Il commercio al dettaglio italiano si rinnova tra negozi, supermercati, discount e online, guidato da nuove tendenze, preferenze dei consumatori e cambiamenti nelle abitudini d’acquisto. Un panorama in evoluzione tra dati e prospettive future.
L’ultimo biennio conferma che il settore del commercio al dettaglio vive una fase di profondo rinnovamento, con segnali contrastanti tra valori e quantità di acquisto, oltre a una ridefinizione delle preferenze dei consumatori. In Italia si osserva una polarizzazione crescente tra grandi operatori, insegne locali e canali digitali, mentre la spesa tradizionale resta ancorata a elementi di fiducia e vicinanza. L’aumento dell’e-commerce e l’ascesa dei discount competono con la resilienza dei negozi di quartiere, portando a un mercato più frammentato e a dinamiche di consumo sempre più sofisticate. La ricerca della convenienza si intreccia a nuovi criteri di qualità ed esperienza d’acquisto.
Nel periodo tra il 2024 e il 2025, le vendite al dettaglio in Italia mostrano andamenti eterogenei, influenzati dal contesto economico nazionale e internazionale. Il biennio è stato caratterizzato da una lieve crescita dei valori nominali delle vendite, mentre i volumi – quindi la quantità effettivamente acquistata – hanno subito una flessione. Le statistiche ufficiali evidenziano, ad esempio, che nei mesi centrali del 2025 il valore delle vendite è salito di circa lo 0,5%-1,3% su base annua, ma il volume è diminuito fino all’1,4% rispetto all’anno precedente.
Questa dinamica riflette l'impatto della pressione inflazionistica sui prezzi dei beni di largo consumo: le famiglie spendono di più, pur portando a casa meno prodotti. Si rilevano differenze tra comparti: il settore alimentare cresce in valore (+1,5% a settembre 2025), ma cala in volume (-1,8%), mentre il comparto non alimentare segna una maggiore eterogeneità, con settori come la profumeria e la cura della persona in netto aumento, e altri – come abbigliamento ed elettrodomestici – in arretramento.
Il trimestre autunnale ha registrato segnali di ripresa, complice l’effetto promozionale del Black Friday e campagne sconto molto incisive, specie online. Il trend del valore positivo ma volume in sofferenza suggerisce che la ripresa non sia ancora pienamente consolidata. Sul lungo periodo, permane una fragilità strutturale per segmenti maturi e per le piccole superfici, che incontrano maggiori difficoltà a fronte della maggiore capacità delle grandi catene di assorbire la domanda variabile.
La polarizzazione dei risultati, con benefici più marcati per grandi operatori e canali digitali, si riflette su tutto il settore. Le analisi ISTAT e commenti dei principali osservatori economici sottolineano come la sfida principale rimanga la capacità di intercettare una domanda più selettiva e attenta alla spesa familiare.
L’analisi dei dati più recenti evidenzia una progressiva ricomposizione tra forme distributive: la grande distribuzione organizzata (GDO) mostra segnali di ripresa, con una crescita annuale in valore superiore al 2%, mentre la distribuzione tradizionale su piccole superfici registra una lieve flessione.
I negozi tradizionali, pur mantenendo un ruolo di riferimento per beni freschi e servizi personalizzati, affrontano una concorrenza sempre più serrata da parte dei supermercati, dei discount alimentari e del commercio online. Questi ultimi, grazie rispettivamente a politiche di assortimento, promozionalità spinta e facilità di accesso, conquistano quote di mercato crescenti. Il 2025 si caratterizza quindi per un incremento deciso dell’e-commerce (+8,3% a novembre), a cui si affianca la performance positiva dei discount e una buona tenuta dei supermercati tradizionali.
Le vendite fuori dai negozi e le imprese di medio-piccola dimensione registrano, invece, cali più marcati, evidenziando come il contesto competitivo favorisca chi riesce a integrare efficienza operativa, notorietà del marchio e innovazione nell’offerta.
I supermercati rappresentano ancora la spina dorsale degli acquisti quotidiani, specie nei grandi centri urbani. L’indagine 2025 che ha coinvolto oltre 22.000 consumatori italiani premia NaturaSì come la catena nazionale più apprezzata (79/100), seguita da Ipercoop, Esselunga e Coop. La qualità dei prodotti, la cura degli spazi e l’ampiezza degli assortimenti sono i criteri più importanti per i clienti.
