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Come riesce Chiara a vendere l'aria di Misurina delle dolomiti e le creme di bellezza realizzate con alghe di lago

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il
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La storia di Chiara Bonel, giovane imprenditrice di Misurina: dal sogno della diplomazia all’aria in vendita, ai biocosmetici con materie prime locali.

Ci sono storie di impresa che nascono da un business plan e altre che nascono da un paesaggio. Quella di Chiara Bonel, giovane imprenditrice di Misurina, appartiene alla seconda categoria. Dalla sua terra ha ricavato un’idea di business, un marchio e un modo di raccontare le Dolomiti agli altri. Vende l’aria di Misurina, propone biocosmetici prodotti con materie prime locali e ha scritto due guide turistiche fuori dagli schemi.

È un esempio di imprenditoria giovanile in montagna, un tema che interessa chi lavora nel turismo, nell’artigianato e nell’agroalimentare e si chiede se un territorio piccolo possa diventare una risorsa.

Nata in mezzo ai souvenir e il sogno della carriera diplomatica

Chiara Bonel racconta di essere nata “in mezzo ai souvenir”. A Misurina il commercio legato al turismo è una questione di famiglia e le giornate scorrono tra scaffali, cartoline, oggetti da portare a casa e turisti che passano per una sosta al lago. Crescere in un ambiente così significa imparare presto che cosa cerca chi arriva in vacanza. Cerca un ricordo, qualcosa che sappia di quel posto e che duri più della gita.

Questo sguardo è diventato la base del suo lavoro. Un souvenir funziona quando racconta davvero un luogo, e non quando è un oggetto generico stampato con il nome della località. La sua impresa parte da qui: portare a casa di chi visita le Dolomiti qualcosa di autentico, legato al territorio e riconoscibile.

Come tanti giovani cresciuti in una località piccola, Chiara aveva immaginato per sé un futuro lontano. Il suo sogno era la carriera diplomatica, un percorso fatto di lingue, viaggi e relazioni internazionali. Poi ha cambiato rotta. Ha scelto di tornare a guardare ciò che aveva intorno e di capire se Misurina potesse offrirle una strada professionale.

Non è una scelta scontata. Rinunciare a un obiettivo costruito negli anni per puntare su una località di montagna richiede coraggio, soprattutto a un’età in cui molti coetanei lasciano i paesi di origine. La sua storia mostra che restare può essere una forma di ambizione, a patto di avere un’idea chiara su che cosa il territorio possa dare.

Dall’Istituto Pio XII a una bambina di Verona

Il punto di partenza dell’idea imprenditoriale è l’Istituto Pio XII, realtà storica di Misurina legata alla cura delle malattie respiratorie dei più piccoli. Chiara ricorda che tutto comincia da lì e da una bambina di Verona.

Il nome dell’istituto è collegato alla fama della località. Misurina è conosciuta da molto tempo per le caratteristiche climatiche che la rendono adatta alla cura dei disturbi respiratori. Si trova a circa 1.754 metri di altitudine, nel comune di Auronzo di Cadore, ed è spesso descritta come un’oasi del buon respiro grazie alla qualità dell’aria. Molte famiglie la scelgono proprio per questo, e il suo stesso nome richiama un’immagine di benessere legata al respirare.

Da qui l’intuizione. Se la prima ricchezza di Misurina è l’aria, e se ciò che si porta a casa è il ricordo di un benessere, allora si può provare a confezionare quell’esperienza e renderla un prodotto.

L’aria di Misurina come prodotto e i biocosmetici con materie prime locali

L’idea di vendere l’aria delle Dolomiti può far sorridere. Ma funziona come racconto e come oggetto simbolico. Chi ha respirato a pieni polmoni sulle rive del lago, magari dopo una camminata intorno allo specchio d’acqua, può portare con sé un frammento di quella sensazione. Il prodotto non pretende di sostituirsi all’esperienza. La richiama e la rende regalabile.

Dal punto di vista commerciale c’è anche un elemento di marketing territoriale. Il prodotto è semplice da capire e si presta a un racconto immediato. Ha una forte identità geografica, perché non si può copiare altrove, ed è un modo diverso di valorizzare una risorsa naturale senza consumarla.

Dall’aria si arriva ai biocosmetici. Oggi Chiara Bonel propone una linea di prodotti per la cura della pelle realizzati con materie prime del territorio. Tra gli ingredienti più curiosi ci sono le alghe del lago di Misurina, che danno il tono al racconto e al titolo della sua storia.

La cosmesi naturale è un settore in crescita, ma lo è anche la richiesta di trasparenza. Sempre più persone vogliono sapere da dove vengono gli ingredienti, chi li lavora e quale impatto hanno. Un marchio che può dire “viene da qui” ha un vantaggio competitivo difficile da imitare. Le materie prime locali diventano così una garanzia di qualità e una forma di racconto, oltre che una scelta etica.

In questo modo l’impresa mette in relazione tre cose:

  • il territorio, fonte di ingredienti e di identità;
  • la sostenibilità, perché la filiera corta riduce distanze e passaggi;
  • l’esperienza del turista, che porta a casa un prodotto legato a un luogo preciso.
Chi arriva a Misurina si trova davanti un panorama che compare spesso su manifesti e brochure. Il lago è circondato dalle vette delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2009, con i Cadini di Misurina, il gruppo del Sorapiss e la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo. Intorno al lago c’è anche una passeggiata facile, adatta alle famiglie, e una leggenda che parla di una fata e di una principessa di nome Misurina.

Un territorio così rischia di essere consumato in fretta, con visite brevi e acquisti dimenticabili. L’attività di Chiara va nella direzione opposta. Propone di rallentare, di respirare e di conoscere meglio ciò che si ha davanti. È una lezione utile per tutta l’economia di montagna.

Cosa significa la storia di Chiara a Misurina

La vicenda di Chiara Bonel offre alcuni spunti concreti per giovani imprenditori, soprattutto nelle aree interne e montane:

1. Partire da ciò che si conosce. Il suo punto di forza è la familiarità con il turismo e con il luogo. Capire il cliente fin da piccoli è un vantaggio.

2. Trasformare una risorsa in una storia. L’aria, il lago e le alghe sono elementi che già esistono. Il valore nasce dal modo in cui vengono raccontati e proposti.

3. Diversificare. Souvenir, cosmetici e guide sono linee diverse ma coerenti, tutte legate allo stesso territorio.

4. Puntare sull’autenticità. In un mercato pieno di prodotti standard, ciò che è davvero locale si distingue.

5. Avere il coraggio di cambiare strada. Lasciare il sogno della diplomazia per costruire qualcosa a Misurina è stata una scelta controcorrente, ma coerente con la sua storia.

Quella di Chiara Bonel è una storia di identità e di scelta. Parte dai souvenir tra cui è cresciuta, passa dal sogno di una vita diversa e arriva a un’impresa che fa del luogo la propria materia prima. L’aria, le alghe e le parole delle guide servono tutte allo stesso scopo: far conoscere Misurina a chi la visita e a chi non l’ha ancora vista.

Per chi lavora o vorrebbe lavorare in montagna, il messaggio è chiaro. A volte l’idea giusta è quella che si ha sotto gli occhi fin dall’infanzia e che si decide, a un certo punto, di guardare in modo diverso.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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