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Come investire nelle società di venture capital non direttamente e diversificando il rischio? I prodotti finanziaria disponibili

di Marcello Tansini pubblicato il
I prodotti finanziaria disponibili

Investire nel venture capital senza agire direttamente consente di accedere a opportunità innovative, mitigando i rischi tramite strumenti diversificati. Analisi di prodotti finanziari, strategie e vantaggi.

Il venture capital ha attratto sempre più attenzione come asset class capace di guidare l'innovazione e generare ritorni superiori rispetto agli strumenti tradizionali. Tuttavia, l'accesso diretto a queste opportunità richiede competenze specifiche, capitali consistenti e una gestione attenta del rischio.

Ecco perché molte persone considerano soluzioni di investimento indirette e diversificate: queste consentono di partecipare al potenziale di crescita di start-up e PMI innovative, senza esporsi integralmente ai rischi e alle complessità operative legate all'investimento diretto. La disponibilità di numerosi prodotti finanziari permette oggi anche agli investitori privati, con budget diversi, di cogliere le più interessanti prospettive di rendimento, minimizzando l'impatto di eventuali insuccessi individuali grazie alla diversificazione.

Cos'è il venture capital e quali sono i principali rischi per l'investitore

Il venture capital rappresenta una forma di investimento in capitale di rischio, destinata principalmente a startup e imprese emergenti con alto potenziale di crescita. Attraverso questo strumento, gli investitori sostengono l'innovazione partecipando allo sviluppo di aziende non ancora quotate sui mercati regolamentati.

Tuttavia, questa forma d'investimento presenta rischi elitari e specifici:

  • Rischio di perdita totale del capitale: le startup falliscono con elevata frequenza, in particolare nelle fasi iniziali del ciclo di vita.
  • Illiquidità: gli investimenti non possono essere facilmente venduti e i tempi di recupero del capitale sono spesso lunghi (5-10 anni o più).
  • Asimmetria informativa: spesso è complicato ottenere informazioni aggiornate e complete sull'andamento delle realtà partecipate.
  • Difficoltà nella valutazione del rischio: l'assenza di track record e la poca trasparenza sul valore reale delle startup rendono la due diligence un processo complesso e incerto.
  • Dipendenza da eventi di exit: il ritorno dell'investimento dipende fortemente da acquisizioni, IPO o altri eventi di liquidazione del capitale investito.
Inoltre, i rendimenti presentano un'elevata varianza: pochi successi compensano molti insuccessi. Investire capitali in modo diretto senza un'adeguata conoscenza o senza un portafoglio ampio può annullare i benefici attesi.

Perché diversificare il rischio negli investimenti alternativi

La diversificazione è uno dei pilastri della gestione del rischio nell'ambito degli investimenti alternativi - compreso il venture capital. Investire concentrando risorse su una singola società o su pochi progetti espone ad un rischio potenzialmente devastante: il fallimento di un'iniziativa può compromettere in modo irreversibile il portafoglio:

  • Minimizzare l'impatto di eventi negativi: distribuendo il capitale su asset differenti, la perdita su uno può essere compensata dai guadagni degli altri.
  • Ottimizzare il profilo rischio/rendimento: la diversificazione riduce la volatilità complessiva del portafoglio e rende più prevedibile l'andamento degli investimenti.
  • Sfruttare trend e settori diversi: le dinamiche economiche possono premiare settori o regioni diverse in momenti differenti. Un portafoglio ampio cattura le opportunità emergenti.
  • Aumentare le probabilità di successo: visto l'alto tasso di mortalità delle startup, solo un portafoglio sufficientemente ampio permette di beneficiare dei potenziali unicorni capaci di generare ritorni multipli.
Persino gli investitori istituzionali considerano la diversificazione essenziale per mitigare i rischi strutturali e variano strumenti, settori e geografie per gestire la volatilità e l'illiquidità.

Come investire nel venture capital senza intervenire direttamente nelle società

Per accedere all'universo del venture capital evitando la gestione operativa diretta e i rischi elevati, sono nate numerose soluzioni che consentono di partecipare in modo indiretto e professionale alle società innovative. Questi strumenti:

  • Aggregano capitali da più investitori, creando portafogli diversificati e gestiti da professionisti con competenze settoriali ed esperienze consolidate.
  • Permettono di investire con importi contenuti, laddove l'accesso diretto richiederebbe somme elevate e un know-how specifico.
  • Offrono trasparenza, reportistica periodica e gestione regolamentata, assicurando tutela legale degli investitori e conformità alle normative (ad esempio, regolamenti UE sugli ELTIF, restrizioni Consob per i PIR Alternativi, piattaforme crowdfunding vigilate).
  • Riducono i rischi di asimmetria informativa e conflitti d'interesse, delegando la selezione e il monitoraggio a team esperti e indipendenti.
Attraverso questi prodotti, l'investitore partecipa ai potenziali risultati delle startup senza dover selezionare, valutare, seguire e supportare direttamente ciascuna azienda in portafoglio. Ciò si traduce in un rischio meglio calibrato e in un accesso molto più efficiente al mondo dell'innovazione privata.

