L'ingresso dei neolaureati nel mercato del lavoro italiano è segnato da sfide, gap di competenze e aspettative divergenti tra giovani e aziende. Cosa cercano le imprese, criticità e possibili strategie.
L'accesso dei giovani laureati al mondo dell'occupazione è uno dei temi centrali nelle dinamiche del lavoro oggi in Italia. Le aspettative dei datori di lavoro e quelle dei giovani si incontrano - e spesso si scontrano - delineando un quadro complesso e ricco di implicazioni. Il confronto tra aspirazioni, skill richieste e condizioni reali d'ingresso nel mercato rappresenta una questione di grande rilevanza nell'attuale scenario socio-economico. Approfondire cosa cercano le aziende dai neolaureati significa indagare su sfide e opportunità che influenzano la crescita professionale delle nuove generazioni e il futuro dell'intero sistema produttivo.
L'avvio della carriera lavorativa dei più giovani in Italia continua ad affrontare una serie di ostacoli strutturali, testimoniati sia dai dati statistici che dalle indagini sui responsabili delle assunzioni. Secondo recenti rapporti, meno del 70% dei giovani che hanno completato un percorso universitario riesce a trovare impiego entro i primi tre anni dal conseguimento del titolo, un valore significativamente inferiore rispetto alla media europea. Il contesto nazionale si caratterizza per la presenza di un'elevata competizione, livelli di retribuzione iniziali spesso bassi e una diffusa prevalenza di contratti temporanei o precari:
L'orientamento delle imprese nell'individuare i candidati migliori si esprime attraverso la richiesta sia di competenze tecniche specifiche, sia di capacità trasversali, sempre più considerate essenziali. Sia il settore privato che quello pubblico attribuiscono crescente valore a:
Risulta sempre più evidente la distanza tra quanto viene insegnato in aula e le competenze operative richieste dalle aziende. Secondo numerose indagini, molti giovani usciti dall'università vantano una solida preparazione teorica ma mostrano criticità nell'applicare conoscenze tecniche e nelle soft skills fondamentali per il contesto lavorativo. Alcuni dati rivelano che oltre un responsabile delle assunzioni su quattro considera i neolaureati poco preparati all'attività professionale, evidenziando la carenza di percorsi pratici integrati all'interno dell'offerta formativa universitaria.
Le principali lacune segnalate riguardano:
I giovani della Generazione Z approcciano il lavoro con un sistema di valori differente rispetto alle generazioni precedenti. Tra le priorità spiccano il benessere personale, la crescita professionale equilibrata, la possibilità di conciliare attività lavorativa e vita privata e il desiderio di uno scopo che vada oltre la mera remunerazione. Ricerche recenti mostrano come:
In Italia, una delle problematiche più sentite riguarda la difficoltà per le imprese di trovare candidati realmente idonei a coprire posizioni strategiche. Secondo i dati Unioncamere e Excelsior, quasi il 50% delle aziende segnala difficoltà di reperimento del personale, percentuale che sale fino al 49% per i laureati:
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Settore |
% profili difficili da reperire |
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Sanitario |
Oltre l'80% |
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Ingegneria elettronica/informatica |
78% |
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Matematica e discipline scientifiche |
59% |
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Profili umanistici |
11% |
Le principali ragioni sono: una disconnessione tra le competenze offerte e quelle richieste dal mercato, carenza di candidati preparati e, in alcuni casi, aspettative dei giovani considerate poco realistiche. Questa situazione ha portato, nel 2024, oltre il 60% delle aziende a interrompere il rapporto di lavoro con almeno un neolaureato per motivi legati a motivazione, professionalità e adattamento ai ritmi aziendali.