Esselunga spicca per efficienza e tempi ridotti in cassa, mentre Ipercoop ottiene giudizi positivi per frutta, verdura e prodotti a marchio. La trasparenza dei prezzi viene valorizzata soprattutto nelle catene come Cadoro, e la disponibilità di promozioni e sconti influenza significativamente la fidelizzazione.
Secondo la ricerca, le famiglie italiane continuano a premiare le insegne che offrono, oltre alla convenienza, un’esperienza d’acquisto soddisfacente e punti vendita curati. A completare il panorama, Famila, Conad e Interspar mostrano buoni livelli di gradimento, pur risentendo di una lieve flessione sugli assortimenti e sulle attività promozionali rispetto ai leader di mercato.
La tabella che segue riassume i punteggi delle principali insegne, secondo gli indici di soddisfazione degli intervistati:
| Insegna | Punteggio (max 100) |
| NaturaSì | 79 |
| Ipercoop/Coop&Coop | 77 |
| Esselunga | 77 |
| Coop | 75 |
| Famila | 73 |
| Conad | 73 |
| Interspar | 73 |
L’incremento delle preferenze per i discount evidenzia come la convenienza sia sempre più centrale nei comportamenti d’acquisto. Nel 2025, il confronto tra supermercati e discount mostra che questi ultimi non vincono solo sul prezzo, ma anche sulla crescente qualità dei prodotti a marchio e sulla praticità degli spazi. Eurospin e Aldi si confermano in vetta alle preferenze (76/100), seguiti da Dpiù (75) e Lidl (74).
Secondo le indagini di soddisfazione, oltre il 70% dei clienti assegna ai prodotti a marchio dei discount una valutazione "buoni o molto buoni". Inoltre, pulizia, chiarezza dei prezzi, rapidità di spesa e offerte puntuali attirano non solo i nuclei familiari numerosi ma anche i giovani adulti.
La tendenza all’ibridazione d’offerta si rafforza: i discount propongono oggi una gamma più ampia, e i clienti attribuiscono punteggi elevati anche a comfort e disponibilità di promo – ambiti che storicamente erano terreno esclusivo delle GDO.
L’evoluzione in questo canale si traduce, quindi, in una sfida alla tradizionale supremazia dei supermercati, che rispondono puntando su esperienze di acquisto differenziate e nuovi servizi di fidelizzazione.
L’acquisto online continua la sua scalata, con un incremento superiore all’8% su base annua nel 2025. Tuttavia, la spesa su Internet rappresenta ad oggi il 12% delle abitudini di acquisto, mentre solo il 2% effettua ordini con cadenza settimanale.
Chi sceglie la spesa online lo fa principalmente per comodità, facilità di confronto tra offerte e puntualità nel servizio. Le catene che incontrano maggior favore sono Esselunga e Coop (77/100), seguite da Eurospin, Iperal e Bennet. Elevate valutazioni riguardano la semplicità d’uso delle piattaforme digitali, la qualità dei prodotti recapitati e l’assistenza clienti.
Nonostante il canale rimanga minoritario rispetto alle forme tradizionali, il gradimento è alto e la spesa digitale rappresenta ormai un’opzione stabile, soprattutto nei periodi promozionali, come durante il Black Friday. Gli operatori che sanno integrare infrastrutture logistiche efficienti e user experience riescono oggi a guadagnare una quota sempre maggiore del mercato.
Le insegne locali e gli esercizi di prossimità mantengono una posizione di rilievo nel panorama della distribuzione, soprattutto per alimentari freschi e prodotti di qualità territoriale. La catena DEM (78/100) primeggia tra le realtà locali, seguita da Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò. Queste insegne ottengono punteggi comparabili o superiori a quelli dei nomi più blasonati della distribuzione nazionale.
Il successo delle realtà di quartiere deriva dall’offerta di familiarità, relazione personale e servizio attento. I clienti citano spesso la comodità, la rapidità di acquisto, la disponibilità del personale e la percezione di trasparenza nei prezzi. Il 39% dei consumatori continua a preferire negozi sotto casa per beni come pane, latte e salumi, mentre mercati rionali, ortofrutta e macellerie raccolgono preferenze ancora significative, nonostante la competizione dei grandi marchi.
La capacità di adattarsi ai bisogni locali e di offrire una customer experience personalizzata permette a queste realtà di resistere anche nel contesto di una competizione inasprita su prezzo e assortimento.
Le ricerche più recenti confermano che la scelta del punto vendita non dipende soltanto dalla vicinanza o dal prezzo. I consumatori italiani privilegiano numerosi criteri, di cui i principali sono: