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Con un cartello falso cambia il limite di velocità per le auto, più di 400 sanzioni: cosa succede ora

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Limite di velocità

Un cartello contraffatto ha modificato il limite di velocità e fatto scattare oltre 400 multe. Le contestazioni sono state annullate, ma il Comune perderà gli incassi: intanto la polizia cerca il responsabile.

Sulla Magdeburger Straße di Magdeburgo il limite era di 50 km/h, ma un cartello contraffatto ne indicava 70. Tra il 4 e il 6 settembre dell’anno in cui si è verificato il caso, l’autovelox ha rilevato le velocità e il Comune ha sanzionato quasi 400 conducenti. In seguito ha annullato tutte le contestazioni del periodo, comprese quelle rivolte a chi viaggiava oltre i 70 km/h riportati sul segnale.

Il limite valido restava quello di 50 km/h. La decisione del Comune è arrivata perché l’amministrazione non riusciva a stabilire con certezza quando fosse comparso il cartello né quali automobilisti lo avessero incontrato. Intanto la polizia cerca la persona che ha alterato la segnaletica.

Il limite reale e il cartello contraffatto

Chi percorreva la strada si trovava davanti a due indicazioni incompatibili: il limite previsto era di 50 chilometri orari, mentre il segnale manomesso suggeriva che si potesse procedere fino a 70. L’autovelox era in funzione lungo quel tratto e registrava i veicoli oltre la soglia effettiva. Da lì partiva il normale iter per contestare le violazioni.

La segnaletica stradale comunica ai conducenti quale regola devono seguire. Un cartello alterato può quindi cambiare la percezione del limite, soprattutto se la modifica è visibile e il segnale si trova nel punto in cui ci si aspetta di trovare un’indicazione ufficiale. In questo caso, tra il limite reale e quello esposto c’erano 20 km/h di differenza: una discrepanza concreta per chi si trovava alla guida.

Il limite legale era di 50 km/h. Il cartello da 70 era falso e non poteva modificarlo. Per valutare le multe, però, il Comune doveva considerare la situazione incontrata da ciascun automobilista al momento del passaggio: quale segnale fosse presente e se fosse leggibile.

Come sono partite le multe

Le rilevazioni risalgono al 4, 5 e 6 settembre dell’anno del caso. Il dispositivo ha fotografato o registrato i veicoli che superavano il limite di 50 km/h, e le violazioni sono state inserite nella procedura amministrativa del Comune. I conducenti sanzionati nel periodo erano quasi 400.

Nel titolo della vicenda si parla di più di 400 sanzioni, mentre il dato riferito agli automobilisti colpiti è di quasi 400 persone. Il numero dei verbali può differire da quello dei conducenti coinvolti, perché una stessa persona potrebbe aver ricevuto più di una contestazione. Per descrivere il caso, il riferimento riportato è quello degli automobilisti sanzionati tra il 4 e il 6 settembre.

Una volta emersa l’anomalia, non bastava controllare le velocità registrate. Le immagini dell’autovelox documentavano il passaggio dei veicoli e la loro andatura, ma non permettevano di ricostruire da quanto tempo fosse presente il cartello contraffatto. Né chiarivano se ogni automobilista avesse avuto modo di leggerlo. La rilevazione della velocità, dunque, non risolveva il problema della segnaletica incontrata lungo la strada.

Chi ha individuato il segnale

Le autorità intervenute hanno scoperto il cartello falso e lo hanno rimosso. Tolta dalla strada l’indicazione dei 70 km/h, la segnaletica è tornata coerente con il limite effettivo. La rimozione ha eliminato il segnale ingannevole, mentre le multe già avviate hanno richiesto una valutazione separata.

Il Comune ha dovuto occuparsi dei verbali riferiti ai giorni precedenti, quando il cartello risultava visibile. Accertato che l’indicazione dei 70 km/h non era legittima, l’amministrazione ha riesaminato le contestazioni registrate in quel tratto. La scoperta del cartello ha portato alla revisione dei verbali; le forze di polizia si sono concentrate sulla ricerca di chi lo aveva alterato.

La rimozione non ha identificato la persona che aveva collocato o modificato il segnale. Le indagini proseguono quindi insieme alla gestione amministrativa delle multe: il Comune ha affrontato le contestazioni ricevute dagli automobilisti, mentre la polizia cerca di ricostruire chi sia intervenuto sulla segnaletica.

Perché sono state cancellate tutte le contestazioni

Il Comune ha annullato le sanzioni relative al periodo compreso tra il 4 e il 6 settembre. Il problema era stabilire quando fosse comparso il cartello falso. In assenza di un momento certo per la sua installazione, l’amministrazione non poteva distinguere con affidabilità i passaggi avvenuti prima della modifica da quelli registrati quando il segnale da 70 km/h era già visibile.

Anche per i singoli conducenti mancavano elementi sufficienti a ricostruire la situazione: non era possibile sapere con certezza chi avesse visto il cartello, da quale direzione lo avesse incontrato o se fosse leggibile al momento del passaggio. Il Comune ha quindi annullato l’intero gruppo di sanzioni, senza selezionare soltanto i verbali di chi risultava sotto la velocità indicata dal segnale. Tutte le multe del periodo sono state cancellate.

La decisione comprende anche gli automobilisti che superavano i 70 km/h riportati sul cartello. In quei casi la velocità era superiore sia al limite effettivo di 50 km/h sia a quello indicato dal segnale contraffatto. L’amministrazione ha comunque applicato l’annullamento a tutte le rilevazioni dei giorni interessati, considerata l’incertezza sulla presenza del cartello nel corso del periodo.

Il limite legale sulla strada restava di 50 km/h, ma l’esame dei verbali non poteva prescindere dalle condizioni della segnaletica. La cancellazione è stata applicata all’intero blocco di contestazioni perché non era possibile valutare con certezza la posizione dei singoli conducenti. Sono stati annullati anche i verbali per velocità superiori ai 70 km/h.

Con l’annullamento, il Comune rinuncia agli importi collegati alle sanzioni di quei giorni. Il mancato incasso riguarda i verbali del periodo interessato, registrati lungo il tratto della Magdeburger Straße in cui era stato collocato il cartello falso. La decisione comporta quindi una perdita delle entrate previste da quelle contestazioni.

Per l’amministrazione c’è anche il lavoro di correggere o interrompere i procedimenti collegati ai verbali e di aggiornare le posizioni dei destinatari. Chi aveva già ricevuto una comunicazione non dovrà pagare la sanzione legata a quelle rilevazioni. Gli importi previsti per quei verbali non saranno riscossi, insieme alle contestazioni che il Comune ha cancellato.

L’annullamento collettivo è legato alle circostanze di questo caso: una strada, i giorni compresi tra il 4 e il 6 settembre e un cartello la cui comparsa non poteva essere collocata con precisione nel tempo. A questo si aggiungeva l’impossibilità di determinare quali conducenti lo avessero visto. Il Comune ha tenuto conto di questi elementi nel decidere di cancellare tutte le multe del periodo.

La polizia cerca il responsabile

Mentre il Comune ha chiuso i procedimenti amministrativi relativi a quelle rilevazioni, la polizia prosegue le indagini per individuare chi ha collocato o alterato il cartello. L’ipotesi di reato indicata è il danneggiamento di cose. Gli accertamenti puntano a identificare la persona intervenuta sulla segnaletica stradale.

Le indagini riguardano la condotta di chi ha modificato il segnale e le responsabilità che ne possono derivare. Il cartello contraffatto è stato tolto, ma la polizia continua a cercarne l’autore. Nel frattempo, l’annullamento comunale ha riguardato le multe emesse per le rilevazioni dei giorni interessati.

Un’indicazione falsa può influenzare le scelte di chi guida e mettere in discussione la correttezza degli accertamenti automatici effettuati nello stesso tratto. A Magdeburgo, per le multe il Comune ha annullato tutte le contestazioni del periodo; sul versante investigativo, la polizia cerca chi ha alterato la segnaletica.

Per i conducenti coinvolti, le contestazioni relative ai giorni dal 4 al 6 settembre sono state cancellate. Il Comune non procederà sulla base di quei verbali, compresi quelli riferiti a velocità superiori ai 70 km/h indicati dal cartello falso. La decisione riguarda le rilevazioni effettuate in quella finestra temporale.

Sulla Magdeburger Straße il limite resta di 50 km/h. Il segnale da 70 non lo aveva modificato, ma la sua presenza ha reso impossibile ricostruire con certezza quale indicazione avesse incontrato ciascun conducente. La polizia continua a cercare la persona che ha manomesso la segnaletica, nell’ambito dell’indagine per danneggiamento.

Il caso si è verificato in Germania. Il suo esito amministrativo è circoscritto alle multe emesse in quei giorni a Magdeburgo: le contestazioni del periodo sono annullate. Le indagini per identificare l’autore del cartello falso proseguono.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...