Crai si distingue nella GDO italiana per il suo modello societario unico, lontano dalle logiche delle grandi catene come Esselunga. Dietro il marchio si cela un mosaico di imprenditori locali.
Nel panorama della grande distribuzione organizzata italiana (GDO), la realtà di Crai rappresenta una peculiarità che affonda le sue radici nella storia del commercio di vicinato. Nel corso degli ultimi cinquant'anni, questo gruppo si è distinto per un modello di sviluppo legato al territorio e centrato sull'imprenditorialità diffusa. Mentre altre insegne prediligono una struttura accentrata, qui si rafforza la vocazione a servire le comunità locali attraverso una rete capillare di negozi e imprenditori che ogni giorno mettono al centro il rapporto diretto con il cliente. Da questa visione è nato un gruppo che ha saputo coniugare crescita economica e attenzione sociale, diventando riferimento in oltre mille comuni italiani anche minori ed esprimendo una netta differenziazione dai principali concorrenti.
La capacità di valorizzare i prodotti tipici, promuovere la cultura agroalimentare e sostenere le economie locali identifica l'unicità del sistema Crai nel tessuto italiano. In una filiera dove spesso prevale la dimensione industriale, l'attenzione verso prossimità e relazione autentica costituisce oggi un elemento strategico di posizionamento, capace di generare valore non solo economico, ma anche relazionale e sociale.
L'organizzazione societaria di questa realtà si distingue profondamente rispetto ai modelli delle grandi catene integrate, come Esselunga. Mentre queste ultime operano secondo un impianto fortemente accentrato e proprietario, dove il capitale e le decisioni sono in capo a pochi azionisti o a una singola famiglia, la società in questione adotta un modello multi-imprenditoriale e cooperativo.
All'origine vi è una capogruppo, Crai Secom, alla quale nel 2026 è stata affiancata la creazione di una holding di partecipazioni, concepita per migliorare la governance manageriale e integrare nuovi soci strategici. Questa evoluzione consente di trasformare una struttura già articolata in cui convergono più soggetti autonomi in una piattaforma di coordinamento delle strategie commerciali, dei servizi, delle politiche di acquisto e dell'innovazione. Rispetto all'approccio «a catena» delle principali insegne, qui il centro non impone semplicemente regole e prodotti ai negozi affiliati. Il nuovo modello promuove la condivisione di una strategia testata, grazie a un sistema basato su trasferimento e condivisione dei processi di vendita, mantenendo flessibilità e adattabilità locale.
I soci storici della capogruppo comprendono gruppi di rilievo nel settore (come Abbi, Ama, Codé, Crai e Proshop), ciascuno con quote significative, e si sono ben bilanciate le esigenze di stabilità patrimoniale e apertura all'ingresso di partner quali Crai Mediterranea e Supercentro. Il capitale sociale di Crai Secom, rivalutato nel 2026 fino a circa 40 milioni di euro, testimonia la solidità della filiera rispetto alle società a controllo familiare puro.
Dietro la sigla Crai non si cela una proprietà monolitica, bensì una rete solida di oltre 1.300 imprenditori autonomi che condividono un progetto imprenditoriale diffuso. Dal punto di vista societario, la compagine azionaria della holding e delle società operative vede protagonisti storici dell'ambito distributivo: gruppi come Abbi, Ama, Codé, la cooperativa Crai e la New Grieco, a cui si sono aggiunte successivamente realtà come Mediterranea, fortemente radicata in Campania, e Supercentro, riferimento per il sud Italia.
Il coinvolgimento dei soci non è puramente finanziario: ognuno gestisce quote di mercato locale attraverso i propri punti vendita, contribuendo a selezionare i prodotti, definire le strategie di marketing e, soprattutto, a mantenere saldo il legame tra l'insegna e le esigenze specifiche delle diverse regioni.
Gli imprenditori affiliati non sono meri esecutori di direttive ma svolgono un vero e proprio ruolo di mediatori fra innovazione centrale e bisogni della comunità. Le storie di crescita, la responsabilità e l'esperienza maturate nella gestione quotidiana fanno sì che la compagine sia estremamente diversificata.
Il network conta oltre 3.400 punti vendita diffusi su tutta la penisola, di cui il 65% orientato al food e il 35% ai prodotti per la cura della persona e della casa, ed è presente in più di 1.150 comuni. Quasi un quinto dei negozi si trova in centri con meno di tremila abitanti, confermando l'attenzione alla capillarità.
Dal punto di vista economico, il giro d'affari si attesta intorno ai 3,2 miliardi di euro nel 2025, con una crescita moderata ma costante nonostante la competizione di giganti come Esselunga e Coop. L'ebitda, vicino ai 100 milioni, indica una buona marginalità operativa, mentre le previsioni parlano di ricavi prossimi ai 3,8 miliardi nell'esercizio successivo e fino a 4 miliardi a fine piano industriale:
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Valore |
Dichiarazione |
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3.400+ |
Punti vendita totali |
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1.300 |
Imprenditori affiliati |
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1.150+ |
Comuni serviti |
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3,2 mld € |
Ricavi 2025 |
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100 mln € |
Ebitda |
Tali risultati derivano dalla presenza articolata su tutto il territorio e da una capacità di adattarsi ai diversi contesti locali, confermando l'efficacia della scelta cooperativa e partecipativa.
Ogni punto vendita della rete viene modellato in relazione alla vocazione e alle esigenze della comunità locale: progetti di prossimità pensati per comuni di piccola o media dimensione, inseriti in aree urbane o in contesti rurali.
Il gruppo ha sviluppato format distinti quali:
Il valore aggiunto risiede nella relazione: qui il negozio è presidio sociale, uno spazio di incontro, grazie a cui si mantengono vivi rapporti e tradizioni. L'attenzione alla formazione degli imprenditori, il supporto pratico (anche finanziario), l'utilizzo di strumenti analitici e digitali, il marketing di relazione e i programmi fedeltà completano una strategia radicata e moderna insieme.
L'attuale piano industriale estende l'attività oltre la distribuzione alimentare, puntando su settori innovativi anche non tradizionali. La volontà di rafforzare la tenuta del sistema e ampliare le fonti di ricavi trova espressione in due progetti simbolici:
L'ingresso nel network della catena Supercentro rappresenta un passaggio rilevante nella strategia di espansione territoriale nel sud Italia. Supercentro, attiva soprattutto in Puglia, Basilicata e Calabria, vanta oltre 120 punti vendita, compresi sei Cash&Carry, con un volume d'affari di circa 190 milioni di euro nel 2024.
L'adesione al sistema consente a Supercentro di mantenere la propria identità territoriale e rafforzare la logistica, accedendo alle economie di scala e ai servizi della centrale. Questa partnership si fonda sulla condivisione di valori tra imprenditori e sulla volontà di valorizzare il tessuto locale e la vicinanza con il cliente, proprio come accade storicamente per il sistema delle affiliazioni dell'insegna.
Il piano, inoltre, prevede investimenti per la modernizzazione dei negozi e lo sviluppo occupazionale attraverso nuove aperture che contribuiranno a rafforzare la presenza nell'intero Mezzogiorno.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...