Da qualche vendita su Vinted a un’attività da 10mila euro al mese: la storia di Chloe Lovett racconta una rapida crescita, tra lotti di abiti, lavoro solitario e il trasferimento in un capannone più grande.
Chloe Lovett, 25 anni, ha trasformato la vendita occasionale di abiti usati su Vinted in un'attività commerciale capace di raggiungere fino a 400 sterline di vendite online al giorno nel 2026. La giovane di Sheerness, nel Kent, ha lasciato nel settembre 2025 il lavoro sottopagato in una spa e, in pochi mesi, è passata dalla gestione degli ordini in casa all'apertura del negozio Lovett Or List It, inaugurato nel maggio 2026.
Il risultato viene collegato a un'attività da oltre 100mila sterline l'anno, ma il numero va interpretato con attenzione. Si tratta di una proiezione del fatturato lordo, costruita ipotizzando la continuità di un ritmo giornaliero molto alto. Non è il guadagno netto già incassato da Chloe: dal totale devono essere sottratti il costo dei capi, i trasporti eventualmente sostenuti, la gestione del negozio, le imposte e le altre spese operative.
Per anni Chloe aveva usato Vinted senza un progetto imprenditoriale preciso. Metteva in vendita gli abiti che non indossava più, cercando di ottenere qualche entrata aggiuntiva mentre continuava a lavorare in una spa locale con uno stipendio minimo. Gli articoli venivano preparati nel tempo libero, senza un magazzino né una struttura dedicata.
La scelta di cambiare è arrivata nel settembre 2025. Lovett ha deciso di dedicarsi interamente alla rivendita di abiti pre-loved, senza attraversare una lunga fase di preparazione prima di cominciare. L'attività si è organizzata mentre era già in funzione: aumentavano gli ordini, arrivavano nuove richieste e diventavano più frequenti i ritiri presso le abitazioni dei clienti.
All'inizio Jake, il compagno di Chloe, guidava fino alle case delle persone per recuperare borse piene di vestiti. Una volta rientrata, lei passava in rassegna i capi, li fotografava, scriveva gli annunci e preparava le spedizioni. Un sistema pratico, almeno finché il numero degli articoli non ha iniziato a rendere tutto più ingombrante.
L'abitazione si è ritrovata a svolgere troppi ruoli insieme: deposito, spazio per la selezione, area destinata agli imballaggi e luogo di lavoro quotidiano. A quel punto il problema non era più soltanto procurarsi i vestiti o caricare gli annunci. Serviva spazio sufficiente per gestire il magazzino e ricevere le persone.
Nel 2026 Chloe ha dichiarato di poter arrivare a 400 sterline di vendite online in una sola giornata. Portato avanti per tutti i giorni dell'anno, un ritmo simile produrrebbe, sul piano teorico, più di 146mila sterline. La previsione resa pubblica da Lovett è comunque più cauta: supera quota 100mila sterline annue:
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Dato |
Valore e periodo |
Interpretazione |
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Vendite online giornaliere |
Fino a 400 sterline nel 2026 |
Valore lordo delle transazioni, non utile personale |
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Proiezione annuale |
Oltre 100mila sterline nel 2026 |
Stima legata alla continuità del ritmo di vendita |
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Apertura del negozio |
Maggio 2026 |
Passaggio dalla gestione domestica a uno spazio commerciale |
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Giorni di apertura |
Sei giorni alla settimana nel 2026 |
Attività ancora gestita direttamente dalla titolare |
La distinzione tra fatturato e guadagno netto pesa in modo particolare quando si vendono articoli di seconda mano. Le 400 sterline indicano il valore delle vendite concluse in quella giornata; non dicono quanto rimane effettivamente a Chloe. Per conoscere il margine bisogna considerare quanto è stato pagato per acquistare i vestiti e quali costi sono serviti a prepararli e venderli.
Il suo modello prevede l'acquisto di abiti indesiderati in base al peso. Un lotto, però, non ha un valore uniforme. Alcuni capi possono trovare rapidamente un acquirente, altri richiedono più tempo; una parte può restare invenduta oppure essere ceduta ad altri rivenditori. La resa economica dipende quindi da come viene selezionato il materiale e dalla capacità di trasformare un insieme eterogeneo in singole occasioni di vendita.
Comprare a peso permette di raccogliere grandi quantità di abbigliamento senza trattare ogni singolo capo come un acquisto separato. Le persone consegnano i vestiti che non vogliono più e ricevono una valutazione collegata al peso complessivo. A quel punto Chloe esamina il contenuto e decide la destinazione dei vari articoli. I capi possono essere indirizzati verso tre canali:
All'interno del punto vendita gli abiti sono disposti per colore e taglia. L'ordine rende la consultazione più facile, ma può produrre anche incontri inattesi: una cliente entra cercando un certo tipo di capo e si ferma davanti a un articolo diverso perché lo trova particolare.
È una caratteristica tipica dell'usato. Molti prodotti sono pezzi singoli e non è detto che lo stesso modello torni disponibile nella stessa taglia o nello stesso colore. L'assortimento cambia con gli arrivi. Chi entra non sa esattamente che cosa troverà, e questa componente di sorpresa appartiene meno alla vendita tradizionale.
Lovett Or List It ha aperto nel maggio 2026, dopo che il lavoro domestico aveva raggiunto i propri limiti pratici. In casa non c'era più abbastanza spazio per ricevere le borse, sistemare la merce e accogliere le persone interessate a consegnare i propri capi.
Il nuovo locale ha assunto due funzioni. È il punto in cui i clienti possono portare gli abiti da vendere, ma anche lo spazio dove quegli stessi capi vengono esposti e acquistati. Così una vendita nata online ha cominciato ad avere una presenza riconoscibile sul territorio.
Nel 2026 il negozio è aperto dal lunedì al sabato, per sei giorni alla settimana. Chloe ha raccontato di avere l'agenda piena per gran parte dei giorni, tra ritiri, selezione, pubblicazione degli articoli, preparazione degli ordini e attività in negozio.
Il punto vendita non ha sostituito Vinted. La quota maggiore delle entrate continua infatti ad arrivare dall'online, mentre il locale aggiunge un canale per vendere i capi e raccogliere nuova merce.
Gli incassi sono aumentati, ma nel 2026 Chloe non ha ancora assunto dipendenti. È l'unica lavoratrice dell'attività e segue personalmente ogni fase. Nel negozio è spesso presente anche Dolly, una cagnolina di razza Jagdterrier, diventata una sorta di mascotte.
Gestire tutto da sola le permette di controllare direttamente le scelte e le spese. Decide quali capi acquistare, come disporli, quali prezzi fissare e su quali articoli impiegare più tempo. Il rovescio della medaglia è immediato: se Chloe non è disponibile, anche il lavoro si ferma o rallenta.
All'inizio questa formula aiuta a capire il mercato e a osservare quali prodotti attirano più interesse. Quando gli ordini aumentano, però, le ore della giornata non bastano più. Fotografare un capo è solo un passaggio: bisogna anche misurarlo, descriverlo, conservarlo, prepararlo e spedirlo.
Per sostenere il volume servono procedure ripetibili e aree separate. Un'agenda piena è quindi un buon segnale, perché mostra che la domanda esiste, ma allo stesso tempo evidenzia il limite di un modello che concentra ogni mansione sulla titolare. La crescita non può proseguire all'infinito senza distribuire almeno una parte del lavoro.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...