I principali prodotti finanziari disponibili per accedere al venture capital in modo indiretto

Le modalità per partecipare in modo indiretto all'universo del venture capital sono molteplici. Le principali soluzioni disponibili sul mercato, rivolte sia ad investitori qualificati sia a risparmiatori retail, comprendono:

  • Fondi di venture capital e fondi di fondi gestiti da team specializzati
  • Veicoli di investimento regolamentati e incentivi fiscali come ELTIF, PIR Alternativi e altri FIA
  • Piattaforme di equity crowdfunding e sistemi di co-investimento online
  • Club deal, SPV e soluzioni innovative dedicate ai piccoli investitori

Fondi di Venture Capital e fondi di fondi (Fund of Funds)

I fondi di venture capital raccolgono capitali da una pluralità di investitori e li investono in un numero selezionato di startup, tipicamente in diversi settori, stadi di sviluppo e aree geografiche. Esistono anche i fondi di fondi, che investono a loro volta in una pluralità di fondi venture, così da massimizzare la diversificazione su centinaia di società.

Gli investitori beneficiano così:

  • Del lavoro di selezione, gestione, monitoraggio e supporto realizzato da un team professionale
  • Dell'esposizione a più startup e talvolta a più gestori di fondi
  • Di reportistica trasparente e regolamentazione rigorosa secondo normative europee o nazionali
Gli investimenti minimi possono essere anche accessibili (da alcune decine di migliaia di euro), soprattutto tramite veicoli retail.

ELTIF, PIR Alternativi e altri veicoli d'investimento dedicati

Gli ELTIF (European Long-Term Investment Funds) e i PIR Alternativi sono strumenti normati a livello UE e italiano che permettono anche agli investitori privati di accedere a portafogli ampi di imprese non quotate, tra cui startup e PMI innovative.

  • Gli ELTIF consentono la raccolta da parte di risparmiatori con capitali minimi ridotti rispetto ai fondi tradizionali e offrono agevolazioni fiscali, oltre a vincoli stringenti sulla selezione e la diversificazione delle partecipazioni
  • I PIR Alternativi favoriscono l'investimento in imprese italiane (in particolare PMI) e permettono una deduzione fiscale significativa sugli utili reinvestiti, promossa dal legislatore per sostenere l'economia reale
Entrambi consentono di sfruttare le potenzialità dell'innovazione, minimizzando il rischio concentrato grazie ad ampia diversificazione settoriale e geografica.

Equity crowdfunding diversificato e piattaforme di co-investimento

Il crowdfunding azionario rappresenta una delle soluzioni più innovative dell'ultimo decennio: le piattaforme regolamentate permettono di investire in decine di startup con quote anche ridotte (da pochi euro a poche migliaia):

  • Le piattaforme di crowdfunding offrono portafogli diversificati pre-selezionati o facilitano la costruzione di un paniere di startup secondo criteri settoriali, stage di sviluppo e area geografica
  • Alcune propongono modelli di co-investimento insieme a gestori esperti oppure presentano la possibilità di coinvestire accanto a fondi professionali, beneficiando della loro selezione
Questo consente anche a piccoli risparmiatori di contribuire all'innovazione con importi bassi e in modo distribuito, riducendo l'impatto di insuccessi individuali.

Club deal, SPV e soluzioni innovative per piccoli investitori

In crescita sono anche i modelli di club deal e Special Purpose Vehicle (SPV): gruppi di investitori si associano per finanziare, insieme a fondi o business angel, una selezione di startup e PMI. Gli SPV offrono:

  • Accesso a deal esclusivi attraverso gruppi aggregati
  • Maggiore trasparenza e controllo grazie a una struttura societaria separata
  • Possibilità di frazionare l'esposizione tra più progetti anche con importi modesti
Queste soluzioni sono spesso integrate con servizi digitali che rendono accessibili anche a investitori meno esperti opportunità prima riservate a operatori professionali.

Strategie pratiche per la diversificazione del portafoglio nel venture capital

Per massimizzare le probabilità di rendimento e minimizzare l'impatto negativo di singoli fallimenti, è utile applicare strategie di diversificazione concrete:

  • Allocare su più società, settori e stadi di sviluppo (seed, early, growth)
  • Spargere gli investimenti su più annate/vintage per attenuare il ciclo di mercato e sfruttare le diverse condizioni macroeconomiche
  • Bilanciare tra geografie e tematiche, includendo diversi cluster di innovazione
  • Valutare sia fondi diretti sia fondi di fondi per ampliare l'esposizione
  • Utilizzare portafogli pre-assemblati dalle piattaforme o affiancare soluzioni di gestione professionale a progetti selezionati autonomamente
L'approccio metodico e il ricorso a professionisti (SGR, advisory, gestori autorizzati) consente di evitare la concentrazione e rendere più stabile il profilo di rischio/rendimento. La diversificazione rimane la leva più efficace, soprattutto in contesti non regolamentati e ad alta volatilità.

Vantaggi e svantaggi dell'investimento indiretto rispetto all'investimento diretto

Optare per un accesso indiretto tramite strumenti collettivi rispetto all'investimento diretto in singole società comporta una serie di benefici e alcune limitazioni:

Vantaggi

Svantaggi

  • Maggiore diversificazione del rischio su molte società
  • Gestione professionale e due diligence qualificata
  • Minori barriere d'ingresso (capitali, competenze, networking richiesto)
  • Trasparenza, reportistica e vigilanza normativa
  • Commissioni di gestione e possibili costi aggiuntivi
  • Minor controllo su singole aziende e sulle decisioni gestionali
  • Ritorni diluiti rispetto a chi individua direttamente una startup di particolare successo
  • Tempistiche di liquidità rigidamente definite dai regolamenti del fondo
L'investimento indiretto valorizza la protezione del capitale e l'efficienza, ma restringe il margine di manovra rispetto alla selezione autonoma delle società partecipate. La scelta dipende dalla tolleranza al rischio, dalla disponibilità di tempo e dalle competenze dell'investitore.