Il prezzo di diesel e benzina cresce tra preoccupazioni per le scorte e timori di esaurimento. Taglio delle accise, crisi internazionali, rischio razionamento e prospettive per consumatori e imprese.
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Negli ultimi tempi, la questione dei carburanti ha assunto toni di forte preoccupazione tra automobilisti e imprese a tal punto che il costo del diesel potrebbe raggiungere la cifra impensabile di 3 euro al litro. Aumenti dei prezzi di benzina e diesel si intrecciano con la disponibilità agli impianti di distribuzione, dando spazio a timori diffusi sul reale rischio di esaurimento delle scorte.
Le immagini di distributori con i cartelli carburante esaurito e le code agli impianti hanno riportato alla memoria crisi energetiche del passato, ma l'analisi degli esperti resta pragmatica: il problema attuale non è tanto una mancanza strutturale di prodotto, quanto una somma di fattori che agiscono sulla percezione e sul comportamento d'acquisto collettivo.
Lo scorporo temporaneo delle accise di oltre venti centesimi al litro su benzina e diesel, deciso con decreto d'urgenza a fine marzo, aveva l'obiettivo di mitigare il peso crescente dei carburanti sui consumatori. In realtà, questa misura ha agito come potente incentivo alla corsa ai distributori dai prezzi più bassi.
Le pompe low cost, in particolare a marchio Eni e Conad, hanno visto un aumento anomalo della domanda: file chilometriche, turni prolungati e scorte settimanali evaporate in poche ore. Questo fenomeno, già osservato in altre emergenze (dalla pandemia alle crisi energetiche), si definisce panic buying, e nasce dalla combinazione tra risparmio percepito e paura di rincari futuri.
Non tutte le stazioni hanno applicato subito la riduzione delle accise: secondo l'Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, solo il 60% l'ha fatto tempestivamente, mentre in circa l'11% dei casi si sono addirittura verificati aumenti. Il risultato è stato uno spostamento di massa verso pochi impianti più competitivi, generando locali esaurimenti di carburante, senza però che il sistema nazionale ne fosse colpito:
Molte delle segnalazioni di distributori a secco sono, in realtà, il risultato di un'improvvisa concentrazione della domanda presso alcuni impianti più convenienti, non di una vera carenza nazionale di carburanti. Le scorte petrolifere italiane, gestite da una rete di raffinerie, depositi e stazioni di servizio integrata e capillare, coprono generalmente il fabbisogno di almeno 10-15 giorni.
Le cisterne interrate presso le stazioni hanno capacità limitate e vengono rifornite su base programmata. Il taglio delle accise, scattato il 19 marzo e valido fino al 7 aprile, ha scatenato un comportamento di anticipo della domanda: molti automobilisti hanno deciso di fare il pieno per approfittare del prezzo scontato, prosciugando rapidamente le scorte dei distributori più competitivi.
Quando la domanda raddoppia o triplica in uno o due giorni rispetto al normale, i serbatoi si svuotano prima rispetto alla data prevista per il rifornimento successivo:
Le autorità di settore (come il Ministero dell'Ambiente e del Made in Italy) rassicurano inoltre rispetto alla stabilità dello stoccaggio nazionale: l'Italia vanta tra le maggiori capacità di riserva d'Europa, grazie a una filiera che prevede diversificazione delle fonti di importazione e capacità di riserva di emergenza superiore a 30 giorni di consumi ordinari. Diversi istituti di categoria hanno inoltre richiesto misure anti-speculative per evitare che le oscillazioni di prezzo generino ulteriori distorsioni sull'acquisto e sulla percezione di scarsità.
La guerra in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz hanno determinato uno scenario di profonda instabilità sui mercati energetici globali. Lo stretto, vero snodo strategico del traffico petrolifero mondiale, influenza direttamente le quotazioni internazionali: dal Golfo Persico transita circa il 20% della produzione planetaria di petrolio.
Nel corso delle ultime settimane, la chiusura o difficoltà di transito delle petroliere ha innescato aumenti delle quotazioni Brent (fino a 109 dollari al barile), che si sono riverberati nei prezzi alla pompa di benzina e diesel. L'Italia, pur non dipendendo completamente dal greggio che attraversa Hormuz, risente dell'onda lunga dei mercati globali: la concorrenza tra Europa e Asia per le stesse risorse sta causando una crescente pressione sui prezzi e una certa difficoltà nell'approvvigionamento a condizioni vantaggiose:
Analizzando la dinamica dei listini, emergono elementi distintivi nei meccanismi di formazione del prezzo finale delle due tipologie di carburanti. Gli aumenti alla pompa, spesso immediati in caso di rincari internazionali, sono seguiti da riduzioni molto più lente, fenomeno noto negli studi di economia come asymmetric price transmission: aumenti a razzo, cali come una piuma.
In questo contesto, si innestano possibili episodi di speculazione, secondo quanto denunciato dalle associazioni dei consumatori, che lamentano un mancato beneficio sui prezzi interni anche quando le quotazioni internazionali si allentano temporaneamente. I numeri dell'Osservatorio carburanti mostrano differenziali crescenti tra i prezzi applicati nei diversi punti vendita:
Le dinamiche speculative sono sotto osservazione da parte di Garante prezzi e Guardia di Finanza, mentre sindacati di settore e associazioni degli autotrasportatori chiedono maggiore trasparenza e un'eventuale sterilizzazione di parte delle accise e IVA. Ecco un quadro sintetico delle tendenze:
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Periodo |
Benzina media (€) |
Diesel medio (€) |
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18 marzo |
1,85 |
1,63 |
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23-25 marzo |
1,75 |
2,06 |
|
31 marzo |
1,75 |
2,06 |
Le previsioni per le prossime settimane sono fortemente dipendenti dall'andamento della crisi internazionale e dalla dinamica delle accise. Se il taglio non verrà prorogato, il ritorno a regimi fiscali pieni potrebbe spingere il diesel oltre i 2,3 euro/litro e la benzina a 1,9 euro/litro secondo stime Codacons, con rischi tangibili per chi utilizza l'auto o lavora nel settore trasporti.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...