Dacia Duster e Bigster Trifuel rivoluzionano la mobilità combinando diesel, benzina e GPL in un unico SUV. Analizzo prestazioni, consumi, comfort, sicurezza, costi e tutte le novità.
Mi sono trovato al volante delle nuove versioni tri-combustibile di due SUV di riferimento nel mondo Dacia è una sensazione che colpisce da subito per concretezza e modernità dell'approccio meccanico. Nella mia analisi su strada, ho affrontato percorsi urbani, extraurbani e tratti off-road per misurare quanto la combinazione di benzina, GPL e supporto elettrico mild hybrid si traduca in un'esperienza di guida aggiornata alle esigenze di oggi. Ho seguito un protocollo di test attento ai parametri reali di usabilità e risparmio, restituendo così sensazioni e numeri rappresentativi di ciò che si può aspettare qualsiasi automobilista interessato a performare davvero in ogni condizione d'uso.
La decisione del costruttore di integrare questi tre tipi di energia nasce dalla volontà di adeguarsi non solo alle nuove normative europee sulle emissioni in vigore, ma anche dalle richieste del pubblico che ricerca lunghe autonomie, bassi costi di esercizio e sicurezza su tutte le superfici stradali. Guidare oggi un SUV con queste caratteristiche permette di saggiare direttamente il livello tecnologico e l'affidabilità raggiunti dagli ultimi modelli. Come vedremo nel corso della prova, l'obiettivo di unite risparmio, polivalenza ed efficienza rappresenta una frontiera concreta, non più solo una promessa pubblicitaria.
I dispositivi di bordo dei nuovi SUV della casa rumena integrano la gestione di tre tipi di alimentazione in un unico sistema intelligente. Negli ultimi anni Dacia ha costruito la sua credibilità sulla valorizzazione del rapporto qualità-prezzo e sull'annullamento degli sprechi superflui. Con questa architettura tri-fuel, la proposta non è solo una risposta alle necessità degli automobilisti più attenti ai costi, come me, ma anche una reale innovazione tecnica per il mercato di riferimento. Analizzando la struttura tecnica, gli sviluppatori hanno puntato su:
Nel dettaglio tecnico, la motorizzazione Hybrid-G 150 4x4 va ben oltre per me di una soluzione tradizionale: si articola su tre motori distinti ma coordinati da un'elettronica raffinata. Sull'avantreno lavora il benzina mild hybrid tre cilindri da 1.2 litri (140 CV, 230 Nm di coppia), sul retrotreno c'è il motore elettrico da 23 kW e 87 Nm dedicato alla trazione posteriore. Il risultato complessivo è una potenza combinata di 154 CV (113 kW).
L'alchimia del sistema non si limita all'erogazione di potenza: il supporto elettrico fa da vero ponte per i cambi di aderenza, nelle accelerate e in caso di richiesta immediata di trazione supplementare. La batteria al litio da 0,84 kWh garantisce un apporto costante e permette, in ambito urbano, fino al 60% di marcia in puro elettrico. Nel ciclo misto WLTP le autonomie si avvicinano ai 1.500 km, grazie ai doppi serbatoi, mentre i consumi omologati promettono tra 7,1 e 7,2 l/100 km a GPL e 5,5-5,6 l/100 km a benzina.
La trasmissione è uno degli aspetti più interessanti: al classico doppia frizione anteriore a sei rapporti si affianca un cambio posteriore dedicato a due marce. Questa soluzione tecnica, finora prerogativa di segmenti premium, ottimizza la spinta alle basse velocità e limita le perdite di giri in autostrada, contribuendo sia alle prestazioni sia alla durevolezza dei componenti. L'alimentazione tri-fuel non richiede ricariche esterne grazie alla frenata rigenerativa e prevede selettori multifunzione per personalizzare le reazioni tra le SEI modalità di guida disponibili (Auto, Eco, Snow, Mud/Sand, Lock, Hill Descent Control).
Portare questi SUV multialimentazione su percorsi misti fornisce un mio feedback chiaro sulla versatilità della soluzione tecnica. Sull'asfalto cittadino, la marcia risulta estremamente dolce alle basse velocità. Il motore elettrico posteriore entra spesso in funzione durante stop & go, rotonde e manovre di parcheggio, riducendo consumi e rendendo la vettura silenziosa e graduale nella risposta.
Uscendo dai centri urbani e affrontando extraurbano e autostrada, l'unione tra coppia termica e assistenza elettrica mette al riparo da incertezze nelle riprese, mostrando elasticità nei sorpassi e facilità nella modulazione del cambio automatico. In modalità Eco si sfrutta appieno il risparmio, ma quando ho deciso di impostare i setting su Snow o Mud/Sand, anche i tratti fangosi e le rampe poco battute non hanno spaventato il sistema 4x4: la trazione viene gestita dall'elettronica, che invia energia extra al retrotreno per massimizzare aderenza e sicurezza.
L'approccio offroad della versione Hybrid-G 150 4×4 risulta semplice, grazie anche alla possibilità di bloccare la trazione integrale (Lock) e affidarsi al controllo elettronico della velocità in discesa (Hill Descent). I passaggi difficili vengono facilitati da una risposta sempre immediata alle variazioni di fondo: sabbia, greto e terreno dissestato vengono superati in tranquillità, senza mai mettere a disagio chi guida o i passeggeri.
Dai test che ho effettuato, i SUV Dacia dimostrano che la scommessa sul risparmio non è affatto aleatoria. La presenza di due serbatoi separati (50 litri GPL e 50 benzina) non solo garantisce percorsi lunghissimi senza fermate frequenti, ma permette di scegliere sempre il carburante più conveniente in base alle zone e alle disponibilità della rete di rifornimento. Riporto alcuni dati significativi raccolti durante la prova:
La qualità dell'abitabilità nelle versioni Hybrid-G 150 si concentra su ambiente interno razionale, abbondanza di spazio e dotazioni essenziali ma moderne. In Duster il comfort rimane notevole per quattro adulti anche nei viaggi lunghi, mentre su Bigster lo spazio posteriore sale di livello e il vano bagagli arriva a superare i 650 litri anche in configurazione 5 posti (nei 7 posti solo su Jogger).
L'ergonomia della plancia segue i dettami di semplicità Dacia: materiali prevalentemente rigidi ma ben assemblati, strumentazione digitale di facile lettura, infotainment su schermo da 10” con compatibilità wireless tanto con Android Auto quanto con Apple CarPlay. Segnalo la presenza di:
La piattaforma su cui si sviluppano Duster e Bigster garantisce una robustezza di fondo abbinata a sistemi di assistenza elettronica efficienti ma mai invasivi. Il vero salto avanti rispetto alle generazioni precedenti consiste nella gestione elettronica delle 6 modalità di guida: Auto, Eco, Snow, Mud/Sand, Lock e Hill Descent Control. Queste modalità permettono di adeguare il comportamento dinamico alle condizioni della strada, ottimizzando trazione, risposta motore e intervento dell'ESP. Tra le dotazioni di sicurezza attiva e passiva si registrano:
Su Bigster full hybrid i risultati nel test dell'alce sono stati inferiori ai 65 km/h, non particolarmente alti, ma in linea con un assetto votato più al comfort che alla sportività. Ottime, invece, la modularità dei freni e la risposta del controllo discesa anche su terreni accidentati.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...