitale per le domande e un coinvolgimento selettivo dell’Intelligenza Artificiale nei processi di controllo. Queste misure mirano sia a ottimizzare i servizi ai contribuenti sia a garantire il rispetto delle regole nel contrasto alle frodi fiscali.
Nel corso del 2026, l’Agenzia delle Entrate conferma il rafforzamento della tempestività nell’erogazione dei rimborsi IVA. Secondo la tabella di marcia ministeriale e le convenzioni programmatiche PIAO 2025-2027, l’obiettivo dichiarato è raggiungere un tempo medio di pagamento di 70 giorni, calcolato dal ricevimento della domanda completa all’erogazione effettiva. Nel quinquennio precedente, erano già stati fatti progressi con tempi di risposta che, nel 2025, si erano attestati sui 67 giorni.
Il nuovo sistema si adopera per una progressiva riduzione dei tempi medi, con l’ambizione di raggiungere i 64 giorni entro il 2028. Questa accelerazione è supportata da un insieme organico di risorse, circa 1,2 miliardi di euro, investiti nel miglioramento della gestione dei rimborsi, nell’automatizzazione dei processi di compliance e nell’ottimizzazione dei servizi catastali correlati.
I dati di monitoraggio più aggiornati sottolineano che, al 30 settembre 2025, la media dei tempi reali di rimborso era già vicina al target previsto: 67 giorni, con una proiezione credibile di ulteriore miglioramento grazie alle implementazioni di controllo automatizzato. Particolarmente rilevanti risultano le percentuali di istanze lavorate: il 96,7% per le ordinarie e oltre il 98% per le prioritarie, numeri che evidenziano come la nuova struttura procedurale sia in grado di reggere anche incrementi volumetrici nelle richieste.
L’accelerazione dei pagamenti, rimodulata su base pluriennale, offre ai contribuenti maggiore certezza e tracciabilità, elementi che rafforzano la fiducia nel sistema fiscale digitale italiano.
I processi di erogazione dei rimborsi nel 2026 beneficeranno significativamente dell’introduzione di sistemi intelligenti basati su algoritmi di Intelligenza Artificiale. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha illustrato, in commissione parlamentare, la progressiva automazione dei controlli sui rimborsi IVA, con l’obiettivo di segmentare le richieste per rischio fiscale e velocizzare l’iter delle pratiche a basso profilo di rischio.
La sostanza della riforma prevede che una quota crescente di domande venga pagata in automatico, in particolare per le posizioni considerate non sospette dalle verifiche algoritmiche. Solo laddove emergano anomalie interviene il controllo umano, così da rispettare il principio di non esclusività della decisione algoritmica e garantire che le istanze siano sempre soggette a valutazione umana nei casi dubbi.
L’automazione avanzata consente di liberare risorse, indirizzandole verso la prevenzione delle frodi fiscali e parallelamente riducendo i tempi amministrativi di disbrigo. Questa riorganizzazione interna alle Entrate va in parallelo alla strategia di compliance e trasparenza nei confronti dell’utenza, assicurando una migliore qualità del servizio offerto e proiettando il sistema verso standard di eccellenza europei.
Dal gennaio 2026 entra in funzione la piattaforma FiscoOnline 2.0, progettata per raccogliere e gestire in modo digitale ogni fase della richiesta di rimborso. Il nuovo portale integra dati delle dichiarazioni e moduli precompilati, facilitando la presentazione dell’istanza dal 1° marzo al 30 settembre di ogni anno.
Tra le innovazioni di spicco vi sono:
Il sistema è progettato per garantire sicurezza dei dati, tracciabilità e accessibilità agli utenti, riducendo drasticamente le complessità burocratiche rispetto agli anni precedenti e integrandosi con le altre piattaforme del sistema fiscale nazionale.
Il nuovo assetto dei rimborsi IVA distingue con attenzione categorie di beneficiari, criteri di priorità e specifiche agevolazioni. Tra i principali destinatari figurano:
L’Agenzia delle Entrate si prefigge, per il 2026, di liquidare complessivamente 15 miliardi di euro e di ridurre del 40% la massa storica di crediti in sospeso, rafforzando così la fiducia e la liquidità del tessuto produttivo e sociale nazionale.
Il modello IVA 2026, approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, presenta diverse innovazioni di compilazione e calcolo rispetto agli anni precedenti. Gli aggiornamenti più rilevanti includono:
Tra i riferimenti normativi principali si segnalano gli articoli 17-ter e 21-bis del DPR n. 633/72, nonché l’art. 14 del D.Lgs. 1/2024 (Decreto Semplificazioni).
Le nuove tempistiche e modalità per la presentazione delle istanze e l’ottenimento dei rimborsi IVA sono improntate a trasparenza e semplificazione. La dichiarazione IVA, con la relativa richiesta di rimborso credito, va presentata telematicamente (direttamente o tramite intermediario abilitato) entro il 30 aprile 2026. Per specifiche casistiche riferite a liquidazioni periodiche, il termine può slittare al 2 marzo 2026, tramite il quadro VP, mentre eventuali integrazioni sono possibili compilando il quadro VH da marzo.
L’accesso ai servizi digitali richiede autenticazione forte tramite SPID, CIE o CNS. In caso di importi non superiori a 10mila euro, non è necessario bollare la richiesta; inoltre, per istanze subordinate al visto di conformità, è stata innalzata la soglia di esenzione a 70mila euro per contribuenti con alti punteggi di affidabilità fiscale.
Tutto il processo è tracciabile tramite il “Cassetto Fiscale” online, che consente il monitoraggio realtime dello stato delle domande, delle eventuali sospensioni e dell’accredito dell’importo. Nei casi di rigetto, è prevista la possibilità di presentare gratuitamente ricorso entro 60 giorni via PEC, con una rilevante probabilità di accoglimento secondo le stime ufficiali. Infine, il saldo IVA a debito deve essere versato entro il 16 marzo 2026, con possibilità di rateizzazione su un massimo di 10 rate mensili.
L’accelerazione e la digitalizzazione dei rimborsi IVA genereranno un effetto positivo immediato sulla liquidità delle imprese e sulla spesa delle famiglie. Le proiezioni di Confindustria stimano una crescita dei consumi privati del 2% nell’arco del 2026 grazie a rientri più veloci delle somme, con impatti particolarmente rilevanti nel Mezzogiorno e nei settori tradizionalmente in sofferenza come l’artigianato e la ristorazione.
La maggiore disponibilità di fondi permetterà alle aziende di investire in macchinari, personale e innovazione, riducendo il circolo vizioso della liquidità bloccata. Per le famiglie, i rimborsi serviranno a coprire spese necessarie quali utenze e mutui, così favorendo la stabilità sociale.
La riforma contribuirà inoltre a una riduzione stimata del 5% in materia di evasione fiscale, premiando i soggetti che rispettano regole e tempistiche. È atteso anche un alleggerimento del bilancio pubblico grazie allo svuotamento della massa creditoria accumulata: si prevede di azzerare tale stock entro il 2028. La modernizzazione in atto rafforza la competitività del sistema fiscale italiano, prelude alla riforma fiscale del 2027 e proietta l’Italia verso una maggiore affidabilità e trasparenza agli occhi dei cittadini e degli operatori internazionali.