Daniele Moretti, commercialista romano seguito da oltre 140mila persone sui social, è ai domiciliari per una frode da 14 milioni con le cooperative “apri e chiudi” e 2.478 lavoratori coinvolti.
Sui social appariva come il simbolo del successo. Yacht, voli in elicottero, serate dietro la consolle e tramonti da cartolina. Dietro quella vetrina, però, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato un sistema di frode fiscale e contributiva da oltre 14 milioni di euro. Daniele Moretti, commercialista romano di 51 anni con studio ai Parioli, è finito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Lo scenario che emerge dall’inchiesta coinvolge 2.478 lavoratori e centinaia di aziende in tutta Italia.
Si tratta di un’accusa ancora da verificare in giudizio. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e il professionista, come ogni indagato, gode della presunzione di innocenza.
Moretti si è laureato in Economia e Commercio all’Università della Tuscia nel 1999 e dal 2001 ha costruito una rete di studi con il marchio “Moretti & Partners”, con sedi a Roma, in viale Parioli, a Viterbo e a Milano. Un percorso professionale solido sulla carta, che lo ha portato a gestire un numero considerevole di clienti.
Accanto alla carriera da consulente fiscale, il commercialista aveva costruito un’immagine pubblica molto curata. Su Instagram mostrava yacht a Porto Rotondo, voli in elicottero, serate da dj e tramonti dal suo resort in Kenya, davanti a oltre 140mila follower. Un profilo da influencer della finanza che, secondo l’accusa, nascondeva una realtà molto diversa.
Il 7 ottobre 2026 la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza cautelare firmata dalla GIP del Tribunale di Roma, che ha disposto i domiciliari per Moretti e un sequestro preventivo superiore ai 14 milioni di euro. Il provvedimento è la conclusione di un’indagine che ha ricostruito, secondo gli investigatori, un meccanismo ideato per abbattere il costo del lavoro a danno dello Stato, dei lavoratori e delle imprese concorrenti che rispettano le regole.
Il giudice attribuisce al professionista una funzione centrale nell’ideazione, nella gestione e nel mantenimento del sistema. Per la Procura sarebbe lui il vero regista dell’operazione, e non un semplice consulente rimasto ai margini.
Il cuore dell’inchiesta è un meccanismo noto agli addetti ai lavori come cooperative “apri e chiudi”, o “cooperative fantasma”. Funziona così:
I dati contestati sono di grande portata:
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il denaro sottratto non sarebbe rimasto nelle cooperative. I flussi illeciti sarebbero stati dirottati sotto forma di finti rimborsi o di pagamenti per consulenze fittizie allo studio di Moretti. È un classico schema in cui le società “serbatoio” accumulano debiti, mentre i profitti vengono spostati verso soggetti terzi.
Un passaggio dell’ordinanza riguarda poi i movimenti verso l’estero. Il giudice sottolinea che Moretti avrebbe trasferito ingenti risorse fuori dall’Italia, intensificando i viaggi in Kenya tra il 2025 e il 2026. Per l’accusa, questo ha avuto un peso nella scelta della misura cautelare, per il rischio di dispersione dei beni e di fuga.
Secondo l’accusa, parte dei guadagni ottenuti con la frode sarebbe stata usata per acquistare un resort in Kenya. È uno degli elementi che alimentano il contrasto tra l’immagine pubblica e la presunta realtà dei fatti.
Il titolo che circola sul web parla di yacht ed elicottero “pagati con i contributi dei dipendenti non pagati”. È bene precisare cosa risulta dalle fonti: le immagini di yacht ed elicottero erano pubblicate sui profili social del commercialista, mentre per l’accusa il denaro derivante dal sistema sarebbe stato reinvestito, per esempio nel resort africano. Se e in quale misura il tenore di vita ostentato online sia stato finanziato con i proventi della frode spetterà agli accertamenti patrimoniali e al processo stabilirlo.
Il caso Moretti riapre un tema più ampio: quello dei finti ricchi sui social, professionisti e imprenditori che costruiscono una reputazione online fondata su lusso, viaggi e successo. Una community da 140mila persone può trasformarsi in un formidabile strumento di credibilità e di acquisizione di clienti. Quando l’immagine è scollegata dalla realtà, il rischio è che migliaia di persone si fidino di un modello di business che regge solo in apparenza.
Per chi si affida a un consulente, alcune regole di prudenza restano valide:
Moretti è ai domiciliari con braccialetto elettronico. Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori e la possibile richiesta di riesame da parte della difesa, mentre l’indagine proseguirà per chiarire il ruolo di eventuali altri soggetti e delle imprese utilizzatrici. Il percorso giudiziario sarà lungo: soltanto una sentenza definitiva potrà stabilire se le accuse siano fondate.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...