La nuova ricerca Altroconsumo fotografa lo stato dei supermercati in Italia: tra big nazionali, discount in crescita, insegne locali e le prime timide evoluzioni della spesa online.
L'ultima ricerca realizzata da Altroconsumo offre uno sguardosulle preferenze di oltre 22.000 italiani riguardo la spesa alimentare. Il progetto, aggiornato al 2026, prende in esame le scelte compiute tra supermercati nazionali, catene discount, insegne locali e canali online. Sotto la lente d'ingrandimento non solo la convenienza, ma anche aspetti come la qualità percepita, la comodità dei punti vendita e le abitudini di acquisto. Ne emerge un panorama distributivo articolato, dove tradizione e innovazione convivono, evidenziando come la domanda di risparmio e qualità sia sempre più consapevole e diversificata.
La classifica è frutto di un'analisi indipendente condotta attraverso un questionario online, rivolto a soci registrati di Altroconsumo. Ad ogni partecipante è stato chiesto di valutare fino a due catene tra quelle frequentate regolarmente, considerando diversi indicatori:
Nella fascia alta delle preferenze nazionali spiccano NaturaSì (79/100), Ipercoop, Esselunga e Coop, tutte valutate come eccellenti dai clienti. Ognuna di queste insegne rappresenta un modello differente: NaturaSì primeggia per la qualità dei prodotti e l'attenzione all'ambiente, oltre che per la varietà e la cura nell'allestimento dei punti vendita. Esselunga riceve particolare apprezzamento in termini di efficienza e rapidità alle casse, così come per l'ordine e la pulizia degli ambienti, punti che riducono i tempi di attesa e migliorano l'esperienza complessiva.
Ipercoop e Coop si contraddistinguono nella percezione dei consumatori per la qualità nelle categorie fresche, specialmente frutta, verdura e prodotti a marchio. Subito dopo, nella fascia di gradimento buona, si attestano marchi come Famila, Conad e Interspar, capaci di offrire un buon compromesso fra convenienza e assortimento, pur mostrando margini di miglioramento su promozioni e offerta. Di seguito una tabella indicativa dei punteggi:
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Insegna |
Punteggio |
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NaturaSì |
79 |
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Ipercoop/Coop&Coop |
77 |
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Esselunga |
77 |
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Coop |
75 |
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Famila |
74 |
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Conad |
73 |
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Interspar |
73 |
Questa varietà rispecchia un sistema distributivo solido e capace di adattarsi alle mutate esigenze del consumatore, in cui la ricerca del risparmio non esclude la qualità e la trasparenza.
L'ultima indagine sottolinea il crescente successo dei discount, oggi scelti non più soltanto per motivi di prezzo, ma per una qualità in rapido miglioramento. Eurospin e Aldi guidano la classifica con 76 punti, seguiti a brevissima distanza da Dpiù. Tutte le insegne analizzate hanno ottenuto almeno una valutazione buona, confermando che questa tipologia ha saputo superare lo stigma passato.
Il 71% dei clienti intervistati considera i prodotti a marchio dei discount buoni o molto buoni, mentre il 65% ne valorizza pulizia, comodità e praticità. Tra i principali elementi che spingono verso questi formati:
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Insegna Discount |
Punteggio |
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Eurospin |
76 |
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Aldi |
76 |
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Dpiù |
75 |
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Lidl |
74 |
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Todis |
73 |
Questa tendenza riflette un'evoluzione del concetto di discount, sempre meno legato esclusivamente al risparmio.
La sorpresa di questa edizione arriva proprio dalle realtà territoriali: sono le insegne locali a ottenere giudizi mediamente più lusinghieri, segno che il legame con il territorio e il rapporto umano risultano ancora valori centrali.
Tra le migliori spicca DEM, attiva tra Lazio e Abruzzo, con 78 punti, seguita da Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò - tutte a quota 77. Un terzo delle quaranta insegne locali valutate ottiene un giudizio ottimo, grazie a caratteristiche così percepite:
Sebbene le catene abbiano investito pesantemente nel digitale, la spesa alimentare online rimane ancora poco diffusa: solo il 12% degli italiani la utilizza, e appena il 2% effettua acquisti abitualmente ogni settimana. Le ragioni di questa lentezza nell'adozione sono legate a due fattori chiave:
La spesa non è esclusiva dei grandi canali: un'ampia fetta di italiani continua a preferire soluzioni più tradizionali. I negozi di quartiere restano riferimento soprattutto per alcuni beni alimentari, come risultato anche di un forte legame sociale e storico. Fra le principali alternative:
L'analisi dei dati consente di individuare gli aspetti più premiati dagli italiani nella scelta dove fare la spesa. Prevalgono quattro fattori ricorrenti: