Attesa per il 2028, la nuova Dacia Sandero si prepara a cambiare volto: piattaforma condivisa con Renault Clio, richiami alla Striker e motori elettrici, ibridi e benzina. Abitabilità, prezzo e convenienza saranno decisivi.
La nuova Dacia Sandero è attesa al debutto nella primavera del 2028. La produzione dovrebbe partire in Marocco ad aprile, mentre l’arrivo nelle concessionarie è previsto per l’estate. È il calendario indicato da Autocar per la prossima generazione, che potrebbe affiancare ai motori a benzina e ibridi una versione completamente elettrica. Un cambiamento profondo, con un obiettivo preciso: conservare il tratto che ha sostenuto il successo del modello, un prezzo accessibile.
La sequenza attesa è questa: presentazione nella primavera del 2028, avvio della produzione in Marocco ad aprile e vendite dall’estate. Per chi sta valutando un acquisto, il calendario aiuta a distinguere l’offerta attuale dalla generazione successiva, attesa tra alcuni anni. Dotazioni e prezzi della Sandero in commercio appartengono a una fase diversa del prodotto.
La novità non si limiterebbe al consueto aggiornamento di fari, paraurti e interni. Al centro del progetto ci sarebbe una Sandero elettrica, pensata per ampliare la gamma senza portare il modello in una fascia premium. Le anticipazioni indicano anche motori termici e una variante full hybrid, così da offrire soluzioni per esigenze e budget differenti.
Dal 2017 Sandero è stata ogni anno l’auto più venduta a privati in Europa. Nel 2024 e nel 2025 ha guidato le vendite europee considerando tutti i canali. Sono risultati che spiegano il peso del modello nelle scelte di Dacia: introdurre nuove tecnologie senza perdere di vista semplicità e rapporto tra dotazioni e costo. La prossima generazione cambierà in modo sostanziale, ma resterà legata al posizionamento attuale.
Per contenere i costi di sviluppo, la nuova Sandero dovrebbe condividere gran parte della base tecnica con Renault Clio. La parentela industriale consentirebbe di ricorrere a componenti e soluzioni già presenti nell’universo Renault, limitando gli investimenti necessari per realizzare un modello autonomo. È una strada coerente con l’intenzione di portare l’elettrificazione in un’auto rivolta a chi presta attenzione alla spesa.
Una piattaforma comune non impone alle due vetture lo stesso carattere né la stessa dotazione. Dacia può differenziare carrozzeria, abitacolo, equipaggiamenti e messa a punto, mantenendo sotto controllo i costi. Il lavoro specifico si concentrerebbe sugli elementi che incidono di più sull’identità dell’auto e sull’esperienza quotidiana, partendo da una base tecnica condivisa.
La lunghezza attesa è vicina a 4,1 metri, con un formato da compatta adatto anche alla città. Una diversa organizzazione degli ingombri potrebbe favorire comfort e praticità, senza modificare la natura del modello. La Stepway, con il suo aspetto più robusto e i richiami ai crossover, resta una compatta: carrozzeria e impostazione sono diverse da quelle di un Suv in senso stretto.
La prossima Sandero potrebbe riprendere alcuni tratti della Dacia Striker, che offre indicazioni sul linguaggio stilistico più recente del marchio. Le forme dovrebbero diventare più riconoscibili e attuali, conservando un’impostazione funzionale e attenta ai costi.
Un riferimento visibile arriva dall’aggiornamento della Sandero attuale: firma luminosa a T rovesciata, calandra rivista e protezioni in Starkle. Anche l’abitacolo ha ricevuto nuovi elementi, dalle bocchette ai rivestimenti, passando per il volante e le soluzioni di connettività. Questi interventi appartengono al modello in vendita e mostrano la direzione con cui Dacia sta rendendo più coerente l’identità visiva della propria gamma.
Il richiamo alla Striker lascia immaginare una presenza su strada più marcata, soprattutto per la Stepway. Il progetto dovrà però conciliare l’aspetto con produzioni efficienti, componenti condivisi e soluzioni robuste. Per una vettura accessibile, il rapporto con il prezzo fa parte anche delle scelte di design.
Con una lunghezza stimata di circa 4,1 metri, la Sandero manterrebbe dimensioni gestibili nei parcheggi e negli spostamenti urbani, pur potendo servire anche una famiglia. Il bagagliaio è indicato in circa 410 litri: una capacità adatta alla spesa, ai bagagli per un fine settimana e agli impegni di tutti i giorni.
La praticità dipenderà anche dalla forma del vano, dalla soglia di carico, dalla disposizione dei sedili e dallo spazio disponibile quando viaggiano più passeggeri. Per famiglie e pendolari sono dettagli che contano, soprattutto quando occorre sistemare oggetti ingombranti.
Nella versione elettrica, la batteria dovrà integrarsi con l’architettura dell’auto. La base condivisa con Clio può favorire una progettazione razionale, mentre le dimensioni esterne indicano che Sandero continuerà a cercare un equilibrio tra ingombro e spazio interno. Il risultato atteso è una compatta versatile, con l’aggiunta di una motorizzazione a emissioni locali zero.
La versione elettrica è la novità più attesa. Le anticipazioni le attribuiscono un motore da 107 CV e una batteria LFP da 44 kWh, con un’autonomia prevista superiore a 400 chilometri. La percorrenza effettiva varierà anche in funzione delle condizioni d’uso e del ciclo di omologazione.
LFP è l’acronimo di litio-ferro-fosfato, una chimica utilizzata nelle batterie per auto elettriche. La combinazione con una capacità di 44 kWh punterebbe a contenere i costi, offrendo al tempo stesso una percorrenza adatta agli spostamenti quotidiani. Per chi ricarica a casa o sul posto di lavoro, una compatta elettrica può inserirsi facilmente negli itinerari abituali; chi affronta spesso lunghi tragitti dovrà tenere presenti autonomia reale, tempi di ricarica e disponibilità delle colonnine.
Accanto alla batteria, la gamma dovrebbe comprendere un 1.2 TCe a benzina da 99 CV e un sistema full hybrid da 114 CV. Il motore a benzina offrirebbe una soluzione tradizionale, senza ricarica alla presa. L’ibrido ridurrebbe invece il ricorso al motore termico in alcune condizioni di guida, mantenendo la flessibilità di un’auto che non si collega esternamente alla rete.
La scelta fra le tre alimentazioni dipenderà soprattutto dalle abitudini di chi guida. L’elettrica può essere adatta a tragitti compatibili con la ricarica programmata; il benzina risponde a chi cerca una soluzione semplice e versatile; il full hybrid può interessare chi alterna città e percorsi extraurbani e preferisce non collegare l’auto alla rete. Cambiano il rifornimento, le abitudini di utilizzo e il costo complessivo di gestione.
Per la Sandero elettrica si stima un prezzo compreso tra 18.000 e 19.000 euro. Un valore d’ingresso vicino a quello di alcune compatte a benzina, che porterebbe la tecnologia a batteria in una fascia di mercato attenta al budget.
Il confronto più diretto è con Citroën ë-C3 e Fiat Grande Panda elettrica, entrambe rivolte a chi cerca un’auto a batteria relativamente accessibile. La futura Dacia si collocherebbe nello stesso ambito di prezzo. Nel confronto rientrano anche la batteria, l’autonomia omologata, la dotazione, la garanzia, i tempi di consegna e i costi di ricarica.
Per la Sandero attuale, il riferimento italiano parte da 14.800 euro per la Streetway e da 16.500 euro per la Stepway. Sono i prezzi del restyling disponibile dal 2025; la prossima generazione è attesa nel 2028. Le versioni termiche oggi acquistabili e una futura elettrica avranno tecnologie e strutture di costo differenti.
Nel frattempo, l’offerta in vendita si articola in due versioni. La Streetway ha un’impostazione più cittadina, mentre la Stepway adotta un look ispirato ai crossover. Per il modello aggiornato sono previsti il benzina SCe 65, il TCe 100 riservato alla Streetway, il TCe 110 per la Stepway e il bi-fuel Eco-G 120, disponibile anche con cambio automatico a doppia frizione secondo le versioni.
La dotazione della Sandero attuale comprende, a seconda degli allestimenti, un quadro digitale da 7 pollici e uno schermo multimediale da 10 pollici. Ci sono anche navigazione connessa e ricarica wireless. L’aggiornamento include nuovi tessuti e, sulle varianti automatiche, il selettore E-Shifter. La generazione successiva dovrebbe intervenire anche sull’architettura e sulle motorizzazioni.
Chi deve cambiare auto prima del 2028 può scegliere fra un prodotto già disponibile, con prezzi e configurazioni definiti. Aspettare significa invece puntare su una gamma che, secondo le previsioni, aggiungerà versioni elettriche e full hybrid. A guidare la scelta sono soprattutto percorrenza annua, possibilità di ricarica, spazio disponibile, budget e tempi d’acquisto.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...