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Conti correnti: 440 miliardi sono senza protezione dello Stato. Chi rischia?

di Marcello Tansini pubblicato il

Milioni di risparmiatori affidano i propri fondi a conti correnti, ma 440 miliardi fuori dalla tutela statale. I limiti delle garanzie, le regole FITD, rischi per grandi depositi e strategie di protezione.

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Oggi, in Italia, quasi 50 milioni di depositanti si affidano a banche e istituti di credito, ma sono davvero protetti dallo Stato in caso di crisi del sistema finanziario? Oltre 440 miliardi di euro risultano totalmente scoperti dalle garanzie statali: un dato allarmante che mette a rischio patrimoni personali e aziendali anche senza che i titolari ne siano pienamente consapevoli. Quali sono le vere soglie di sicurezza? E quante persone superano, spesso senza saperlo, il limite dei 100mila euro coperti dal sistema di tutela?

L'urgenza di informarsi deriva da eventi sempre più frequenti di crisi bancarie, interventi di salvataggio, nuove normative e possibilità di sequestri o pignoramenti anche per conti esteri. Questo scenario richiede di conoscere a fondo sia i meccanismi di copertura sia le strategie più attuali per limitare la propria esposizione. La protezione dei risparmi non può più essere lasciata al caso o a vecchie abitudini bancarie.

Cos'è la protezione statale sui conti correnti: limiti e fondi

La protezione statale sui conti correnti è la principale barriera difensiva per i risparmiatori italiani. Il meccanismo più noto è il cosiddetto limite dei 100.000 euro, fissato dalla direttiva europea (2014/49/UE) e recepito nell'ordinamento nazionale col Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). Ma come funziona nei dettagli questo tetto?

Ad oggi, la protezione garantita dallo Stato tramite il FITD consiste nel rimborso fino a 100.000 euro per depositante e per banca cosicché chi detiene somme superiori non vede integralmente garantito il proprio patrimonio. Ciò significa che se si hanno più conti presso banche diverse, ciascun istituto copre fino al limite per ogni titolare. Se invece la somma è su più conti della stessa banca, il limite resta unico e cumulativo. L'ampiezza della copertura si estende anche ai conti cointestati (100.000 euro per cointestatario) e vale sia per privati sia per società non finanziarie. Secondo l'ultimo rapporto FITD (fine giugno 2025):

  • 1.171,3 miliardi di euro rappresentano tutti i fondi sottoponibili potenzialmente al regime di tutela (conti, depositi, ecc.), che diventano 730,6 miliardi quando si considerano solo quelli effettivamente protetti.
  • 440 miliardi di euro sono fuori copertura: rappresentano la quota di patrimoni che risiede su conti superiori a 100mila euro per banca (circa 230mila euro per depositante in media), completamente esclusi dal rimborso statale in caso di crisi.
  • 49,4 milioni sono i depositanti totali; tra questi, ben il 96% rientra pienamente sotto la protezione statale, mentre il restante 4% detiene saldi oltre i limiti coperti.
Il fondo stesso dispone di una dotazione finanziaria di circa 6,16 miliardi di euro (dato dicembre 2025), che rappresenta lo 0,83% dei depositi protetti: una cifra progettata per coprire crisi bancarie localizzate, non uno shock sistemico su larga scala. Per le BCC (Banche di Credito Cooperativo) esiste un sistema autonomo di garanzia separato dal FITD.

L'efficacia del sistema si basa sui contributi annuali degli istituti aderenti. Il Fondo può intervenire direttamente solo in alcune situazioni specifiche (liquidazione coatta amministrativa, misure di sostegno temporanee o transizioni di rami d'azienda). Gli interessi maturati dal momento della crisi fino al rimborso fanno parte del limite di copertura:

Categoria depositanti

Quota rispetto al totale

Fino a 20.000€

79%

20.000-100.000€

17%

Oltre 100.000€

4%

Le risorse dei fondi di garanzia in Europa hanno raggiunto circa 80 miliardi di euro complessivi, a fronte di una media di protezione dello 0,8% dei depositi coperti (0,5% in Francia). Il supporto è considerevole, ma i numeri dimostrano che chi supera il tetto è, di fatto, esposto a rischi rilevanti.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD)

Il FITD è un consorzio privato, obbligatorio per le banche italiane e molte digitali operanti in Italia (eccetto BCC, Poste e istituti che aderiscono a fondi equivalenti esteri). Opera raccogliendo contributi annuali proporzionati all'ammontare e al rischio dei depositi garantiti. La sua funzione principale è consentire il rimborso automatico ai depositanti che possiedono somme fino a 100.000 euro se la banca entra in liquidazione coatta amministrativa. Le principali caratteristiche operative:

  • Copre tutta la clientela retail e imprese, comprese le società non finanziarie, fino al limite previsto.
  • Non tutela titoli, azioni, obbligazioni, derivati e somme appartenenti a grandi istituzioni finanziarie (banche, assicurazioni e fondi).
  • La copertura non riguarda i depositi presso le Poste Italiane, che usufruiscono invece di una garanzia diretta dello Stato.
  • Il rimborso, dopo la dichiarazione di crisi, avviene entro 7 giorni lavorativi, direttamente sul nuovo conto indicato dal cliente.
  • In caso di conti cointestati, ogni intestatario beneficia del limite pieno in modo autonomo.
Fra gli strumenti del FITD esistono anche misure preventive (prestiti o garanzie a istituti in difficoltà), misure alternative (trasferimento immediato dei depositi su una banca solida) e sostegno al processo di risoluzione (finanziamenti straordinari). Alcuni esempi pratici sono:
  • Se un cliente detiene 120.000 euro in un conto personale e 80.000 euro in un conto cointestato con un familiare nella stessa banca, la somma garantita individualmente copre i primi 100.000 euro del conto personale e la metà del cointestato (40.000 euro).
  • Gli importi eccedenti non sono rimborsabili dal fondo ma restano iscritti come crediti nei confronti della banca fallita, con recupero spesso parziale e incerto.
In caso di bail-in (salvataggio interno), la responsabilità finale grava prima sugli azionisti, poi sugli obbligazionisti e, solo dopo, sui depositanti oltre i 100.000 euro. Questo significa che somme superiori a questa soglia potrebbero essere azzerate o ridotte per coprire i debiti della banca.

Gli accadimenti come la crisi di Smart Bank e il salvataggio di Banca Progetto, sottolineano come il FITD sia essenziale per la stabilità finanziaria nazionale, ma anche limitato, dato che non estende la copertura ai grandi patrimoni. Dal 1987 il FITD è intervenuto 16 volte, con impieghi per oltre 2 miliardi nell'ultimo decennio.

Cosa rischiano i depositanti sopra i 100mila euro

I titolari di patrimoni bancari superiori ai 100mila euro per ciascuna banca non sono integralmente protetti dalla garanzia pubblica. In caso di dissesto o liquidazione forzata, tutto quanto eccede la soglia è considerato credito chirografario e rientra nella massa passiva della banca: il recupero di questi fondi dipende dalla capacità della liquidazione di coprire i debiti.

Analisi delle situazioni a rischio e delle operazioni concrete da adottare:

  • Nel bail-in europeo, il risparmiatore con saldo eccedente subisce perdite proporzionali alla parte non protetta, secondo la gerarchia delle responsabilità (azioni, obbligazioni, depositi non garantiti).
  • In caso di pignoramento per debiti fiscali o civili, l'Agenzia delle Entrate, Riscossione può prelevare direttamente dai conti anche senza passare per il tribunale (per importi superiori ai limiti vitali di legge).
  • Un elevato ammontare su un unico istituto espone anche a rischi di misure cautelari, sequestri giudiziari o problemi di liquidità temporanea in caso di crisi sistemiche.
Soluzioni concrete per limitare il rischio sono:
  • Distribuire la liquidità su più conti di banche differenti, assicurandosi di non superare la soglia di 100.000 euro ciascuno.
  • Ricorrere a depositi vincolati solo se non incidono sui limiti di garanzia; titoli e strumenti finanziari non sono mai coperti dal FITD.
  • Considerare l'utilizzo di conti esteri, entro i limiti di legge, per diversificare il rischio geografico e bancario. Tuttavia, tali conti vanno sempre dichiarati in Italia (quadro RW) e restano teoricamente aggredibili a seguito di azioni internazionali o per frode fiscale.
  • Per patrimoni elevati, valutare anche polizze di protezione patrimoniale o strumenti assicurativi che differenziano la tutela legale rispetto ai depositi bancari ordinari.
Il tema della sicurezza bancaria, anche alla luce delle indagini giudiziarie e degli interventi di salvataggio sotto osservazione penale (vedi caso Banca Progetto), evidenzia come la copertura statale rappresenti uno scudo robusto ma incompleto e da non dare mai per scontato.

La vulnerabilità dei conti non protetti non riguarda solo rischi di fallimento bancario o bail-in, ma si estende anche alle azioni di recupero crediti da parte dell'Agenzia delle Entrate e di altri creditori.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...